Berlusconi vuole il nucleare, ecco le ragioni per fargli cambiare idea

di Marco Mancini 11

All’annuncio della vittoria di Berlusconi alle ultime elezioni politiche, gli ambientalisti di tutta Italia si saranno sentiti passare un brivido lungo la schiena. Il leader del Pdl, infatti, ha da sempre dichiarato che la soluzione per i problemi energetici in Italia sarà l’introduzione del nucleare.

La sua vittoria, e l’inizio delle sue riforme, coincideranno proprio con l’anniversario della strage di Cernobyl, esattamente il 26 aprile del 1986.
L’esplosione del reattore nucleare della centrale bielorussa portò alla contaminazione radioattiva di un raggio di 150.000 km quadrati di territorio che andava dalla Bielorussia all’Ucraina, fino anche alla Russia.
Esattamente un anno dopo gli italiani, per una volta primi in Europa, firmarono il referendum che vietava la costruzione di centrali nucleari nel nostro bel Paese.


Fino almeno al 2008, con la geniale trovata di Berlusconi, che ha intenzione di abrogare la volontà di milioni di cittadini e dare il via alla costruzione di queste centrali. I dati da considerare sono tanti, primo fra tutti il pericolo di vite umane, dato che, in caso di esplosione, le conseguenze non sarebbero pagate solo da chi viene colpito direttamente, ma anche dalle future generazioni, dato che la radioattività permane per millenni. E poi i costi materiali. Costa il trattamento delle scorie e in nessuna parte del mondo è stato trovato il modo di farlo in sicurezza. Solo in Europa i rifiuti nucleari sono 100mila tonnellate (nel mondo 250 mila) e crescono di 40 mila metri cubi all’anno, anche se non esiste ancora nessun sito definitivo per trattarle. Inoltre è stato stimato che, se si continuasse ad utilizzare l’uranio come si fa oggi, entro il 2050, data in cui verosimilmente dovrebbero finire le scorte, le scorie radioattive potrebbero ammontare ad un milione di tonnellate, per cui ancora non si è trovata una soluzione. Costa lo smantellamento dell’impianto arrivato a fine vita, da 500 milioni a 2,6 miliardi di dollari, e recentemente si è anche capito che la quantità di energia prodotta non è nemmeno così consistente come dovrebbe essere se si corrono questi rischi. Infatti se l’Italia volesse costruire tante centrali nucleari com’è la media europea, secondo la quale l’atomo produce il 30% della produzione nazionale, si dovrebbero costruire ben 8 reattori nucleari.

Inoltre, nel terzo millennio, in cui le energie alternative stanno sempre più prendendo piede, sarebbe un controsenso costruirne di nuove, dato che nazioni che già le posseggono, come Germania e Spagna, le stanno pian piano smantellando, per lasciar spazio al solare, e il precursore di questa energia, gli Stati Uniti, non vede più una costruzione di un reattore dagli anni ’70. Addirittura l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) ha stimato che, entro il 2030, il fabbisogno mondiale di questa energia scenderà al 13%.

Altro problema sono le riserve di uranio. Per costruire una centrale nucleare servono all’incirca una decina di anni (senza contare il tempo che ci vorrà per cambiare la legge e le inevitabili proteste delle popolazioni che abitano nella zona interessata). Ammesso che si riesca a costruirne almeno una, rimarranno poche decine di anni per consumare gli ultimi residui del fossile, mentre i suoi scarti saranno presenti per anni. Finora i cosidetti “reattori puliti” (o autofertilizzanti) sono soltanto a livello di prototipi, e tutti sono stati un fallimento.
Per tutti questi motivi Legambiente ha lanciato un’iniziativa che andrà dal 21 al 26 aprile, per ricordare il terribile incidente di Cernobyl, ribadendo il no al nucleare, rilanciando il si alle rinnovabili e invitando tutti a sostenere i progetti di cooperazione e di aiuto alle popolazioni colpite dal fallout. Speriamo che il Governo Berlusconi vi partecipi.

