Lotta ai cambiamenti climatici: la grande mano dell’Asia povera

vie d'acqua a seoul

Chi l’ha detto che l’Asia non contribuisce alla lotta ai cambiamenti climatici? Spesso si sente parlare di impegni importanti presi dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti, e solo raramente c’è qualche accenno a quanto fa (o promette di fare) la Cina. Ma in realtà, nonostante l’alto tasso di povertà, molti Paesi asiatici si stanno impegnando per non lasciar solo l’Occidente in una battaglia che interessa tutto il mondo.

Ad esempio la Corea del Sud sta tentando di recuperare le vie d’acqua antiche, sepolte nelle loro tombe di cemento. Per la prima volta dopo la guerra di Corea, le famiglie possono guardare le carpe nuotare anche nel centro di Seoul. Ma è indubbio che la maggior mano in Asia proviene dal Giappone.

Il Paese più ricco del Continente punta tutto sul risparmio energetico. Un esempio ingegnoso può essere quello di Hokkaido, una delle città in cui spesso nevica, la quale ha deciso di inviare carichi di neve nelle zone più calde, dove viene utilizzata per ridurre le temperature nelle abitazioni, senza sprecare la preziosa energia elettrica per i condizionatori. Oppure le batterie ad urina. Può sembrare un’assurdità, ma i giapponesi hanno inventato una batteria che, una volta esaurita, si ricarica semplicemente facendovi sopra la pipì. Gli ioni nelle urine provocano una reazione chimica che produce energia elettrica. Vendute in tutto il Giappone, queste batterie possono essere ricaricate fino a cinque volte e sono di sicuro funzionamento.

Risparmio energetico in casa, alcune idee poco costose per tagliare gli sprechi

dispositivo controllo spreco energetico

È possibile ridurre il consumo di elettricità senza far nulla. Sembra troppo bello per essere vero? No, non lo è. Per i consumatori che utilizzano il monitoraggio energetico, si tratta solo di ridurre il consumo. Il solo fatto di essere a conoscenza di dove e quando l’elettricità viene utilizzata, può ridurre incredibilmente il consumo di energia: basta staccare gli elettrodomestici che non stiamo usando ma stanno consumando ugualmente energia senza che noi ce ne accorgiamo.

IBM ha appena quantificato questa statistica con un recente programma pilota che ha realmente dimostrato quanto sia possibile una riduzione fino al 40% del consumo energetico. Cercando il modo di monitorare il consumo di energia in una casa, si può dividere il controllo in tre grandi segmenti: il controllo del consumo di singoli dispositivi o apparecchiature; il monitoraggio del consumo energetico di una casa nel suo insieme; mettersi in contatto online con aziende di servizi pubblici come parte di una rete intelligente.

10 letture verdi consigliate

oryx-e-crakeIn un mondo sempre più ecologico, anche la forma d’arte che prima di altre anticipa le mode, la letteratura, diventa sempre più verde. Eppure queste tematiche non sono del tutto nuove. Anzi, sono rappresentate da scrittori moderni, ma anche da grandi penne che hanno trattato queste tematiche quando parole come riscaldamento globale e mutamenti climatici non erano ancora state inventate. Nonostante questi libri abbiano attraversato la storia sin dal 1700, potrete ritrovare tematiche attuali e soprattutto vedere come sono cambiate le visioni negli ultimi 3 secoli, secondo la lista stilata dal Guardian:

“Il Villaggio Abbandonato” di Oliver Goldsmith parla di una protesta di lavoratori nel settore agro-alimentare georgiano contro i capitalisti che vogliono rubargli il terreno.

“La Storia Naturale e le Antichità di Selborne” di uno dei pionieri del naturalismo, l’inglese Gilbert White, il quale racconta di piante e animali osservati in forma letteraria dallo zoologo Thomas Pennant e l’avvocato Daines Barrington.

