Sul territorio dell’Emilia-Romagna, nell’ambito delle politiche di incentivazione alla mobilità sostenibile, sono in arrivo altre 40 nuove colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, nei Comuni di Modena e di Imola. A darne notizia è stata l’Amministrazione regionale a seguito di un accordo siglato con il Comune di Imola, con quello di Modena e con la società Hera. Il protocollo d’intesa siglato sul territorio emiliano-romagnolo, da parte dell’Amministrazione regionale, è il secondo dopo quello stipulato nel dicembre del 2010 stavolta con i Comuni di Rimini, Reggio Emilia e Bologna assieme al colosso elettrico ed energetico Enel.
Secondo quanto dichiarato da Alfredo Peri, Assessore regionale alla Mobilità, l’obiettivo è quello di una mobilità che possa essere sempre più sostenibile. Non a caso l’accordo con Hera prevede che, a favore dell’utente, si possa accedere alla rete di ricarica con meno di 30 euro al mese, quale quota fissa mensile, e con in dotazione una apposita carta di accesso al sistema di ricarica.

Car pooling: è partita ieri a Torino l’iniziativa Easy Go-Muoversi con intelligenza, promossa dalla Fiat in collaborazione con il Comune di Torino, GTT, Agenzia per la Mobilità, 5T, CSST, Provincia di Torino e Regione Piemonte. Obiettivo del piano permettere ai lavoratori di recarsi a Mirafiori con l’auto condivisa, con i mezzi pubblici e con mezzi propri non inquinanti.
Ultime notizie sulla centrale di Fukushima e l’allarme radioattività in Giappone. Secondo quanto affermato dal portavoce del governo nipponico Yukio Edanio sarebbe stata sospesa la distribuzione del latte e di due tipi di vegetali in quattro prefetture giapponesi. Lo riporta l’agenzia Kyodo spiegando che il provvedimento fa seguito alla scoperta di prodotti contaminati provenienti dalle aree limitrofe alla centrale di Fukushima.
Nucleare Italia: infiamma la polemica mentre ci si prepara al referendum, a colpi di slogan, perlopiù incentrati sul fattore sicurezza per cercare di sfruttare l’onda emotiva seguita alle evidenti lacune delle vecchie centrali al verificarsi di violenti terremoti e devastanti tsunami. Una catastrofe naturale, quella che ha messo in ginocchio il Giappone, imprevedibile. Meno naturale è il comportamento della Tepco che, in un Paese a forte rischio sismico, si fa cogliere alla sprovvista, svelando più di una falla nella gestione della centrale di Fukushima.

