Catturare CO2 per ripulire l’aria, ridurre il riscaldamendo terrestre e produrre carburanti

di Chiara Ranallo 9

Rimuovere dall’aria l’anidride carbonica per far fronte al riscaldamento terrestre. Ne sono convinti alcuni scienziati americani che stanno lavorando a progetti mirati alla cattura di CO2, prima causa del trattenimento del calore solare. Klaus Lackner, fisico della Columbia University, ha ideato un dispositivo, chiamato Scrubber, in grado di intrappolare l’anidride carbonica. Il prototipo, grande come un container, è composto da un pannello radiatore ventilato che raccoglie una tonnellata di Co2 al giorno e la intrappola in una particolare resina a scambio ionico.
L’idea di catturare l’anidride carbonica non è, però, una novità. Nonostante sia comunque difficile estrarre CO2 dall’aria, poiché è una delle molecole più stabili, già negli anni 40 alcuni sottomarini militari, per farlo, usavano taniche di potassio. Il problema fondamentale riguarda la procedura di separazione dell’anidride carbonica dai composti chimici, o dalle resine, a cui si combina una volta catturata.


Procedura che richiede enormi quantità di energia. Il team, guidato da Lackner, è riuscito a risolvere parzialmente il problema agendo sulle variazioni di umidità. Attraverso l’uso di correnti di aria umidificata, infatti, lo Scrubber riesce a far esalare l’anidride carbonica dalla resina, ottenendo un notevole risparmio energetico. Aumenta, in questo modo, la fattibilità industriale del progetto e si ipotizza la possibilità di realizzare gli Scrubber in serie ottenendo un bilancio carbonico positivo. Il costo ipotetico di uno Scrubber si aggira intorno ai 25 dollari per tonnellata di Co2 al giorno e potrebbe generare certificati verdi per 10 mila dollari l’anno.
In 15 anni il costo iniziale del dispositivo potrebbe essere compensato. Lo Scrubber del gruppo di Klaus Lackner è uno dei candidati favoriti a vincere i 25 milioni di dollari messi in palio dal magnate della Virgin, Richard Branson, per chi realizza la migliore tecnologia capace di eliminare l’anidride carbonica dall’aria.
Partecipano alla gara anche altri progetti come il Green Freedom, un sistema elettrochimico installato sulle torri delle centrali nucleari in grado di catturare CO2 e, combinandola con l’idrogeno ricavato dallo splitting elettrolitico dell’acqua, arriva a produrre gas di sintesi e carburanti sintetici.
Un altro progetto in gara è il Cr5, un motore ad anelli controrotanti ad energia solare in grado di produrre potenti scariche piezoelettriche per trasformare l’anidride carbonica in monossido di carbonio, base per i carburanti sintetici.

Commenti (9)

  1. Attualmente un apparato gigantesco, anzi ciclopico, che cattura Co2 a go go ora per ora, giorno per giorno esiste da quando esiste la Terra stessa: tutta l’acqua che forma gli oceani e i laghi. Ebbene queste masse di H2o funzionano esattamente come “carta assorbente” della Co2, solo che più noi ne produciamo e più loro la assorbono, col risultato che l’acidità dell’acqua sale vertiginosamente e la flora e fauna oceaniche vengono stravolte nel loro ecosistema di vita quotidiana. E chi non lo sarebbe? Le barriere coralline stanno scolorendo e i polipetti costruttori del corallo stanno variando la composizione chimica della struttura, nello stesso modo anche le conchiglie stanno perdendo la loro capacità di costruzione e modellazione delle loro “case”. Per altri esseri viventi, invece, si stanno verificando casi di gigantismo tra specie conosciute: la balenottera azzurra che popola il “mare nostrum”,; ricercatori italo-francesi che cooperano dalle basi situate in Corsica, Costa Azzurra e Liguria hanno avvistato e fotografato alcune di queste balenottere di dimensioni mai viste prima. Fino a poco tempo fa si temeva addirittura la loro estinziuone, ora si osservano casi limite. In altri luoghi come foreste plpuviali e tropicali sono stati avvistati altre forme di gigantismo, il più fotografato è stato il Pécari, che è stato proprio “battezzato” Pécari Gigans.
    Forse tra pochi anni i campi per il Basket dovranno avere canestri ad altezze diverse…(cerco solo di sdrammatizzare, ma sono troppe le notizie da tutto il mondo di modifiche delle forme degli animali e del ritrovamento di “nuove” specie.