Crotone: chiuse due scuole e indagini anche sull’ospedale per smaltimento illecito di rifiuti tossici

crotone

Una vera e propria agonia è quella che sta vivendo in questi giorni la città di Crotone. Tutto è cominciato con casi sospetti di alcuni bambini che hanno cominciato ad ammalarsi per cause inspiegabili. Dalle analisi del sangue effettuate su 290 alunni delle scuole San Francesco (elementare) e Lucifero (istituto tecnico commerciale) è risultato che nelle vene di questi bambini scorrevano cadmio, nichel e arsenico.

Motivo di questo disastro? Le due scuole erano state costruite su discariche abusive di rifiuti tossici. Il materiale nocivo proveniva da scarti di lavorazione dello stabilimento industriale Pertusola, il quale oggi risulta dismesso, che era magicamente sparito.

Guida ecologica: l’ex pilota Nelson Philippe ci spiega cos’è

nelson philippe guida ecologica

Dopo aver guidato a Le Mans per 13 volte e lavorato in Formula 1 con l’ex capo della scuderia di Eddie Jordan, Nelson Philippe sta ora utilizzando la sua esperienza in pista per trasformare i piloti delle normali auto da città in guidatori ecologici.

La gente pensa che se sei un conducente “verde” sei lento, ma questo non è il caso. Chi meglio di un pilota può mostrare capacità di guida migliore?

Secondo Philippe la guida ecologica può essere imparata da tutti, applicando alcune delle capacità di guida e l’attenzione che di solito si trovano solo in pista. Utilizzando un tutore on-line, il progetto mira a creare 250.000 guidatori ecologici entro il 2010. Cerchiamo di capire come.

Impegno contro la deforestazione: posti gli obiettivi, ma mancano i soldi

foresta pluviale

Il vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, convocato la scorsa settimana a New York dal segretario generale Ban Ki-Moon, ha riunito più di 100 capi di Stato e personalità per affrontare l’urgente necessità di agire e di mobilitare un effettivo slancio e l’impegno nell’azione legale tra le più importanti della storia per potere giungere ad un accordo equo ed efficace alla vigilia della conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite a Copenhagen che si terrà a dicembre.

I leader dei Paesi sviluppati e di quelli in via di sviluppo si sono concentrati sulla riduzione delle emissioni dovuta alla deforestazione e degrado degli ambienti (REDD), punti chiave del protocollo di Kyoto. Il REDD è un accordo per ridurre le emissioni da deforestazione e dal degrado delle foreste nei Paesi in via di sviluppo. Si tratta di uno sforzo per creare un valore finanziario per il carbonio immagazzinato nelle foreste. Se il carbonio può essere mantenuto nei boschi e non immesso nell’atmosfera (attraverso incendi, conversione della terra, decadimento delle biomasse o deforestazione), darà un contributo significativo per evitare un pericoloso cambiamento climatico. Il valore di questa riduzione delle emissioni può essere realizzato attraverso i mercati del carbonio o un fondo del carbonio (collettivamente chiamato meccanismo di REDD).

I giardini sui tetti potrebbero risolvere il problema dell’inquinamento cittadino

tetto verde

Nei Paesi anglosassoni vanno sempre più di moda una sorta di “giardini pensili” simili a quelli di Babilonia, ma molto più tecnologici. Si chiamano “Green Roofs” e sono letteralmente dei tetti verdi. Sempre più popolari nei centri urbani e ricoperti di piante, potrebbero aiutare a combattere il riscaldamento globale e l’inquinamento cittadino. Ne sono convinti gli scienziati nello Stato americano del Michigan.

Questo team ha scoperto che la sostituzione di materiali di copertura tradizionali con le piante, in un’area urbana delle dimensioni di Detroit, con una popolazione di circa un milione di abitanti, sarebbe equivalente ad eliminare all’incirca un anno di anidride carbonica emessa da mediamente 10.000 SUV e camion. Il loro studio, il primo del suo genere atto ad esaminare la possibilità dei tetti verdi di assorbire il carbonio con un conseguente impatto sul cambiamento climatico, è stato pubblicato sul periodico scientifico ACS ‘Environmental Science & Technology.

