Nucleare Italia, il fuori onda atomico della Prestigiacomo

Quelli che il nucleare in Italia sarà 1000 volte più sicuro che in Giappone, quelli che le rinnovabili costano troppo e l’atomo invece è gratis, quelli che il taglio delle emissioni al 30% nel libro dei sogni, quelli che cambiare idea è inimmaginabile ma non se c’è di mezzo la poltrona volante, se in gioco c’è un bel gruzzoletto di voti reagiscono con la pancia e si fanno prendere dall’emotività spicciola della campagna elettorale.

Ma ci credono davvero i nostri politici nell’affarone del nucleare? Un clamoroso fuori onda captato dalla stampa ha svelato ieri il pensiero reale a riguardo della Prestigiacomo, che ricordiamo, perché se non lo ricordiamo non si capisce, è il nostro Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Basta, non possiamo perdere le elezioni per il nucleare. E’ finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Bisogna uscirne ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare nulla, si decide tra un mese.

Centrale nucleare Fukushima, cemento armato sul reattore

Centrale nucleare di Fukushima: dopo i cannoni che sparavano acqua, gli elicotteri che tentavano di avvicinarsi a tutti i costi ai reattori surriscaldati, l’acqua di mare, il tentativo di ripristino dei sistemi di raffreddamento con generatori di elettricità provvisori, l’ultima spiaggia, l’ennesimo disperato tentativo di arginare le fughe radioattive è nel seppellire il reattore nel cemento armato.

E’ trascorsa una settimana dal devastante terremoto di magnitudo 8.9 della scala Richter che ha scosso il Nord-Est del Giappone, scatenando un violento tsunami sulle coste del Pacifico. Centinaia i morti accertati, migliaia i dispersi. I soccorsi resi ancora più difficoltosi dalla mancanza di elettricità e dalle macerie che hanno seppellito interi paesi. L’attenzione del mondo, in queste ore, più che proiettata verso il sisma, il passato, e i suoi danni, è tutta rivolta agli scenari futuri e potenzialmente disastrosi che potrebbero aprirsi alla centrale di Fukushima.

Centrali nucleari: persino in Sudamerica vogliono chiuderle

Anche se i Paesi latinoamericani basano il loro rifornimento di energia in piccolissima parte sul nucleare (solo Argentina, Brasile e Messico hanno installato impianti che rappresentano solo il 2% della produzione energetica della regione), molti altri avevano piani per nuove centrali. Almeno fino a questa settimana. Questi Paesi, vale a dire Cile, Ecuador e Venezuela, più altri Paesi che avevano già centrali e volevano espanderle, di fronte al disastro giapponese hanno fatto ciò che l’Italia non vuol fare: fermarsi a riflettere.

Di fronte alla crisi nucleare nella centrale di Fukushima in Giappone, il Venezuela ha già fatto un passo indietro nei suoi piani, mentre il Cile, un Paese non solo soggetto a terremoti, ma che ne ha subito uno terrificante poco più di un anno fa, sta decidendo in queste ore se continuare il suo percorso.

Nucleare, una centrale del Canada sversa acqua radioattiva nell’Ontario

Sulla scia dell’allarme nucleare in Giappone, anche nello stato del Canada, si è in allerta per la fuoriuscita di oltre 73mila litri di acqua radioattiva nel lago Ontario.

La causa del disastro ambientale “trascurabile” e senza “implicazioni” per la salute umana, a detta del portavoce della società che gestisce la centrale nucleare responsabile; è in un incidente nell’impianto nucleare di Pickering, centrale gestita dalla società Ontario Power.

Centrale Giappone: Wikileaks rivela che l’Aiea avvisava del rischio esplosioni già 3 anni fa

Un funzionario della Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA) avvisò nel dicembre 2008 che le norme di sicurezza presenti nelle centrali giapponesi avrebbero potuto rappresentare un “problema serio” in casi di forti terremoti. A rivelarlo è un cablogramma pubblicato da Wikileaks nei giorni scorsi, in cui si rende evidente che il Governo nipponico era già da tempo a conoscenza di tali rischi.

