Legge sulla caccia: non la vogliono nemmeno i cacciatori, e la Prestigiacomo reagisce

prestigiacomo

Al “colpo di mano” della legge sulla caccia, come lo ha definito lo stesso ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, finalmente ci sono delle reazioni. La prima, sorprendentemente, arriva addirittura da alcune associazioni del cacciatori, le quali non sono convinte che questa legge vada bene, perché non è allungando i tempi della caccia a tutto l’anno che si fa del bene a questo sport. Si rendono conto anche loro che lasciare libere le doppiette anche nei periodi di nidificazione è un pericolo, perché mette a rischio la sopravvivenza di certe specie, e del loro stesso giocattolo che rischia di rompersi nel giro di pochi anni.

E così, dopo diverse dichiarazioni di opposizione anche tra i banchi della maggioranza, arriva (seppur con un certo ritardo) la replica del Ministro Prestigiacomo, la quale ha intenzione di abolire questa legge ancor prima che entri in vigore. Eliminare il limite consentito per la stagione venatoria, che fino a pochi giorni fa era 1 settembre-31 gennaio, è una “deregulation” non accettabile, a cui però il Governo può ancora porre rimedio.

Le aspettative a 10 mesi dal COP16

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I buoni impegni di riduzione delle emissioni sono rimasti dove li abbiamo lasciati circa sei settimane fa: a Copenaghen. Sperando che quello che il Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha definito “un essenziale primo passo” verso un accordo più giuridicamente vincolante per affrontare il problema del clima, sia corretto, attendiamo con ansia il nuovo incontro, il cosiddetto COP16, in cui si tenterà di trovare le soluzioni per evitare un aumento della temperatura che superi i 2° C.

Le aspettative sono alte, e dovranno concretizzarsi durante i colloqui che si terranno in Messico il 10 dicembre prossimo. Il capo dei negazionisti è l’ex ministro britannico e attuale Vice Presidente del Consiglio d’Europa, relatore sul clima John Prescott, che ha dichiarato al The Guardian:

Non mi importa se si tratta di ministri del governo o di ONG, se pensano che si possa ottenere un accordo giuridico firmato da tutti in Messico, io non ci credo.

Nella stessa pubblicazione il segretario nazionale del Brasile per il cambiamento climatico Suzana Kahn dice al contrario che vedremo un certo successo nel 2010, ma un accordo definitivo sarà “molto difficile”. Un fattore chiave per ottenere una misura del successo, secondo la Kahn, è che un impegno giuridicamente vincolante di riduzione delle emissioni deve essere emanato prima di tutto negli Stati Uniti, e con tagli delle emissioni reali.

E’ arrivata la svolta ecologista: gli Usa studiano il modo di ridurre le emissioni del 28% al 2020

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Si è discusso per mesi del fatto che Obama non fosse riuscito a mantenere la promessa di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di oltre il 17%, rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020. Ma non tutto è perduto. Una volta liberatosi della riforma sanitaria, la quale ormai non assorbe più tutte le sue energie, Obama ha spiegato che tali limiti sono inconsistenti, e che farà pressioni sul Senato per cercare di aumentare le riduzioni dei gas inquinanti.

Così ha deciso di dare l’esempio, facendo per primo ciò che tutto il Governo federale spera riuscirà a fare a breve, e cioè ridurre le proprie emissioni in modo molto più convinto rispetto a prima. Ecco la promessa, riportata dalla Reuters:

Il presidente Barack Obama ha detto venerdì che il Governo Usa avrebbe ridotto le sue emissioni di gas a effetto serra del 28% entro il 2020 come risultato di un ordine esecutivo che ha rilasciato per dare l’esempio per combattere il cambiamento climatico.

Il Paese più verde al mondo? L’Islanda. Italia solo diciottesima

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Poteva andare meglio, ma poteva anche andare peggio. Al World Economic Forum in corso a Davos, Svizzera, nella giornata di ieri hanno preso la parola i ricercatori delle Università di Yale e della Columbia, che hanno effettuato una ricerca piuttosto singolare, ma importantissima in questo periodo. Hanno stilato la classifica delle nazioni mondiali in base a 25 parametri ecologici.

