Turbine eoliche orizzontali in anteprima alla fiera delle tecnologie di Parma

Turbine eoliche orizzontali: fantascienza? No, realtà grazie a Enatek, azienda italiana che ha realizzato un sistema di produzione energetica alternativa completamente innovativo. Se infatti le polemiche sulle turbine eoliche classiche nelle campagne sono destinate a non avere mai fine, meglio esplorare nuovi terreni su cui agire, e perché non i terrazzi degli edifici cittadini? Enatek presenterà la sua novità in occasione dell’undicesima edizione del MECSPE, la fiera internazionale delle tecnologie di produzione energetica organizzata da Senaf, che si terrà a Fiere di Parma dal 29 al 31 marzo 2012. Qui verranno messi in mostra i nuovi prodotti del settore, tutti rigorosamente made in Italy, nel tentativo di favorire la transizione anche nel nostro Paese dall’energia “sporca” alle alternative il più in fretta possibile.

Prestigiacomo vs Tremonti: in 4 anni -90% risorse all’Ambiente

Il disegno di legge proposto la ministro dell’Economia Giulio Tremonti non sarà votato dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e, probabilmente, anche da Paolo Romani ministro dello Sviluppo. La legge di Stabilità correttiva alla manovra, già bocciata alla Camera martedì 11 ottobre, prevede difatti un taglio di 7 miliardi di euro nel 2012; tagli che verranno applicati ai dicasteri dell’Ambiente e dello Sviluppo.

Pannelli fotovoltaici sul ponte Blackfriars di Londra

Il 2012 è un anno di grandi cambiamenti per la città di Londra che continua ad investire nella Green Economy e nelle fonti rinnovabili. La sensibilità ambientale si fa strada nella capitale britannica anche con la recente notizia apparsa sui quotidiani internazionali: entro la fine del 2012 verrà realizzato il ponte fotovoltaico più grande d’Europa. Oltre 4.400 pannelli solari ricopriranno 6 mila metri quadrati della copertura della stazione ferroviaria di Blackfriars, collocata sul ponte del Tamigi, che sarà la prima stazione ecosostenibile della Gran Bretagna.

Alce Nero & Mielizia, la prima azienda italiana a spreco zero

In tempi di crisi economica, molte aziende pensano che investire in sostenibilità ambientale sia secondario ed affatto vantaggioso. Al contrario, risparmio energetico, buone pratiche, riciclo delle materie prime, scelta di risorse locali e naturali, uso di energie rinnovabili ed efficienza dell’intero ciclo produttivo sono soluzioni che permettono di risparmiare tempo e denaro, migliorando la qualità del prodotto. Anche evitare di sprecare risorse è fondamentale. Lo dimostra l’esperienza di Alce Nero & Mielizia che ha fatto degli sprechi zero la sua missione, ottenendo la certificazione ambientale dedicata che attesta proprio l’attenzione verso un uso attento e parsimonioso delle risorse.

Stick your gum here, l’attacca-gomme da masticare

Cosa sarà mai una gomma da masticare gettata a terra senza pensarci su due volte? 900 milioni di euro l’anno, ecco quanto arrivano  a costare alle casse degli Stati milioni di questi singoli gesti all’apparenza di scarso impatto. O almeno questo è quanto spende mediamente la Germania per rimuovere questo genere di rifiuti. Non va certo meglio alla Gran Bretagna che ha una spesa in disinfettanti e prodotti per la rimozione che si aggira intorno ai 240 milioni di euro all’anno. L’Irlanda paga un prezzo similmente salato che arriva fino a 20 euro a metro quadro. E l’Italia quanto paga? Stando ai dati che ci arrivano dall’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), la rimozione di una singola gomma rimasta appiccicata all’asfalto ci viene a costare un euro e… due minuti, mentre per smaltirla completamente di anni ce ne vogliono ben cinque.

Nucleare, bonifica siti entro il 2025 per 4,8 miliardi di euro

L’energia nucleare in Italia non attecchirà, almeno a quanto espresso da oltre il 90% degli italiani nei referendum di giugno, ma a preoccupare la popolazione non sono solamente le nuove centrali, ma anche le scorie e i residui degli impianti dismessi. Per bonificare i siti nucleari del Paese e per riqualificare il territorio il governo ha incaricato la Sogin, Società di Stato, a svolgere le attività di decommissioning degli impianti italiani, entro il 2025 perun costo di 4,8 miliardi di euro per “arrivare a prato verde”.

Il Festival del diritto al cibo è a Milano dal 14 al 18 ottobre

Il Festival del diritto al cibo, a cura di ACRA e Terre di mezzo, apre la sua cinque giorni domani a Milano. Fino al prossimo 18 ottobre tanti gli eventi di sensibilizzazione in agenda: laboratori, degustazioni e proiezioni di film dedicati al tema dell’alimentazione sostenibile in occasione della Giornata Mondiale che ricorre il prossimo 16 ottobre. Alla Cascina Cuccagna, Kuminda vi dà appuntamento con una tre giorni, da domani e fino al prossimo 16 ottobre, a base di degustazioni di piatti da ogni parte del mondo, incontri con produttori e momenti creativi in cui ci si potrà cimentare ai fornelli ed imparare a cucinare nuovi piatti, avvicinandosi a diverse tradizioni culinarie e nuovi sapori.