Betty the Biobike, la prima moto con carburante a basse emissioni

betty BioBike

Se le energie rinnovabili stentano a decollare, lo si deve in alcuni casi all’ostracismo delle compagnie petrolifere le quali, non guadagnandoci nulla, non investono in questo nuovo territorio, tentando di continuare a produrre quanti più utili gli è ancora possibile. Ma siccome la spinta dell’ecologia ormai è troppo forte, anche loro si devono adeguare.

Per darsi una parvenza di ambientalismo, alcune compagnie petrolifere australiane hanno prodotto e pubblicizzato un biocarburante che potrebbe essere la soluzione nel futuro più immediato. Si tratta di una sorta di olio da frittura unito a scarti di grasso animale. Questo miscuglio è stato in grado di far muovere una moto per 20 mila km con delle emissioni bassissime, circa 71 grammi di CO2 a km. Fautore dell’impresa è stato Paul Carter, un personaggio da film australiano, in sella alla sua Betty the Biobike.

Palau pone il divieto di caccia allo squalo e istituisce una riserva naturale

squalo a palau

In inglese si chiama “Shark Finning“, e significa la crudele pratica di catturare gli squali, tagliargli le pinne, non per mangiarli, ma per rigettare il pesce ancora vivo in acqua per farlo morire di una morte lenta e dolorosa. Può sembrare una pratica da pochi amanti del sadismo, ed invece pare che ci rimettano circa 40 milioni di squali all’anno in tutti gli oceani del mondo.

Mezzo milione di pinne vengono tagliate ogni anno nel solo Ecuador. Ma a parte questa pratica assurda, gli esseri umani sono responsabili dell’uccisione di 100 milioni di squali all’anno, attraverso la pesca e le catture accessorie. In altre parole, il predatore più importante al vertice della catena alimentare è stato reso sempre più raro. Ecco perché stabilire una riserva protetta per gli squali è un primo grande passo in avanti verso la loro salvaguardia.

Il Governo ci riprova: eliminati gli incentivi ecologici dalla Finanziaria

tremonti-berlusconi

La battaglia ecologica è importante in tutto il mondo. Ma non in Italia. La dimostrazione l’ha data una volta per tutte il Governo Berlusconi, il quale nella tanto decantata “Finanziaria leggera” è riuscito a non aumentare le tasse perché ha tagliato praticamente tutto, e tra tutti questi tagli ci sono anche gli incentivi a non inquinare.

Negli altri Paesi industrializzati tutti i Governi si stanno adoperando per spingere i propri cittadini a risparmiare energia elettrica e a produrre elettricità rinnovabile fatta in casa. Addirittura qualcuno ha già stanziato fondi per aiutare i Paesi più poveri a farlo. Il nostro no, e dopo aver tentato di ottenere l’autorizzazione ad inquinare di più, ora toglie anche quel minimo di incentivi che erano disponibili per gli italiani per tentare di diminuire le proprie emissioni. Ma non si tratta di una novità. Lo scorso anno fece anche di peggio, e la scelta dell’ultima legge fa capire che quello non fu solo un caso, ma che le questioni ambientali sono messe dal Governo in fondo all’agenda politica.

Google lancia il “climate simulator”, un Google Earth che ci fa vedere in anteprima gli effetti del riscaldamento globale

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Se un’immagine vale più di mille parole, quante parole vale Google Earth? Si possono perdere delle ore studiando strade e panorami dei luoghi preferiti. Da oggi però non servirà solo a questo, ma anche a fornire nuova conoscenza ed una nuova prospettiva.

Attraverso il suo blog ufficiale, Google ha annunciato di aver sviluppato alcune caratteristiche, in coincidenza con la conferenza sul clima di Copenaghen, in cui all’interno del software sarà possibile esplorare il potenziale impatto dei cambiamenti climatici sul nostro pianeta e le soluzioni per la sua gestione. Lavorare con i dati provenienti dal Panel intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) permetterà a Google Earth di mostrare la gamma di temperatura prevista e dei cambiamenti delle precipitazioni in differenti scenari globali delle emissioni che potrebbero verificarsi durante questo secolo.