Su un totale di 163 Paesi analizzati, l’Italia si è classificata al diciottesimo posto. Di certo, se dovessimo stare a sentire i nostri politici che ci raccontano del Paese perfetto, ci si aspetterebbe qualche posizione in più, visto anche che sopra di noi ci sono nazioni considerate molto inferiori all’Italia, ma visti i pochi provvedimenti in materia di ambiente, e soprattutto i disastri che questo Governo ci propina ogni giorno (ultimo dei quali l’allungamento perpetuo della stagione di caccia), forse i ricercatori americani sono stati anche troppo buoni, dato che meritavamo molte posizioni in meno.

Ambientalisti? Peggio di Al-Qaeda

marcia ambientalisti

I funzionari governativi inglesi hanno iscritto i militanti ambientali estremisti di fianco ai gruppi dissidenti repubblicani irlandesi e ai terroristi ispirati da al-Qaeda nei documenti sulla sicurezza interna, scovati dal quotidiano The Guardian.

Gli orientamenti in materia di estremismo, prodotti dal Ministero della Giustizia, dicono che:

Il Regno Unit, come molti altri Paesi, deve affrontare una continua minaccia da parte di estremisti che credono di poter avanzare i loro obiettivi commettendo atti di terrorismo.

L’elenco è stato inviato al gruppo parlamentare, che sta riscrivendo la giurisprudenza in merito ad una serie di attivisti, tra cui gli ambientalisti. Nella lista essi vengono marchiati come “estremisti ambientali” al fianco di attivisti di estrema destra, dissidenti repubblicani irlandesi, i paramilitari lealisti e al-Qaeda.

Le 6 città che puntano ad abolire l’automobile

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Lo sviluppo della città tedesca di Friburgo è il più noto esempio di un quartiere, il Vauban, che con successo è riuscito a fare a meno delle auto. E’ un grande passo avanti che può essere irto di difficoltà e anche con una ricompensa enorme: la gente è più “amichevole”, le strade più vivibili. Sorprendentemente, ci sono decine di zone franche per le auto in tutto il mondo, ma solo poche città (stiamo parlando di comuni con più di 50.000 abitanti) che seriamente e costantemente perseguono le necessarie misure di pianificazione per abbandonare le auto, o almeno ridurne l’uso. Qui di seguito troviamo le migliori 5, ed un “bonus” finale.

1. Ginevra, Svizzera. Nei primi giorni del gennaio 2010, i membri del Consiglio della città di Ginevra hanno votato per chiudere 200 delle strade della città al traffico automobilistico. Questo è un passo enorme supportato da quasi tutti gli schieramenti politici.

2. Davis, California, USA: la città delle mountain bike. Davis è una grande città universitaria in stile Urbino, giusto per intenderci, e così il principale vantaggio riguarda la questione delle auto: sono quasi inesistenti. Le infrastrutture favoriscono le due ruote, e la città si appresta a costruire una strada principale da 1,7 milioni di biciclette, tanto da far soprannominare questa città “Bike City“. Ma non si circola solo in bicicletta. C’è anche un sistema discreto di autobus che garantisce il servizio anche a chi preferisce stare un po’ più comodo. Inoltre a Davis vige un blocco per le auto durante il periodo delle iscrizioni all’Università a causa della grande massa di persone che affluisce verso il campus.

Per il matrimonio indossate qualcosa di verde: arrivano gli eco-matrimoni

eco-matrimonio

Sempre più coppie eco-consapevoli decidono di tingere il giorno più importante della loro vita non di fiori d’arancio, ma di verde. Se anche voi volete seguire il loro esempio, il sito “Something Green” vi può aiutare a rendere la vostra cerimonia originalmente ecologica.

Siamo costantemente alla ricerca di approcci innovativi che non sono tipicamente offerti nel mercato del lusso. Abbiamo notato una tendenza tra i pianificatori di meeting, che iniziano a prenotare sempre più “eventi verdi”, a base di alimenti biologici, servizi locali, prodotti di carta come i menu e altri fogli stampati su carta riciclata. Così abbiamo pensato che anche il servizio nozze potrebbe essere un elemento interessante per diventare più eco-friendly

ha spiegato Heidi Nowak, Direttore Vendite e Marketing dell’albergo Ritz-Charlton che ospita queste cerimonie. Ma cosa significa fare una cerimonia verde? Di opzioni ce ne sono tante. Pensate solamente a tovaglie e tovaglioli da tavola ottenuti da materiali riciclati, bottiglia di plastica riciclabile, centritavola compostabili e tanti contenitori per il riciclaggio di rifiuti. Inoltre i tanti fiori che circolano quel giorno potranno essere ripiantati, compostati o donati ad un ospedale locale o ad organizzazioni no-profit. Inoltre tutte le piante vengono acquistate a pochi chilometri dalla struttura stessa, evitando così l’inquinamento dovuto all’importazione.

