Nucleare, Tremonti: “Ci vuole una fase di riflessione e di calcolo”

Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti torna a parlare di energia nucleare. A pochi giorni dal disastro nucleare in Giappone e al costante allarme per la salut e e per la contaminazione ambientale, il ministro ha dichiarato al Forum della Confcommercio

Dopo quello che è successo in Giappone è impossibile che tutto proceda come prima. Ci vuole una fase di riflessione e di calcolo, perché c’è anche il costo delle dismissioni delle centrali.

Il ministro dell’Economia sembra fare dietro front sul nucleare e il motivo sono le scorie tossiche e il loro smantellamento. Cone ha ricordato Tremonti

C’è il debito pubblico, c’è il debito privato, ma c’è anche il debito atomico da calcolare.

Inquinamento termico

Inquinamento termico

Per inquinamento termico si intende una anomalia, di causa antropica, nelle temperature registrate all’interno dell’ecosistema. Si distinguono due tipi di inquinamento termico:

  • un inquinamento termico diretto, quando la sorgente inquinante agisce direttamente immettendo energia termica nell’ecosistema in cui si colloca, provocandone un innalzamento di temperatura immediato ed elevato;
  • un inquinamento termico indiretto, quando gli effetti delle sorgenti inquinanti si ripercuotono a scala globale. In tal caso le sorgenti inquinanti sono essenzialmente gas clima alteranti come il metano, gli idrocarburi alogenati e l’anidride carbonica responsabili dell’effetto serra.

Composti organici volatili

Composti Organici Volatili

Con la denominazione di Composti Organici Volatili (VOC) viene indicato un insieme di sostanze (più di trecento) in forma liquida o di vapore suscettibili di evaporare facilmente a temperatura ambiente.

La suscettibilità all’evaporazione e quindi la volatilità di queste sostanze è una diretta conseguenza delle proprietà chimico-fisiche dei VOC, in particolare dal loro punto di ebollizione che va da un limite inferiore di 50-100 °C a un limite superiore di 240-260 °C.

Inquinamento delle acque

Inquinamento delle acque

L’inquinamento delle acque è un’alterazione degli ecosistemi acquatici suscettibile di recare danno diretto alla salute della flora e della fauna acquatiche ed innumerevoli danni indiretti all’uomo che vede, ad esempio, compromesse le riserve idriche per uso alimentare, le attrattive turistiche di alcune aree con ingenti danni economici.

L’inquinamento delle acque può avere origine in innumerevoli fattori permanenti come gli scarichi domestici,  i reflui industriali ed agrari (tra i quali molto impattanti sono i reflui zootecnici) ma può originarsi anche a seguito di eventi accidentali come i tristemente noti incidenti a carico delle navi petroliere, dei pozzi di petrolio sottomarini o meno accidentali come la pulizia delle petroliere che viene illegalmente condotta a largo nei giorni di nebbia, o ancora può essere causato dal rilascio di sostanze radioattive da parte di sottomarini a propulsione nucleare affondati e corrosi sul fondo del mare.

Inquinamento indoor: inventato strumento per misurarlo

Un nuovo e promettente approccio per verificare la precisione delle misurazioni di pericolosi agenti inquinanti dell’aria negli ambienti chiusi potrebbe presto essere pronto per l’utilizzo domestico. Lo strumento, inventato dai ricercatori del National Institute of Standards and Technology (NIST) e Virginia Tech, sarebbe in grado di misurare i composti organici volatili (COV), la qualità dell’aria interna e le emissioni di pitture, tappeti, detergenti e prodotti da costruzione presenti in casa.

I ricercatori hanno realizzato questo strumento (quadrati sottili di plastica saturi di vapori di un comune solvente) attraverso la lavorazione in quattro laboratori di prova. Si tratta ancora di un prototipo, realizzato al Virginia Tech, ma ha già prodotto risultati delle misurazioni più accurate di quelle precedentemente realizzate in studi condotti con metodi più costosi e che richiedevano maggior tempo utilizzando materiali meno standardizzati.

Non fermiamo le energie pulite: a Milano il 25 marzo

Per incentivi corretti, ma certi e prevedibili negli anni, ma anche per dire no ai meccanismi retroattivi e temporanei a fronte di un obiettivo di competitività nell’arco di dieci anni, fino all’azzeramento delle incentivazioni. In base a queste richieste venerdì prossimo, 25 marzo 2011, a Milano, presso la Sala Bolaffio della Fieramilanocity, con accesso da Viale Scarampo, dalle ore 10 alle ore 13 si terrà un’altra storica giornata aperta a tutti, gratuitamente, previa registrazione online, ed in particolare a tutto coloro che in futuro intendono prodursi in proprio l‘energia necessaria per i propri bisogni.

