Incendi, roghi in calo ma al Sud e nelle isole è ancora emergenza

Gli incendi boschivi, stando ad un dossier realizzato da Legambiente e dalla Protezione civile, sarebbero in calo. Una buona notizia, anche se è troppo presto per cantare vittoria: la battaglia contro il fuoco che cancella centinaia di ettari di patrimonio boschivo si gioca ogni anno con un impegno da rinnovarsi con sempre maggior vigore, senza mai abbassare la guardia.

Venendo ai dati diffusi nel documento, che fa il punto della situazione sugli incendi in Italia, nel 2009 il numero dei roghi ha subito un calo del 20%, passando dai 6.479 del 2008 ai 5.422 dello scorso anno, il dato più basso fatto registrare negli ultimi 18 anni.
Tuttavia, permane l’emergenza al Sud e nelle isole. Pensate che nella sola Sardegna, nell’ultimo anno, sono andati in fumo 37mila ettari di territorio, pari a più della metà di tutta la superficie italiana interessata dagli incendi.

Tartarughe “sfrattate” dal cemento in Calabria

Se c’è un paese che in Italia può essere considerato la patria delle tartarughe, questo è Galati, in provincia di Reggio Calabria, dove nidifica il 70% delle tartarughe italiane. Almeno fino ad oggi. Un progetto della Rdv (Rosa dei Venti) ha intenzione di distruggere questo Paradiso con una colata di cemento proprio in tutta l’area dove gli animali depongono le proprie uova, mettendo in serio pericolo la sopravvivenza della specie.

A denunciare tutto è Legambiente, che oltre ad assegnare la bandiera nera all’azienda e al comune di Brancaleone (di cui Galati è una frazione), ha anche reso noto al pubblico lo scempio che quest’azienda ha intenzione di attuare. Secondo quanto spiegato da Antonio Morabito, presidente di Legambiente Calabria,

il progetto prevede anche un centro commerciale, un albergo club house, impianti sportivi, piscine,  campi da golf a 18 buche nel territorio a maggior rischio desertificazione della provincia reggina. Il tutto per un’estensione di 11.420 ettari.

Cementificazione selvaggia, le coste italiane sempre più in emergenza

Troppi porti turistici, troppe strutture, cemento, e persino pannelli solari. Tutto questo comporta una distruzione del territorio che va oltre ogni immaginazione, e per questo è arrivato il momento di intervenire. E’ questo l’appello dell’associazione Italia Nostra, la quale ha deciso di rivolgersi addirittura all’Unesco per denunciare la violazione delle norme territoriali che riguardano le coste italiane.

Lungo tutto lo Stivale, spiegano dall’associazione, sono almeno 35 i luoghi a rischio, sparsi un po’ ovunque, dalla Sardegna alla Liguria, dalle isole minori fino soprattutto alla Sicilia, probabilmente la Regione più martoriata dall’abusivismo e dalla cementificazione senza regole. Un esempio? A Siracusa ci sono ben due progetti portuali, i quali rischiano di far sparire intere distese di uliveti secolari.

Vetro, in Italia ne ricicliamo il 66%

La raccolta differenziata in Italia cresce, e con essa i numeri per il recupero dei materiali, fino non solo a raggiungere la media europea, ma in alcuni casi persino a superarla. E’ il caso del vetro, che gli italiani hanno imparato ad apprezzare più della plastica e degli altri contenitori, ma soprattutto a differenziare, tanto che oltre un prodotto su due di quel materiale è riciclato.

A dare la buona notizia è la relazione di Assovetro per l’anno di riferimento 2009, in cui l’Italia ha addirittura superato la media europea riguardo al riciclo. Se nel Vecchio Continente il tasso di riciclo del vetro è al 65%, l’Italia è appena sopra, al 66%, uno dei risultati migliori a livello internazionale, e che migliora dell’1% rispetto al risultato già molto soddisfacente del 2008, a cui si aggiunge un +3,6% per quanto riguarda la raccolta differenziata.

Parchi nazionali, a Roma manifestazione contro i tagli previsti nella manovra economica

Chiusi per tagli. Questa potrebbe essere la scritta da far campeggiare sui cartelli di accesso ai parchi nazionali. A denunciarlo numerose associazioni ambientaliste italiane che hanno protestato oggi a Roma con una manifestazione volta ad ottenere risposte sul futuro del patrimonio naturalistico italiano. Futuro che appare nero, perchè la manovra economica del governo ridurrebbe del 50% le risorse destinate ai parchi, con 25 milioni di euro sottratti al budget del 2011. I tagli hanno già ricevuto la delibera del Senato e sono ora in discussione alla Camera.

Per Lipu-Birdlife è in gioco la difesa di flora e fauna italiane e che bel regalo, proprio nell’anno internazionale consacrato alla tutela della biodiversità:

Sarebbe un grave colpo al patrimonio di biodiversità e al turismo naturalistico, per non parlare dell’abbassamento delle difese immunitarie detenute dai Parchi italiani contro la distruzione di natura, con il rischio di esporre i preziosi territori protetti al cemento, alla speculazione e allo sfruttamento insostenibile delle risorse.

