Si è sempre pensato come le termiti fossero dei semplici parassiti del legno o costruttrici di incredibili cattedrali di fango. In realtà il loro valore è ben più importante, sono infatti considerate dei veri e propri ingegneri ecosistemici. Basti pensare come, nelle foreste tropicali, questi isotteri siano fondamentali per l’aerazione del suolo, la decomposizione dei rifiuti organici e come pilastro della rete alimentare.

Alcuni spunti extra sulle termiti
Una recente ricerca pubblicata su Current Biology ha gettato nuova luce su come questa rilevanza ecologica si sia costruita in milioni di anni. Il team dell’Università di Okinawa ha condotto un’analisi genomica senza precedenti, sequenziando il DNA di oltre 1.300 specie (circa la metà di quelle note). Lo studio ha identificato due momenti cruciali di “esplosione” evolutiva che hanno cambiato il destino delle termiti.
Si parte dal fine del Cretaceo. Qui, in coincidenza con l’estinzione di massa dei dinosauri, le termiti iniziarono a occupare le nicchie ecologiche rimaste vuote. In questa fase si diversificarono le Kalotermitidae (termiti del legno secco) e i primi Neoisoptera (le termiti moderne).
Si passa poi alla transizione Eocene-Oligocene. In questo periodo, circa 30 milioni di anni dopo, una glaciazione repentina abbassò le temperature globali di 8 °C, riducendo drasticamente le foreste pluviali a favore di savane e zone temperate. Fu proprio durante questa seconda fase climatica che emerse la famiglia delle Termitidae.
Ad oggi, con oltre 2.100 specie, rappresenta il gruppo più numeroso e influente. Il loro successo evolutivo è dovuto a un radicale cambio di dieta: passarono dal nutrirsi esclusivamente di legno al consumo diretto del suolo. Questa innovazione le affrancò dalla dipendenza dagli alberi, permettendo loro di colonizzare habitat diversi e di trasformarsi in architetti del sottosuolo.
Un cambiamento importante che ha poi permesso di evolversi in condizioni naturali totalmente differenti dalla loro nascita. Resta aperto un affascinante interrogativo biogeografico: come hanno fatto le Termitidae, originarie dell’Africa, a colonizzare l’intero globo? Se per le termiti del legno la spiegazione risiede nel galleggiamento di tronchi attraverso gli oceani, per quelle del suolo l’ipotesi è più complessa.
Si ipotizza che abbiano viaggiato su “zattere” di alberi sradicati, sopravvivendo all’interno di accumuli di terra incastrati tra le radici. Una teoria suggestiva che attende ancora prove definitive, ma che conferma la straordinaria resilienza di questi piccoli, ma immensi, protagonisti della natura. Si tratta di una teoria, ma chiaramente potrebbe avvicinarsi molto alla realtà dei fatti. Sicuramente la loro presenza sul nostro Pianeta è fondamentale per accelerare il processo di riforestazione.