Commenti (11)

  1. Eh Gia’!

    …E Quindi? Che Facciamo Lastrichiamo Le Strade Di Pannelli Solari? 😉

    (accidenti! ora mi tocca registrare quest’idea senno’ qualcuno me la copia)

  2. lastricare le strade di pannelli solari…yes we can 😉 se po’ fa’

  3. Io comunque trovo un controsenso dire no al nucleare in Italia e poi andare a comprare a caro prezzo l’energia generata dalle centrali nucleari in Francia e Svizzera (sul confine tra il resto)…non lo so, è come dire non rubare e poi andare a comprare merce rubata…Se non vogliamo il nucleare dobbiamo essere coerenti e non comprare nemmeno l’energia nucleare dagli altri paesi, altrimenti tanto vale fornirci da soli di energia nucleare ed abbassare le bollette a tutti…
    L’energia nucleare è sicura a patto che ci siano i dovuti controlli e che la centrale sia sempre tenuta sotto controllo, tutti viviamo con il ricordo di Chernobyl, ma va detto che il collasso non è stato dovuto ad un’ esplosione incontrollata del reattore come una bomba (date un’ occhiata su wikipedia).
    Basta non affidare la centrale nucleari nelle mani di Homer Simpson però! 😀

  4. esatto, è proprio quello il problema. Considera tutte le morti bianche in Italia. Quanti sono i luoghi di lavoro a norma di sicurezza nel nostro Paese? Pochi, perchè è la prima cosa su cui risparmiano per intascarsi i soldini. Io non sono contro al nucleare, ma contro al nucleare in Italia, perchè sono certa che non sarebbe a norma di sicurezza… alla nostra classe dirigente manca il senso di responsabilità…

  5. non servirebbe andare a comprare energia nucleare all’estero se producessimo noi stessi energia dalle rinnovabili. Tenete conto che se ogni singolo cittadino può produrre per se stesso energia sufficiente alla propria abitazione con un piccolo impianto fatto in casa, immaginate quanta energia si può produrre se in un’area destinata ad una centrale nucleare se ci facessimo un impianto solare. Senza poi contare il geotermico, l’eolico, l’off-shore, ecc.
    Inoltre è proprio di ieri la notizia di un’altra tragedia sul lavoro, di un’industria in cui è esploso un macchinario, e sono morte due persone. Queste cose in Italia ormai sono all’ordine del giorno.
    Immaginate se ad esplodere fosse un macchinario di una centrale nucleare….

  6. Non saprei, certo, come hanno già detto in molti, spiegatemi che senso ha dire no al nucleare e comparlo a caro prezzo dalla Francia che ci piazza le centrali sul confine!
    Sul fatto della sicurezza credo che le condizioni di sicurezza siano migliorate notevolemente, non mi pare ci siano stati incidenti rilevanti in tutto il mondo negli ultimi 10 anni (qualcuno in Giappone forse).
    D’accordissimo sulle energie rinnovabili, ma dubito riusciranno mai a coprire l’intero fabbisogno energetico, possono aiutare ma non risolvere il problema.

  7. le energie rinnovabili potrebbero coprire gran parte del fabbisogno, riducendo la necessità di ricorrere a petrolio e altre forme già presenti (e meno costose) del nucleare. Per quanto riguarda gli incidenti, non ne sono successi negli ultimi vent’anni, ma sinceramente non vorrei mai stare lì con la paura che possano accadere da un momento all’altro. Se casomai esplodesse una centrale elettrica morirebbero qualche decina di persone, se esplodesse una centrale nucleare….non ci voglio nemmeno pensare!

  8. Ma l’energia che noi prendiamo dalla Francia non è costosa come vogliono farci credere , perchè le centrali francesi (che sono a ciclo continuo) producono piu’ energia del fabbisogno e il sovrappiù lo svendono, quindi a noi ci costa di meno che produrre da soli l’energia… ma comunque leggete questo articolo

    http://www.fondfranceschi.it/cogito-ergo-sum/quanto-ci-costa-davvero-il-nucleare

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