  2. Vorrei farvi tornare a guardare attentamente una delle 10 fotografie che valorizzano uno degli articoli redatti da Paola Pagliaro; l’articolo è del 27 Aprile: la Top Ten delle foto della Terra dallo spazio…mi riferisco in particolar modo alla seconda, una splendida falce di Luna con il profilo dell’atmosfera sul nostro pianeta. La prospettiva dell’inquadratura inganna un pochino, le strisce biancastre che si vedono e che sembrano formazioni nuvolose in realtà sono più basse (di quota) e non sono nuvole. Nella foto qua sopra si vede meglio di cosa sto parlando; non vi sembrano un po troppo parallele tra loro, dello stesso spessore ed equidistanti? Questo tipo di esperimenti sono iniziati verso gli anni ’60, e da allora non hanno mai finito di eseguirli, anzi. Queste “strisce” biancastre inizialmente erano veramente esperimenti per cercare di creare una nuvola alla “Fantozzi”, e far piovere ove le condizioni climatiche non erano favorevoli a questi eventi atmosferici naturali. In pratica si trattava di spargere nell’aria dei sali che condensassero il vapore acqueo, l’umidità presente in quota. Far piovere su aree con scarsità di eventi atmosferici per incrementare l’agricoltura, questo era lo scopo finale. Si sono ottenuti risultati incoraggianti per l’epoca. Parallelamente sono state effettuate 311 esplosioni atomiche che, oltre ad essere azioni criminali di per sé, sono stati l’inizio della formazione dell’effetto serra. Ma allora non esisteva la “coscienza ambientalista” di oggi che ci porta ad osservare i risultati postumi delle interazioni dell’uomo con l’ecosistema. Con il sapere, le conoscenze e le tecnologie odierne, siamo in grado di anticipare e prevedere i risultati derivanti dalle nostre azioni. Nonostante tutto, continuiamo irresponsabilmente a “far finta di non vedere”, piuttosto che prendere atto degli errori (ed orrori) commessi prendendo serie misure di autodisciplina facendo fronte a questa emergenza planetaria. Fino a quando non si è vista la Terra dallo spazio, non si potevano immaginare le modeste dimensioni del NOSTRO pianeta. Tornando alle fotografie in questione e prendiamo in considerazione quella di questo articolo. Le formazioni “nuvolose” che si vedono, si chiamano CHEMTRAILS (scie chimiche), che hanno una enorme responsabilità nell’effetto serra assieme a tutte le altre emissioni di gas di vario tipo: scarico delle autovetture, ciminiere industriali, incendi boschivi ecc…
    Nel 2003 è stato stipulato tra Italia e Stati Uniti d’America, un accordo di collaborazione e cooperazione denominato ufficialmente “scienze e tecnologie svolto allo studio dei cambiamenti climatici” attraverso l’irroramento in bassa ed alta quota di sostanze chimiche dannose alla salute e inqui9nanti il suolo: Alluminio, Zolfo, Titanato di Bario, Torio Radioattivo, Rame, Selene, Manganese, Quarzo, Silicio. Questa la lista delle sostanze individuate tramite campionamento degli strati della biosfera, ma tutto ciò viene spacciato per tentativi di mitigare l’effetto serra. Questo irroramento delle sostanze fin’ora individuate, avviene su tutta la superficie terrestre, o meglio, nella biosfera. Tutti i ricercatori, medici e scienziati NON dipendenti da organi governativi, si sono uniti allo studio metodico di cosa sta accadendo sopra le nostre teste, e già si sono avuti riscontri (purtroppo) nella salute di cittadini (anche italiani) con l’apparizione di reazioni sconosciute del corpo umano, ad aggressioni di tipo chimico. Come vedere la differenza tra scie di condensazione degli scarichi aerei “normali” e irrorazioni chimiche? Le scie da condensa scompaiono entro pochi secondi, un minuto al massimo, quelle chimiche rimangono per ore ed ore per poi spargersi uniformemente nell’aria per poi posarsi al suolo per il loro stesso peso, e agevolate dalle piogge. Non avete notato che le precipitazioni piovose stanno assumendo carattere tropicale anche in europa? Gli alluvioni nell’entroterra in Francia, Germania, Spagna e anche l’Italia sta subendo cose simili. Tutto questo ricollega l’interazione umana con le variazioni climatiche in atto su tutto il globo con le conseguenze sull’ecosistema che stiamo osservando ogni giorno…
    per ora penso basti per aprire dibattiti sul tema.

  3. Conosco il fenomeno delle scie chimiche. Irrorazioni, come dici bene tu, di sostanze come il bario, l’alluminio e anche i polimeri scaricate da aerei appositamente predisposti che seguono rotte particolari, a forma circolare, a vortice etc per camuffare le scie chimiche. Si vengono a formare, dopo un lasso di tempo, delle nuvole che a volte presentano delle iridescenze causate dalle polveri di cui sono composte.
    I governi non sono mai stati chiari sulla questione e hanno sempre deviato il discorso sull’effetto serra e simili. Poter controllare il clima rappresenta un potente strumento nelle mani dei governi che può aggirare facilmente il consenso dell’opinione pubblica che è nella maggior parte ignara di quanto accade e non in grado di distinguere da sola l’effetto delle scie chimiche da una semplice fenomeno naturale.

  4. Ma quando scrivete Co2, intendete una improbabile molecola formata da due atomi di cobalto, o è forse un errore causato da scarsa competenza in materia?

    1. CO2… errore di battitura, non mi sembra il caso di accanirsi così tanto

  5. Chiedo venia.. errore di battitura

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