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Abusivismo edilizio, i cinque ecomostri incubo delle coste italiane

Cari amici di Ecologiae, continuiamo ad occuparci dei dati diffusi nelle ultime ore dal report annuale di Legambiente, Mare Monstrum 2011, un dossier che analizza lo stato di salute dei nostri mari e gli scempi che deturpano le coste e le acque italiane. Abbiamo analizzato nel servizio precedente le dieci peggiori minacce che incombono sull’integrità degli ecosistemi del Mediterraneo. Vogliamo ora soffermarci nello specifico sull’annoso fenomeno dell’abusivismo edilizio, pubblicando la classifica aggiornata dall’associazione ambientalista, che comprende i cinque ecomostri che più spudoratamente deturpano i nostri litorali, da Nord a Sud della penisola.

  1. Pizzo Sella a Palermo.

    Ribattezzata la “collina del disonore”: ville costruite dalla mafia abusivamente grazie al vergognoso sodalizio con la pubblica amministrazione. Una colata di cemento abusivo riversata alla fine degli anni Settanta su un’area vincolata a livello idrogeologico e paesaggistico. Ben un milione di metri quadrati di cemento che hanno ridotto ad una distesa di scheletri l’intero sito che si trova alle spalle del mare di Mondello.
  2. L’albergo di Alimuri a Vico Equense (Na).

    Un ecomostro della veneranda età di 49 anni, forte dall’alto dei suoi cinque piani in cemento armato, occupa indisturbato un’area di 2 mila metri quadrati.
  3. La spiaggia di Lido Rossello a Realmonte (Agrigento).

    Sito che ospita le cosiddette “villette degli assessori”, tre palazzine mai ultimate.
  4. Il villaggio, ovviamente abusivo, sorto a Torre Mileto, a Lesina, sul Gargano.

    Ben 2.800 case erette sulla sabbia senza fondamenta, senza allacci né collegamenti alla rete fognaria. A dir poco uno scempio, la cui fine si spera essere presto vicina, con l’Assessorato regionale al’ambiente che vuole procedere con le prime demolizioni al più tardi nel 2012.
  5. Capo Colonna a Crotone.

    Ben 35 costruzioni abusive che continuano spudoratamente a sfregiare l’area archeologica, malgrado sulla loro testa penda una sentenza di confisca.

Legambiente rivolge un accorato appello ai sindaci  di  Crotone, Lesina, Palermo, Realmonte e Vico Equense, affinché procedano con le demolizioni di questi scempi architettonici che deturpano barbaramente l’immagine del territorio.

Abbattere questi manufatti, spiega l’associazione ambientalista, significa fare bene il mestiere di sindaco, amare e difendere il proprio territorio nell’interesse dei cittadini onesti e dei cittadini futuri.

[Fonte: MareMonstrum2011]

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