L’accordo di Copenaghen rischia di saltare dopo solo un mese

meeting copenaghen

Appena un mese dopo che i leader del mondo hanno raggiunto un accordo provvisorio e non vincolante in occasione del vertice di Copenaghen, tale accordo sembra già a rischio di fallimento, ha spiegato il principale funzionario delle Nazioni Unite, Yvo de Boer. Di fronte ad una scadenza fissata al 31 gennaio, i principali Paesi non hanno ancora presentato i loro piani per la riduzione delle emissioni di gas serra, una delle principali disposizioni della convenzione, secondo il segretario esecutivo delle Nazioni Unite nella Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, che ha organizzato l’incontro.

Sono circa 20 (su 190) i Paesi hanno anche presentato le lettere dicendo di accettare i termini dell’accordo. E non c’è stato praticamente alcun progresso in merito, che illustra le condizioni di pagamento dei quasi 30 miliardi di dollari per il Fondo promesso a quei Paesi che dovrebbero essere più colpiti dal cambiamento climatico. Le questioni ancora irrisolte sono quanto ogni singolo Paese dovrà donare, dove i soldi andranno e chi supervisionerà il fondo.

Politica verde o no? Il primo anno di Obama alla Casa Bianca

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Obama è entrato nello Studio Ovale su un piedistallo di aspettative impossibili, che lui stesso ha contribuito a costruire durante la campagna elettorale. Ora, molti americani si lamentano perché non tutte le promesse sono state mantenute, mentre alcune sì. Mente gli States rimangono divisi sulla riforma sanitaria e le altre politiche interne, cerchiamo di capire cosa il primo presidente nero ha fatto per l’ecologia.

1. Cancellare le leggi sul clima di Bush: Obama ha dato il via al suo mandato sul fronte ambientale con il ribaltamento o la sospensione di una serie di regole dell’amministrazione Bush riguardo alle specie in via di estinzione e la conservazione. Bush aveva approvato una serie di leggi che fecero infuriare gli ambientalisti, e Obama diede un chiaro segnale che avrebbe fatto andare le cose in modo diverso.

2. Stimolo all’industria dell’energia pulita: Il disegno di legge di stimolo industriale è stata la vera grande novità, e ha rappresentato il più grande investimento nelle tecnologie pulite mai fatto da un Governo degli Stati Uniti. Sono inoltre compresi i tagli alle tasse per il miglioramento energetico, l’efficienza e le iniziative volte a stimolare la crescita dei posti di lavoro verdi.

Le 11 città migliori per i ciclisti

biciclette Amsterdam

La Virgin Vacations ha stilato la classifica delle 11 città più “comode” per i ciclisti. Questa classificazione si è basata su una metodologia elaborata dalla Lega dei ciclisti americani (LAB), nota come The Bicycle Friendly Communities Campaign, che si avvale di cinque criteri: ingegneria, incoraggiamento all’uso della bicicletta, istruzione, possibilità di usare la bicicletta e la pianificazione stradale.

Non stupisce affatto che nessuna città italiana compare tra le prime 11. Tre delle prime cinque città si trovano negli Stati Uniti (in tutto sono 4, mentre 7 sono europee), e questo ha sorpreso un po’ anche gli americani stessi, i quali ritengono che le loro città non siano molto eco-friendly. Ma in realtà sono le uniche tre città americane ad aver ottenuto lo status Platinum della Lega. Dopo il salto la lista.

Diamo un valore alla natura

natura

L’intuizione che la natura fornisce servizi per l’umanità non è una novità. Nel 360 a.C. Platone rimarcò il ruolo utile che le foreste svolgono nella conservazione del suolo fertile e, in loro assenza, ha osservato, il terreno si sarebbe trasformato in deserto. L’idea che il valore fornito da tali “servizi ecosistemici” può essere rappresentato dagli ecologisti in un modo che gli economisti possano farci i conti, però, è piuttosto recente.