A darne notizia è l’Aper, Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili, una delle Associazioni che aderisce all’evento assieme all’Anev, ZeroEmission, Asso Energie Future, WWF, Assosolare, Legambiente, Fà la cosa giusta, Ises Italia e Gifi. L’evento si svolgerà dopo quello del 10 marzo scorso, a Roma, quando si sono riuniti tantissimi lavoratori, professionisti del settore delle rinnovabili, ed imprenditori del comparto che hanno voluto vederci chiaro sul Decreto del Governo, approvato di recente, che ha recepito la relativa Direttiva europea sulle rinnovabili.

Giappone: l’energia eolica regge al sisma e salva il Paese dal black-out

Mentre il mondo rimane con il fiato sospeso in attesa di sapere se la centrale nucleare di Fukushima reggerà o ci sarà un disastro simile a quello di Chernobyl, c’è una buona notizia che riguarda il settore energetico. Nonostante quanto affermato dai suoi detrattori, che l’energia eolica non sopravviverebbe ad un terremoto o allo tsunami, l’industria eolica giapponese è ancora perfettamente funzionante e sta contribuendo a tenere le luci accese durante la crisi.

In pratica se si è evitato il black-out totale nel Paese lo si deve soprattutto a questa fonte rinnovabile. Un’inviata dell’Huffington Post ha intervistato Yoshinori Ueda, portavoce del Comitato Internazionale della Japan Wind Power Association & Japan Wind Energy Association, il quale ha spiegato che non si sono verificati danni in quasi nessun impianto eolico. Perfino il semi-offshore di Kamisu, situato a circa 300 chilometri dall’epicentro del sisma, è sopravvissuto.

Nucleare, latte e spinaci radioattivi intorno alla centrale di Fukushima

Come una sorta di Apocalisse, tutte le previsioni più nefaste riguardanti la centrale nucleare di Fukushima si stanno verificando. L’ultima, solo in ordine di tempo, riguarda il cibo. Già circa tre o quattro giorni fa alcuni esperti asiatici avevano avvisato del rischio che i fumi radioattivi potessero espandersi nell’aria e, incontrando nuvole cariche di pioggia, far cadere sostanze tossiche sul suolo.

Da qui poi la contaminazione dell’acqua e della terra sarebbe stata inevitabile, ed è proprio quello che si è verificato ieri. Le sostanze radioattive hanno intaccato i pascoli nei pressi di Fukushima, sono entrate nella catena alimentare, e sono state di conseguenza riscontrate nel latte prodotto dalle mucche presenti nei dintorni.

Consumi e sostenibilità, come spendono gli italiani

Consumo sostenibile? Acquisti equosolidali e attenti all’ambiente? Preferenza per prodotti sciolti o per confezioni e imballaggi in plastica? Sporta in cotone o shoppers? La ricerca su Sostenibilità e Consumi, il punto di vista di consumatori pubblici e privati, produttori e distributori, è stata condotta su un campione di oltre 8.000 intervistati.

L’indagine è stata effettuata dalla società Ervet (Valorizzazione Economica del territorio) partendo dal progetto europeo Life Promise. Sono stati presi in esame gli iscritti al portale di e-Coop, consumatori che già delineano un gruppo di persone determinato e abbastanza omogeneo, attento all’ambiente e all’ecologia.

Nucleare, scattati controlli e blocco dei piani in tutto il mondo

Se lo tsunami vero (quello di acqua) ha colpito solo il Giappone, un altro tipo di tsunami, quello dell’onda anti-nucleare, ha letteralmente invaso tutto il mondo. Le prime a muoversi sono state Germania e Svizzera, seguite da alcuni Paesi del Sudamerica, ma ora pare che tutto il mondo si stia ponendo due domande: 1- abbiamo davvero bisogno del nucleare? 2- quanto è sicuro quello che abbiamo?

Molti Paesi hanno deciso di fare il punto sulla sicurezza degli impianti nucleari, e/o di frenare l’approvazione di qualsiasi nuovo sviluppo di energia nucleare. Dopo la decisione di Svizzera e Germania, avantieri la Commissione europea ha ordinato a tutte le società energetiche dell’UE di presentare i dati sulla sicurezza e la preparazione all’emergenza di ogni singola centrale nucleare.

