
Da alcuni mesi lo scienziato italiano è stato incaricato direttamente dal Ministro per l’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio di formare una task-force per la promozione e la diffusione delle nuove fonti rinnovabili “con particolare riferimento – come si legge nel decreto del ministro – al solare termodinamico a concentrazione”.
Un altro aspetto importante sta nella produzione. Secondo i dati della IEA la produzione doveva crescere fino al 2025, mentre quella valutata dal team di scienziati di Rubbia parla di una produzione pari ad un terzo di quella prevista. In parole povere il petrolio sta finendo. Ecco spiegato anche l’innalzamento del costo così imprevisto.
L’unica soluzione, illustrata dallo scienziato, sarebbe ricorrere al torio, al posto dell’uranio, perchè molto più disponibile in natura e soprattutto più pulito. E inoltre da esso non si possono costruire bombe atomiche.
L’unica alternativa resta il solare. Per produrre l’energia che producono 15 centrali nucleari basterebbe installare pannelli per un’area equivalente al raccordo di Roma. Questa basterebbe per un terzo di tutta quella italiana.
Per ovviare ai momenti in cui non c’è il sole, si è inventato un sistema di “ingabbiamento” dell’energia solare chiamato “impianto solare termodinamico”, che distribuisce l’energia solo quando serve.
L’unico problema è che siccome da questa energia nessuno ci guadagna, difficilmente si investirà in essa.