Dal Giappone arriva il telefono fatto dal legno di scarto

telefono di legno

Il mondo sembrava essersi dimenticato della tecnologia dei telefonini verdi. Ma dopo un piccolo accenno alla batteria solare, ecco ritornare in voga i cellulari ecologici. Il produttore giapponese di tecnologia wireless NTT DoCoMo ha annunciato giovedì scorso di aver creato due prototipi di telefono costruiti con il legno in eccesso derivante da alberi abbattuti durante le operazioni di disboscamento volti a garantire la buona salute delle piantagioni.

I dispositivi sono stati costruiti attraverso la collaborazione tra due delle maggiori aziende mondiali di prodotti tecnologici come Sharp e Olympus, più tanti alberi, i quali fanno parte di un progetto più grande di riforestazione in Giappone. Il modello “sportivo” del prototipo del telefono portatile è fatto dal legno di cipresso, e va sotto il nome di Touch Wood. Nonostante la costruzione in legno, il corpo è resistente all’acqua, insetti e muffe, grazie alla tecnologia 3D di stampaggio a compressione sviluppato da Olympus.

Il grizzly ritorna tra le specie in via d’estinzione

grizzly

Una sentenza del tribunale distrettuale federale del Montana ha oggi reinserito nell’elenco delle specie in via d’estinzione la popolazione del parco di Yellowstone dell’orso grizzly. Nel caso, proposto dalla Greater Yellowstone Coalition, il giudice Donald Molloy ha dichiarato che inadeguati meccanismi di regolazione sono stati messi in atto per gestire gli orsi, dopo che le protezioni federali sono state archiviate nel primi mesi del 2007, e che la US Fish and Wildlife Service (FWS) ha omesso di affrontare la perdita di una fonte essenziale di cibo per gli orsi, il pino whitebark, una specie autoctona.

Per anni, il Natural Resources Defense Council (NRDC) ha portato avanti gli sforzi per proteggere gli orsi grizzly di Yellowstone e le vegetazioni a rischio. Le foreste di pini sono state decimate indistintamente, nella maggior parte dei casi a causa del cambiamento climatico. I ricercatori temono che gli alberi siano stati spinti all’estinzione, modificando radicalmente alcuni dei paesaggi più rappresentativi del Continente americano, oltre che eliminando una fonte di alimentazione fondamentale per gli orsi grizzly.

L’Ue boccia la richiesta di Berlusconi di modificare il tetto alle emissioni

barroso berlusconi

Pochi giorni fa la Corte di Giustizia europea ha bocciato la decisione dell’Ue di porre un tetto alle emissioni per due dei Paesi nuovi membri dell’Unione, e tra i più poveri dell’intero Continente, la Polonia e l’Estonia. Le due economie che vanno avanti principalmente grazie al carbone, se avessero dovuto rispettare gli impegni a cui sono sottoposti gli altri Paesi dell’Ue, avrebbero risentito enormemente del loro svantaggio tecnologico. Per potersi rimettere al passo, avrebbero dovuto investire capitali che non hanno, ed indebitarsi sul mercato delle emissioni praticamente per decenni.

Per questo motivo la Corte di Giustizia europea ha fatto un’eccezione alla regola, e ha deciso che per questi due Paesi i limiti sono momentaneamente sospesi. Subito l’Italia ha cercato di cogliere la palla al balzo, ed il presidente Berlusconi, in una lettera inviata alla Commissione Europea per l’Ambiente, ha cercato di rivedere al rialzo il tetto imposto all’Italia. E così, dopo la delusione della portavoce Barbara Helfferich che non era d’accordo con la sentenza su Polonia ed Estonia, ecco che la parlamentare europea è scattata subito all’attacco, e ha bocciato sul nascere tale proposta:

I tetti sulla assegnazione di quote di Co2 all’Italia non sono rinegoziabili.