Va bene non dare incentivi per le case ecosostenibili, non finanziare le rinnovabili o fornire fondi per impiantare i pannelli solari nelle abitazioni pubbliche e private, ma addirittura osteggiare un singolo cittadino che vive nella sua casa a impatto zero, ci sembra eccessivo.
Succede nella civilissima Gran Bretagna e precisamente nel parco nazionale del Pembrokeshire, nel sud ovest del Galles, dove un ormai anziano signore ha vinto dopo ben dieci anni una battaglia legale per poter conservare la sua dimora ecologica.
Sembra incredibile, ma la Roundhouse costruita da Tony Wrench, questo il nome dell’ormai famoso ecopioniere, deturpava il paesaggio.
L’abitazione fa parte di un complesso di case, tutte rigorosamente ecologiche, costruite a metà anni Novanta, non proprio legalmente, da una comunità eco-sostenibile, la Brithdir Mawr, in’una area pressocchè disabitata e dimenticata da tutti del parco del Pembrokeshire.
Un gesto quotidiano, quello di lavarsi i denti, ripetuto nel corso di un anno centinaia di volte. Non sarebbe dunque il caso di renderlo più ecologico?

