Salute ed ecologia: un connubio perfetto, o quasi. Sappiamo da tempo che la cattiva qualità dell’aria e i cambiamenti climatici influiscono notevolmente sull’incremento delle patologie respiratorie, dei tumori e sulla proliferazione di alcuni batteri ed insetti portatori di numerose malattie. Preservare l’ambiente e tutelare la biodiversità, oggi più che mai, corrisponde ad un istinto di conservazione della nostra stessa specie.
Sulla scia degli studi che indagano sul rapporto tra ambiente e salute, si colloca una recente ricerca svolta dall’American Chemical Society e pubblicata sulla rivista Environmental Science & Technology. A quanto pare, sarebbero sufficienti cinque minuti al giorno di esercizio nel verde di un parco, in giardino, in cortile, su di un sentiero, insomma in qualsiasi spazio alberato, per trarre un beneficio per la salute mentale.
Nell’ambito del
Craig Venter, il genetista dei primati, ha annunciato ieri su Science di aver creato in laboratorio la prima cellula sintetica. Si va verso la vita artificiale. La notizia ha fatto il giro del mondo in pochi minuti ed è di quelle destinate a riaprire il dibattito in fondo mai completamente chiuso del confine tra scienza e natura. La cellula vive. Generata da un computer. Ed é in grado di autoreplicarsi. A detta dello stesso Venter:
Ci siamo spesso occupati di biodiversità in senso animale e vegetale, ma questa è solo la prima parte della parola più ampia “biodiversità”. Infatti in questo termine rientra anche l’uomo, che con le sue azioni a volte illogiche e a volte spietate, rischia di fare male anche a sé stesso.