Enel, le manifestazioni di operai contro Greenpeace manovrate dall’azienda

di Matteo Carriero 1

Enel, le manifestazioni spacciate per spontanee degli operai e tenutesi nel 2008 non sarebbero affatto state spontanee. Da un’indagine su Calogero Sanfilippo, all’epoca responsabile per il carbone, vengono fuori tutta una serie di chiarissime email che dimostrano come le manifestazioni contro Greenpeace fossero chiaramente pilotate.

In un bell’articolo de Il Fatto Quotidiano di oggi si parla delle indagini su Calogero Sanfilippo: il processo in questione verte sull’inquinamento da carbone di campi e residenze vicino la centrale Federico II. Il processo, che si tiene a Brindisi, vede come imputati 12 dirigenti dell’Enel tra cui il già citato Sanfilippo. Dal computer di quest’ultimo si scopre che le manifestazioni che i media hanno tranquillamente fatto passare come spontanee critiche degli operai Enel a Greenpeace, di fatto erano pilotate fin nel dettaglio dalla stessa dirigenza Enel.

Scrive Alessandro Zerboni dell’ufficio stampa ai responsabili delle varie aree:

È di fondamentale importanza individuare cinque fidatissimi lavoratori per unità a carbone. Eleggere uno o due portavoce. Il personale dovrà essere formato e preparato all’azione. È importante gestire le relazioni sindacali, durante e dopo la protesta in quanto si tratta sempre di AZIONI SPONTANEE dei lavoratori, MAI ORGANIZZATE dall’azienda. […] [I]n caso di azione il capocentrale dovrà informare il proprio superiore, il responsabile di filiera, le relazioni esterne, l’ufficio stampa nazionale.

Insomma, tutto organizzato a puntino, come dimostra anche la pianificazione dei materiali da utilizzare, con 8 striscioni da 8-10 metri per almeno 1,5 metri di altezza, per i quali, udite udite, venivano perfino date indicazioni grafiche: “scritti col pennello (lunghezza minima larghezza per lettera 10 cm)”. E non mancano indicazioni su colori e sfondo e, indovinate un po’, anche le parole venivano dettate dalla dirigenza Enel: “Andate a lavorare, Basta ecoballe, Siamo verdi di rabbia, uno o due a piacere in dialetto”.

Naturalmente questo caso si riferisce alle manifestazioni del 2008. A qualcuno forse ora, tuttavia, potrebbe passare per la testa che anche altre proteste “spontanee” dei lavoratori contro Greenpeace potrebbero essere state, in realtà, eseguite seguendo precise direttive.

Photo credits | Greenpeace Finland su Flickr

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