Colombia: scoperte 10 nuove specie di anfibi

di Marco Mancini 1

Gli animalisti esulteranno a questa notizia. Come da titolo, oltre al fatto che nello Stato sudamericano sono state trovate 10 specie di anfibi mai viste prima, le buone notizie non finiscono qui. Infatti nelle foreste colombiane sono stati ritrovati 20 rettili e 120 specie di uccelli che qui non c’erano mai state. O almeno così credevano gli scienziati. Ciò significa che anziché estinguersi, questi animali hanno trovato il modo di salvarsi, almeno per adesso, andando a nidificare lì dove, per adesso, le foreste reggono e nessuno li può cacciar via.

Ma tornando agli anfibi, la scoperta è di importanza storica. Lo è per la scienza, che così può schedare nuove specie animali come le tre rane velenose della famiglia delle Dendrobatidae, tre dalla pelle trasparente dei generi Nymphargus, Cochranella e Centrolene; una rana arlecchino del genere Atelopus, due appartenenti al genere delle Pristimantis e una salamandra Bolitoglossa. Lo è per le popolazioni locali che, grazie al fatto che queste si cibano di insetti, tengono a bada questa enorme comunità di portatori di malaria e di febbre dengue. Ma lo è anche e soprattutto per scienziati e ambientalisti, i quali possono valutare lo stato di salute dell’ecosistema in cui esse vivono attraverso l’analisi della salute delle rane.

Infatti la loro pelle è in grado di farci capire il tasso di inquinamento (piogge acide, metalli pesanti o pesticidi con cui vengono in contatto) e quindi permettere alle popolazioni locali di intraprendere le direttive necessarie per migliorare o conservare la situazione attuale. Al momento la Colombia possiede il record di specie anfibie in una nazione sola: con queste 10 arriva ad averne ben 764. Comunque per adesso non è detto che queste siano al 100% sconosciute, in quanto la comunità scientifica le sta studiando per poi verificarne la novità.

Ma le buone notizie non finiscono qui. Oltre a tutti questi animali pare che siano stati notati alcuni sconosciuti o che si pensava estinti come il tapiro di Baird e alcune scimmie “dal labbro bianco”. Il problema adesso è salvaguardare queste zone rigogliose in cui vivono. Se dovesse andare avanti il processo di deforestazione, rischieremmo di perdere tutta questa ricchezza naturale. Grazie a questa scoperta però le battaglie per salvare le foreste sono più forti, e almeno forse riusciremo a salvaguardare un pezzettino di Pianeta.

Fonte: [Repubblica.it]

Commenti (1)

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