Nucleare, la Prestigiacomo prevede 8 centrali in Italia entro il 2019

Non quattro, non cinque, ma addirittura otto centrali nucleari sono previste nei piani del Governo italiano. A renderlo noto è stato il Ministro Prestigiacomo, in collaborazione con il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia, in occasione dell’incontro di 24 ministri dell’ambiente negli Stati Uniti, a Washington, con il segretario americano dell’Energia, Steven Chu, nell’ambito del forum sull’Energia Pulita.

Purtroppo, mentre per gli altri Paesi energia pulita significa rinnovabili, per l’Italia è sinonimo di nucleare, e la situazione è addirittura peggiore del previsto. Secondo Saglia entro il 2019 dovrebbero essere pronte per entrare in azione ben 8 centrali nucleari, in accordo con le Regioni, anche se non si capisce di quali Regioni si stia parlando, dato che oltre la metà hanno già presentato ricorso contro questa presa di posizione (o di imposizione) del Governo, e non è detto che le altre siano d’accordo.

Rifiuti pericolosi, smantellato traffico illegale da 5 milioni di euro all’anno

sequestri rifiuti tossici

L’epidemia della gestione abusiva di rifiuti pericolosi si allarga a macchia d’olio in tutta Italia, dimostrando ancora una volta che non si tratta soltanto di un problema del Sud. A farne le spese stavolta è la Eco Service S.r.l. di Corridonia, un paese in provincia di Macerata, che i carabinieri del Noe di Ancona considerano centrale nel traffico di rifiuti che non solo seguiva la classica rotta Nord-Sud, ma spesso e volentieri faceva anche il percorso inverso.

Centomila tonnellate di rifiuti pericolosi, contenenti anche agenti chimici altamente inquinanti come cadmio, nichel e persino arsenico, venivano gestiti dalla Eco Service, la quale prelevava gli scarti delle lavorazioni che avvenivano a Gela e a Roma e li trasportava in discariche abusive in Lombardia, Puglia, Campania, Abruzzo, Lazio e Sicilia.

Trivellazioni, i 100 permessi del Governo nel mirino di Legambiente

piattaforma petrolifera

Fino ad oggi le trivelle che perforavano i mari italiani erano “solo” 76. Nel giro di pochissimi mesi questo numero è destinato più che a raddoppiare. Nella disperata ricerca di fondi, il Governo ha infatti autorizzato altri 95 permessi di ricerca di idrocarburi che porteranno altre 100 trivelle sulle coste del Belpaese, incuranti delle possibili catastrofi ambientali e dello scempio paesaggistico sulle nostre spiagge.

Michelle Obama ieri ha inviato un messaggio al mondo, chiedendo ai turisti di non abbandonare le coste della Florida che cominciano a sporcarsi a causa della marea nera. Se gli Stati Uniti risentono così tanto di questo disastro, figuriamoci cosa potrebbe accadere all’Italia che per gran parte della sua economia si basa proprio su turismo e pesca.

Centrale a idrogeno, aperta a Venezia la più grande al mondo

centrale a idrogeno fusina

Fino ad ora si era proceduto solo per via sperimentale, ma da ieri si comincia a fare sul serio. A Fusina, in provincia di Venezia, è stata avviata la prima centrale elettrica a idrogeno di dimensioni industriali, la quale sarà in grado di soddisfare le esigenze energetiche di 20 mila abitazioni senza emettere nemmeno un grammo di CO2.

L’annuncio lo dà Enel che ha costruito questo gioiellino nel polo industriale veneziano grazie alla collaborazione della centrale termoelettrica a carbone e del vicino polo petrolchimico di Marghera che ha fornito le materie prime, fabbriche inquinanti che aiutano una fabbrica pulita a muovere i primi passi. La scelta sembra quasi metaforica, come due genitori ormai anziani che permettono al loro figlio di crescere e, si spera, un giorno sostituirli.

Rifiuti, viaggio a Lecce tra barocco e spazzatura

via_palazzo_conti_di_lecceMi ha colpito ieri uno spot per la promozione del turismo italiano, con la voce del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che invita a visitare il nostro splendido Paese, ricco di sole, mare, cielo, cultura, arte e bla bla bla. E i rifiuti in questo quadretto idilliaco dove li mettiamo? Bisognerebbe aggiungerli alla lista, visto che deturpano alcuni degli scorci più incantevoli della Penisola e fanno storcere il naso ai turisti con il loro lezzo.

Palermo, una città stupenda se non fosse che da qualche tempo non si respira, ne sa qualcosa. Ne sa qualcosa anche Napoli. E ora persino Lecce, una città che conosco bene e che posso testimoniare dal fascino e dalla bellezza straordinarie. Ecco perché mi hanno colpito certe immagini, diffuse sul web, che immortalano, a pochi passi dal centro Storico, cassonetti che straripano di rifiuti e sacchetti di immondizia ammucchiati ai lati.