Problemi rifiuti in Campania: ecco il miracolo di Berlusconi

di Redazione 3

“Area d’interesse strategico nazionale”. Così recitano i cartelli all’ingresso della più grande vergogna italiana: il cosiddetto miracolo di Berlusconi. “Abbiamo risolto il problema rifiuti a Napoli” continuano a dire gli alleati di Governo del nostro Presidente del Consiglio, nel tentativo di convincere qualcuno che effettivamente sia così. Potranno convincere qualche italiano che abita a centinaia di chilometri dalla Campania, di certo non i campani, che la situazione la conoscono benissimo.

Forse il vero miracolo di Berlusconi è quello di aver messo a tacere tutto e tutti. Qui, lasciatemi usare il paradosso, è tutto fuorilegge per legge. Se queste cose le avessero fatte i privati, si sarebbero aperte sicuramente le porte del carcere.

Queste le parole del professor Stefano Tonziello di Legambiente, che recentemente ha visitato il sito militarizzato e vietato ai civili, ma di cui lui e la sua squadra sono riusciti a scattare alcune foto che documentano lo scandalo.

Ci troviamo a Ferrandelle, tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise. Un’enorme area sequestrata all’ex boss della camorra Francesco Schiavone detto Sandokan. Dopo il sequestro, l’area era stata assegnata al Consorzio Agrorinasce per farne prodotti tipici, ed infatti in tutta la zona ci sono frutteti e pascoli di bufale. Peccato che subito dopo l’assegnazione, il terreno sia stato espropriato per farci una discarica a cielo aperto, esattamente come quelle sequestrate ai camorristi perché ritenute illegali.

Ed è proprio un paradosso che c’è gente che è andata in galera perché gestiva una discarica a cielo aperto, e poi lo Stato ne istituisca una identica. Senza contare la contaminazione delle falde acquifere e dell’aria, che inquinano i prodotti di una Terra già sfortunata di suo, e che continua a vedere i propri diritti violati.

Secondo quanto dichiarato all’inizio, quest’area avrebbe dovuto ospitare 90 mila metri cubi di immondizia differenziata da destinare al termovalorizzatore di Acerra. In realtà il termovalorizzatore, dopo l’inaugurazione, non è mai entrato in funzione, e si pensa che non lo sarà ancora almeno per i prossimi 6 mesi, ma soprattutto non riceverà mai i rifiuti dalla discarica di Ferrandelle, perché essi non sono differenziati. In gergo vengono chiamati “tal quale“, in pratica non utilizzabili nel termovalorizzatore. Ciò significa che non verranno mai bruciati, si accumuleranno sempre di più, e sin da ora si è sforata alla grande la quantità di rifiuti da “ospitare”, raggiungendo almeno il milione di metri cubi.

Sta anche arrivando l’estate, e con il caldo la situazione si può sempre più aggravare, portando malattie respiratorie ed altri malanni che le povere popolazioni della zona dovranno subire per colpa di un Governo che sa solo dire chiacchiere ma che non si interessa minimamente alla salute dei propri cittadini.

Fonte: [Repubblica]

Commenti (3)

  1. che affondino nel’immondizia quelli di napoli, non può pagare sempre il nord italia per loro!

  2. @ bios:
    che bella risposta che hai dato, da vero ignorante, complimenti! forse ti sfugge il fatto che la quasi totalità delle aziende del nord scaricano, dietro pagamento alla camorra, i loro rifiuti tossici nelle campagne campane, nei pressi di acerra e zone limitrofe, per ridurre i costi di smaltimento che altrimenti sarebbero eneromi. è inutile che dite che il problema è del sud che produce un sacco di rifiuti. il problema sono le ecomafie che insieme alle imprese del nord hanno fatto della campania la vergogna d’italia, facendo finta che il problema sia solo il loro. VERGOGNATEVI!

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