Marea nera in Nuova Zelanda, a rischio coralli e pinguini blu

Marea nera in Nuova Zelanda: le ultime notizie che ci arrivano dalle autorità locali non sono affatto confortanti purtroppo. La portacontainer Rena, della greca Costamare Inc, incagliatasi una settimana fa a causa di un errore umano del capitano, a 22 chilometri dalle coste di Tauranga, lungo le spiagge della Bay of Plenty, presenta una crepa nello scafo che si fa sempre più profonda ed è ormai scontato che non reggerà ancora a lungo. Dalla nave sono già fuoriuscite centinaia di tonnellate di greggio, circa 350 si stima, un primo bilancio di quello che si prefigura come il disastro ambientale più grave mai avvenuto in acque neozelandesi. Le operazioni di soccorso coinvolgono oltre 500 persone e proseguono incessantemente in un ultimo disperato sforzo di pompare il petrolio che rimane a bordo, circa 1300 tonnellate, in altre imbarcazioni prima che la nave coli a picco. Steve Jones, portavoce della  Maritime New Zealand, spiega che ormai la portacontainer è tenuta unita solo dai suoi componenti interni.

Netafim Italia, da una goccia a nuovi canali di comunicazione sui social media

Aiutare il mondo a crescere di più con meno: è la mission di Netafim, azienda leader nei sistemi di irrigazione a goccia, che ha deciso di condividere la sua esperienza pluriennale nelle tecnologie per la microirrigazione aprendo nuovi canali di comunicazione sui social media. Un progetto nato dalla collaborazione con la web agency IsayBlog. Un blog, Naturalmente irrigazione, un canale YouTube e le pagine Facebook e Twitter, attivi dall’undici ottobre scorso, arricchiranno il sito istituzionale netafim.it in un dialogo più diretto con gli utenti, fondato sull’immediatezza della comunicazione offerta dalle piattaforme multimediali, uno strumento ormai indispensabile per le aziende che consente di interagire in modo più efficace con i clienti e di raccogliere gli stimoli della rete.

Santuario dei Cetacei sempre più inquinato, la denuncia di Greenpeace

Torniamo a parlare di cetacei dopo aver riportato alcuni dati incoraggianti sulla presenza di specie anche rare nei nostri mari, come i delfini zifi di Civitavecchia, avvistati nell’ambito di una campagna di monitoraggio estivo che ha visto protagonisti i ricercatori dell’Accademia del Leviatano. Stavolta, però, non vi diamo buone notizie sul fronte della tutela di questi animali nelle nostre acque territoriali. Il Santuario dei Cetacei infatti è sempre più inquinato, con gravi rischi per la biodiversità marina e per la salute pubblica. A rivelarlo sono i dati sui livelli di contaminanti registrati nelle acque delle coste liguri e anche di quelle toscane contenuti nell’ultimo rapporto stilato da Greenpeace dal titolo che è di per sé indicativo, Veleni a galla. Fonti inquinanti nel Santuario dei Cetacei, presentato oggi dall’associazione ambientalista.

Politica agricola comune, la riforma UE non tutela la biodiversità

Una riforma della politica agricola comune post 2013 che non piace agli ambientalisti quella presentata oggi dal commissario europeo per le politiche agricole Gracian Ciolos. La LIPU si mostra delusa da un piano che, come più volte denunciato sulle nostre pagine dalla stessa associazione, si presentava con un programma falsamente verde, con grandi promesse ma ben pochi atti concreti sul fronte della sostenibilità ambientale.
Non solo, per la LIPU si va anche ad intaccare il patrimonio di biodiversità e quelle stesse risorse naturali di cui gli agricoltori vivono e che senza una gestione davvero equilibrata e sostenibile rischiano di perdere in produttività.

Neonicotinoidi in agricoltura, verso la messa al bando definitiva anche in Italia?

Neonicotinoidi in agricoltura: torniamo a parlarne, a pochi giorni dalla notizia della vittoria riportata dagli apicoltori francesi sul Cruiser 350, un preparato per la concia del mais, restando stavolta sul fronte italiano che su una questione così spinosa e di fondamentale importanza per la sopravvivenza del comparto apistico italiano, altro non fa, da anni, che andare avanti di proroga in proroga, senza che una decisione drastica venga presa. Ci giunge notizia che il Sottosegretario alla Salute, l’Onorevole Francesca Martini, ha annunciato oggi che il Governo si esprimerà a riguardo non prima del prossimo 18 ottobre. Data affatto casuale dal momento che proprio quel giorno si svolgerà la riunione della Commissione Consultiva dei prodotti fitosanitari.

Condono edilizio: un ennesimo regalo ai furbetti

WWF e FAI chiedono al governo di rinunciare all’ennesimo condono edilizio.

Un territorio massacrato come quello del nostro Paese, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, ha bisogno di interventi di risanamento e di riqualificazione e non della legittimazione dell’abusivismo edilizio che, com’è noto, nel nostro ordinamento costituisce un reato.

Parole forti e inconfutabili.

Nuova Zelanda, si teme disastro ambientale

La nave incagliata nelle coste della Nuova Zelanda la scorsa settimana si sta per spezzare: l’inclinazione della Rena è passata da 12 a 18 gradi, cominciano a vedersi crepe e aperture lungo lo scafo, come racconta il premier John Key, in visita nell’area

Abbiamo identificato fratture da stress nello scafo quindi non possiamo escludere il rischio che la nave si spacchi e affondi, riversando in mare altre 1.300 tonnellate di petrolio.

Finora sono fuoriusciti in mare circa 300 tonnellate di idrocarburi che si sono riversati lungo le spiagge della Baia dell’Abbondanza, ma si teme il peggio. Ci sono ancora 1.368 container nella nave, tra cui 11 che contengono sostanze pericolose, e 70 sono caduti in mare.