Decreto Rinnovabili: Rete Imprese Italia, 85 mila imprese a rischio

Anche Rete Imprese Italia, in linea con quanto già comunicato alla vigilia dell’approvazione, rimane fortemente preoccupata in merito ai contenuti del nuovo Decreto sulle Rinnovabili approvato di recente in Italia dal Consiglio dei Ministri in recepimento di una apposita direttiva comunitaria. Secondo Rete Imprese Italia, che rappresenta le PMI ed i professionisti di CNA, Confesercenti, Confartigianato, Casartigiani e Confcommercio, occorre ristabilire certezze sia per gli investimenti, sia per l’occupazione, altrimenti con il nuovo Decreto Rinnovabili, così com’è, sono a rischio ben 85 mila imprese.

Questa posizione è stata espressa da Rete Imprese Italia, durante un incontro tenutosi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, che chiede in particolare un’approvazione rapida, per il fotovoltaico, del nuovo Decreto che stabilisca i livelli degli incentivi senza attendere la scadenza fissata in sede di approvazione del Decreto stesso; inoltre, secondo Rete Imprese Italia occorre introdurre una clausola transitoria che mantenga le attuali incentivazioni, quelle del terzo conto energia, fino alla data del 31 maggio del 2012.

Nucleare Italia, il fuori onda atomico della Prestigiacomo

Quelli che il nucleare in Italia sarà 1000 volte più sicuro che in Giappone, quelli che le rinnovabili costano troppo e l’atomo invece è gratis, quelli che il taglio delle emissioni al 30% nel libro dei sogni, quelli che cambiare idea è inimmaginabile ma non se c’è di mezzo la poltrona volante, se in gioco c’è un bel gruzzoletto di voti reagiscono con la pancia e si fanno prendere dall’emotività spicciola della campagna elettorale.

Ma ci credono davvero i nostri politici nell’affarone del nucleare? Un clamoroso fuori onda captato dalla stampa ha svelato ieri il pensiero reale a riguardo della Prestigiacomo, che ricordiamo, perché se non lo ricordiamo non si capisce, è il nostro Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Basta, non possiamo perdere le elezioni per il nucleare. E’ finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Bisogna uscirne ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare nulla, si decide tra un mese.

Centrale nucleare Fukushima, cemento armato sul reattore

Centrale nucleare di Fukushima: dopo i cannoni che sparavano acqua, gli elicotteri che tentavano di avvicinarsi a tutti i costi ai reattori surriscaldati, l’acqua di mare, il tentativo di ripristino dei sistemi di raffreddamento con generatori di elettricità provvisori, l’ultima spiaggia, l’ennesimo disperato tentativo di arginare le fughe radioattive è nel seppellire il reattore nel cemento armato.

E’ trascorsa una settimana dal devastante terremoto di magnitudo 8.9 della scala Richter che ha scosso il Nord-Est del Giappone, scatenando un violento tsunami sulle coste del Pacifico. Centinaia i morti accertati, migliaia i dispersi. I soccorsi resi ancora più difficoltosi dalla mancanza di elettricità e dalle macerie che hanno seppellito interi paesi. L’attenzione del mondo, in queste ore, più che proiettata verso il sisma, il passato, e i suoi danni, è tutta rivolta agli scenari futuri e potenzialmente disastrosi che potrebbero aprirsi alla centrale di Fukushima.

Centrali nucleari: persino in Sudamerica vogliono chiuderle

Anche se i Paesi latinoamericani basano il loro rifornimento di energia in piccolissima parte sul nucleare (solo Argentina, Brasile e Messico hanno installato impianti che rappresentano solo il 2% della produzione energetica della regione), molti altri avevano piani per nuove centrali. Almeno fino a questa settimana. Questi Paesi, vale a dire Cile, Ecuador e Venezuela, più altri Paesi che avevano già centrali e volevano espanderle, di fronte al disastro giapponese hanno fatto ciò che l’Italia non vuol fare: fermarsi a riflettere.

Di fronte alla crisi nucleare nella centrale di Fukushima in Giappone, il Venezuela ha già fatto un passo indietro nei suoi piani, mentre il Cile, un Paese non solo soggetto a terremoti, ma che ne ha subito uno terrificante poco più di un anno fa, sta decidendo in queste ore se continuare il suo percorso.