Un certo numero di pensatori che ne hanno fatto un tema caldo nel decennio passato, si sono riuniti in un meeting sulla biodiversità e i servizi ecosistemici della Royal Society, a Londra, il 13 e 14 gennaio. Hanno guardato i progressi e le prospettive dei loro tentativi di sostenere la conservazione della natura attraverso una migliore acquisizione del valore delle cose (come l’impollinazione, la qualità dell’aria e lo stoccaggio del carbonio) che apparentemente sono gratuite.

Le valutazioni ambientali mirano a risolvere un problema che preoccupa sia gli economisti ed ecologisti: la cattiva allocazione delle risorse. Prendete le paludi di mangrovie. Negli ultimi due decenni circa un terzo delle paludi di mangrovie del mondo, sono state convertite per uso umano, con molte trasformate in allevamenti di preziosi gamberetti. Nel 2007 da uno studio economico di tali allevamenti di gamberetti in Thailandia è emerso che i profitti commerciali per ettaro sono stati 9.632 dollari. Se questo fosse l’unico fattore, di conversione sembra un’ottima idea.

Eco-arte: dal riciclaggio nascono dei quadri (gallery)

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Con i temi dell’ambientalismo e dei cambiamenti climatici che diventano sempre più popolari nel mondo dell’arte, un artista in particolare sta applicando la filosofia eco-friendly alla pratica dei ritratti fatti interamente di oggetti indesiderati. Il riciclaggio e il riutilizzo di oggetti normalmente destinati alla discarica è sempre stato un processo creativo, ma nelle mani di un artista esperto, la pratica può dare luogo a capolavori superiori alle opere artigianali con mezzi più tradizionali. Tale opera d’arte ha il potere di estendere l’immaginazione e, trasformando l’immondizia in un più modesto oggetto può essere maggiormente nobilitato sulla tavolozza di un pittore.

Ispirata dai parrucchieri ecuadoriani, che sono noti per l’uso di gioielli rotti e altri oggetti che luccicano nelle loro acconciature, l’artista inglese Jane Perkins ha iniziato a creare spille da pezzi di oggetti che non utilizzava. Dal 2008, la sua tecnica si è ampliata al riciclaggio, e dalle spille si è passati ai ritratti utilizzando i bottoni, giocattoli, forchette di plastica, o praticamente qualsiasi altra cosa su cui riusciva a mettere le mani su, spiega alla BBC. Il suo lavoro è stato esposto in una mostra nel Regno Unito al Devon Open Studios.

Dall’inizio della crisi Obama ha creato oltre 60 mila posti di lavoro nell’energia pulita

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E’ passato oltre un anno da quando è stata annunciata la crisi economica, e quasi 12 mesi dalle prime mosse dei vari Governi per uscirne. Mentre l’Italia ha scoperto come unico modo per rilanciare l’economia quello dell‘avere “ottimismo” e tagliare quanto più possibile, il Reinvestment Act (la legge stimolo degli Stati Uniti) ha fatto molto di più.

Secondo una relazione del Consiglio dei consulenti economici della Casa Bianca, è emerso che sono stati salvati o creati 2 milioni di posti di lavoro, in totale. 51.700 di questi sono dovuti a posti di lavoro nel settore dell’energia pulita, secondo USA Today.

Il giornale dice che

La Casa Bianca ha riferito mercoledì che i 5 miliardi di dollari spesi nei fondi per lo stimolo per promuovere l’energia pulita hanno creato 51.700 posti di lavoro a livello nazionale.

5 miliardi dollari sono una piccola parte del denaro stanziato per progetti di energia pulita e per la nascita di posti di lavoro, e ci sono ancora 75 miliardi di dollari già pronti per alimentare il settore.

Buckingham Palace, tra gli edifici più inquinanti al mondo: rifacciamolo!

buckingha-palace dispersione di calore

Buckingham Palace ha delle perdite di calore ed energia. Si tratta del numero uno nella “sporca dozzina”, cioè la lista degli edifici più dannosi per l’ambiente di Londra. L’analisi di questa foto termica ha dato un punteggio di 0 su 10. Ma l’aiuto è vicino: un gruppo di ingegneri civili ha calcolato quanto costerebbe costruire un nuovo Palazzo reale, rendendolo più moderno, e soprattutto ecologico.

Hanno calcolato infatti che per “soltanto” 330 milioni di sterline (circa 370 milioni di euro), non comprendendo il terreno, è possibile ottenere un edificio con 19 camere pubbliche, 78 bagni e 52 camere da letto, in linea di principio, con 775 aree separate compresi corridoi e scale in totale.