
Il consumo dei metalli in tutto il mondo è destinato a crescere di 10 volte tanto nei prossimi anni, divendendo una richiesta insostenibile per il Pianeta e per l’ambiente: sia il sovrasfruttamento delle miniere sia per le persone che vi lavorano senza adeguate tutele e protezioni. A dare la notizia è l’Unep, l’agenzia dell’ONU per l’ambiente.
Una domanda è sorta spontanea nel momento in cui il nome di Andrea Orlando è stato fatto quando è stato annunciato il Ministro dell’Ambiente ed è stata: “ma chi è Andrea Orlando?” Domanda lecita visto che non sempre i ministri sono personaggi noti, specialmente quelli messi al Ministero dell’Ambiente che di solito ospita personalità che lavorano in sordina su tematiche che difficilmente sono note al grande pubblico. Ma questa domanda se la sono posti anche gli addetti ai lavori. Il motivo è uno solo: Andrea Orlando non si è mai occupato di ambiente.
Nei giorni scorsi vi avevamo annunciato che molto probabilmente come Ministro dell’Ambiente sarebbe stato riconfermato
È attesa per oggi l’ufficializzazione del nuovo Governo firmato Napolitano-bis. Il Governo tecnico, che però di tecnico ha ben poco, presenta ancora qualche indecisione sul nome di chi lo guiderà, ma il toto-ministeri sembra ormai cosa fatta. Secondo le previsioni fatte dagli esperti infatti, i nomi di chi presiederà i vertici del Governo sono già decisi, o quasi, qualunque sia il Presidente del Consiglio nominato.
Diffondere la cultura dell’ecologia, fare da guida per le scuole, raccogliere dati ed informazioni ambientali. Tutti bei lavori per chi cerca uno dei cosiddetti green jobs. Ed il bello è che è un lavoro disponibile sotto casa, almeno per chi abita a Milano. Peccato che sia gratis. Il Comune di Milano ha infatti indetto un bando che permette di lavorare senza guadagnare un solo euro.
Si chiama ETS, Emission Trading System, in italiano è semplicemente il sistema di commercio delle emissioni. Si tratta di uno strumento adottato dall’Unione Europea nel 2005 per combattere i cambiamenti climatici che concede alle industrie inquinanti delle quote di CO2 emettibili. In pratica ogni anno queste aziende comprano il diritto ad inquinare. Il sistema finora ha funzionato abbastanza bene visto che in Europa le emissioni complessivamente si erano ridotte. Ma quando si è tentato di fare un passo in avanti tutto si è bloccato.
Anche Napoli ha la sua Ilva. Come se a Napoli i problemi ambientali mancassero. La fabbrica dei veleni che a Taranto sta tenendo sotto scacco migliaia di persone da oltre un anno oggi è conosciuta come Ilva, ma era nata come Italsider. La vecchia industria metallurgica nazionale certamente non inquinava solo nella cittadina pugliese, e così andando ad indagare, i magistrati hanno scoperto che un problema simile si è presentato anche in un’altra città che ospitava un’altra sede, Napoli appunto.
Ieri l’Iran ha rischiato di fare la fine del Giappone. Sembrava un film già visto, con un terremoto devastante che colpisce una centrale nucleare e crea un disastro immane. Per fortuna l’incidente è stato scongiurato davvero per un pelo. È accaduto che ieri un terremoto di magnitudo 6,1-6,3 (all’incirca quanto quello che ha distrutto L’Aquila) abbia colpito la provincia di Bushehr, nella parte meridionale del Paese, proprio vicino a dove sorge l’unica centrale nucleare del Paese la quale ha ufficialmente scopi pacifici, anche se si sospetta stia subendo una trasformazione per creare la bomba atomica.

Qualche giorno fa vi avevamo riportato di uno
La scorsa settimana la Corte di Giustizia Europea aveva