Mobilità sostenibile: gli interventi sono ancora in via sperimentale

di Daniela L. 1

In Italia, Il Decreto Interministeriale del 27/03/1998 per la Mobilità sostenibile nelle aree urbane non ha di certo raggiunto dei grandi risultati.

Possiamo dire che attualmente i vari interventi compiuti dalle amministrazioni locali, portano nel complesso l’attività ancora in una fase di sperimentazione.



Si può definire la mobilità sostenibile, come un sistema di mobilità che vuole cercare di portare ad una conciliazione fra quello che è il diritto alla mobilità di ogni cittadino e la contemporanea necessità di ridurre l’inquinamento dovuto ai gas di scarico urbani e all’alta concentrazione di traffico nelle città.

Attualmente gli interventi a sostegno della mobilità sostenibile sono legati al trasporto pubblico locale dove il veicolo utilizzato da più persone vuole portare alla riduzione dell’utilizzo dell’auto privata.

Con il costante inserimento di nuove corsie preferenziali nelle gradi città, si vuole rendere più scorrevole il traffico soprattutto per i mezzi pubblici e per gli interventi di mezzi speciali quali ambulanze e mezzi di soccorso.

Proprio in questi ultimi anni le amministrazioni hanno rivolto il loro lavoro anche alla preparazione di piste ciclabili, la vecchia bicicletta tradizionale rimane infatti il miglior mezzo ecologico.

Le nuove aree dedicate alle due ruote ecologiche vengono create sottraendo parti di marciapiedi pedonali o a lato di strade in cui viene creata una corsia riservata alle biciclette.

Queste nuove corsie di viabilità vengono però ad affermarsi soprattutto nelle città pianeggianti o comunque dove i dislivelli del terreno sono limitati infatti questo risulta essere un motivo di freno per l’uso delle due ruote a pedali.

Un ulteriore idea che è nata di recente è l’utilizzo delle autovetture così dette “Car sharing”e “Car pooling”.

Si trovano già in discreto numero nelle città più abitate e si basano sull’idea di permettere all’auto privata di diventare un autoveicolo ad uso collettivo.

Nel caso del “car sharing” l’auto viene messa a disposizione da parte dell’amministrazione comunale al cittadino che può noleggiarla per poche ore, secondo le proprie necessità, con tariffe che comprendono un tot di chilometri di percorrenza e una certo quantitativo di benzina.

Nel caso del “car pooling” invece, è lo stesso privato a mettere a disposizione la propria auto per tragitti brevi comuni con altre persone che abbiano le stesse esigenze di percorsi ed orari.

A queste iniziative si aggiunge in via straordinaria e di emergenza quello che tutti ormai conosciamo, il blocco totale del traffico urbano che vuole più che altro sensibilizzare la popolazione riguardo al problema inquinamento e incentivarla a forme di mobilità alternative.

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