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Fotovoltaico: senza incentivazioni il comparto non sta in piedi

fotovoltaico-nuovo-conto-energia-2011Nel nostro Paese senza gli incentivi in Conto Energia il comparto del fotovoltaico, e la relativa espansione, rischia di non stare in piedi. A dichiararlo è stato il direttore di Energy & Strategy group del Politecnico di Milano, Vittorio Chiesa, in concomitanza con la presentazione del Solar Energy Report, edizione 2009, da cui è emerso come in Italia lo scorso anno la potenza installata si sia attestata per il fotovoltaico a 580 MW con un incremento del 72% rispetto all’anno precedente. Questa crescita nelle scorse settimane ha portato l’Italia a superare sul territorio nazionale la soglia di 1 GW di potenza, ma anche a far proliferare il numero di imprese operanti nel comparto.

Il Rapporto rivela infatti come le aziende del fotovoltaico siano oramai oltre 700;  queste sono cresciute lo scorso anno del 12% con conseguenti ricadute positive dal fronte occupazionale; a queste poi occorre aggiungere una miriade di operatori locali del fotovoltaico che sono in prevalenza impegnati nella fase di installazione degli impianti. E se i risultati 2009 sono buoni, l’incognita sul nuovo Conto Energia crea incertezze su un comparto che ha bisogno di pianificare gli investimenti guardando al futuro con in mano dei dati certi sulle incentivazioni.

In accordo con le ultimissime dichiarazioni rilasciate da Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo Economico, i termini per l’approvazione del nuovo Conto Energia dovrebbero essere vicini, ma queste incentivazioni secondo quanto mette in risalto Energy & Strategy group del Politecnico di Milano, devono essere efficaci dopo che tra l’altro l’Italia, avendo superato il suo primo Gigawatt, è diventata una nazione che a livello internazionale ora ha il suo peso.

La preoccupazione degli operatori è quella che il meccanismo delle incentivazioni, che dovrebbero essere tagliate in termini percentuali già dal 2011 con una cadenza quadrimestrale, e poi ulteriormente negli anni successivi, comporti una forte riduzione del livello di sostenibilità dei progetti. In linea con quanto dichiarato dal sottosegretario all’MSE Saglia, gli incentivi in Italia dovrebbero comunque continuare ad essere “generosi” rispetto agli altri Paesi europei. D’altronde in un Paese come l’Italia dove settori come il tessile e l’auto stanno attraversando una fase tutt’altro che facile, il fotovoltaico opportunamente incentivato darebbe una grossa mano in termini di crescita economica e di assorbimento di nuova occupazione.

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