Il Governo giapponese si è sempre impegnato a potenziare la sicurezza in tutte le sue centrali nucleari, ma ora ci si chiede se abbia davvero fatto abbastanza, o se abbia qualche responsabilità. Anche se ha risposto alle segnalazioni con la costruzione di un centro di emergenza proprio nello stabilimento di Fukushima (quello distrutto dallo tsunami), questo era in grado di resistere ad una magnitudo di 7.0. Il devastante terremoto di venerdì scorso ha registrato una magnitudo di 9.0.

Fotovoltaico: Regione Veneto, Banca Etica a fianco degli imprenditori

In Italia, a seguito della recente approvazione del Decreto Rinnovabili, ci sono stati casi segnalati di banche che hanno letteralmente chiuso i rubinetti del credito con finalità di sostegno agli investimenti nel settore del fotovoltaico. Il rischio reale di “chiusura” del terzo conto energia tra poche settimane, e l’incertezza legata all’entità futura delle incentivazioni, ha infatti portato alcuni Istituti di credito a tirare i remi in barca nell’attesa che si faccia chiarezza.

Non è il caso di Banca Etica che si è apertamente dichiarata, nella Regione Veneto, a fianco degli imprenditori della filiera del fotovoltaico i quali, in particolare, hanno lanciato un messaggio forte e chiaro sul futuro del comparto. Il Veneto, infatti, è una delle Regioni più attive nella filiera del solare, ma con il Decreto Rinnovabili, senza modifiche, si rischia di mettere in ginocchio il settore con tutto quel che ne consegue in termini di ripercussioni economiche sul territorio.

Nucleare Italia, WWF: “Siamo nelle mani di lobby prive di scrupoli”

Sull’accanimento atomico italiano è lecito si insinui l’ombra di un dubbio anche nella coscienza di chi è pronucleare. Perché se in tutto il mondo, dalla Russia alla Germania e passando persino per la Cina, chi ha già delle centrali nucleari sul suo suolo si sta ponendo serie domande sull’energia alternativa del futuro, mettendo in discussione rischi e sicurezza e rimettendo tutto in gioco, non si capisce come mai, un Paese che di nucleare ha ancora ben poco, se i non i mille dubbi di Regioni, Comuni e cittadini, prosegua così imperterrito per la sua strada.

Spavaldo al punto da spingersi a dichiarare di riuscire a costruire centrali mille volte più sicure di quelle giapponesi (parole della Prestigiacomo dei giorni scorsi), dimentico delle storie di scorie che ancora popolano di racconti radioattivi la penisola, per l’esattezza circa 100mila metri cubi.

Orsi sloveni senza permesso di soggiorno, da prendere a fucilate per la Lega Nord

Quelli che quando cantano l’inno d’Italia sono al bar per un espresso (what else?), il nazionalismo lo avvertono a fucili spiegati se a varcare quel confine nazionale che pure non riconoscono è un orso che non ha sangue al 100% tricolore nelle vene. Anche gli orsi, avete capito bene, potrebbero essere accusati di quell’abominevole reato che porta il nome di clandestinità. Bisogna abbattere quelli senza permesso di soggiorno, gli orsi sans papiers.

Lega Nord e Südtiroler volkspartei uniscono in sinapsi le loro fughe cerebrali per partorire quest’idea geniale, dalla società civile che poco comprende quanto sia cruciale lottare contro tutte le forme di immigrazione, di tutte le specie, moscerini inclusi, subito ribattezzata proposta choc.

Centrale Fukushima, fuga di radiazioni letali: è corsa contro il tempo

Occhi del mondo puntati sulla centrale di Fukushima. L’Ente Nucleare USA ha dichiarato che dall’impianto c’è una fuga di radiazioni estremamente forti, potenzialmente letali.
I tecnici giapponesi sono al lavoro incessantemente per cercare di raffreddare i reattori 3 e 4 impiegando ogni risorsa a disposizione, dal cannone che spara acqua agli elicotteri militari.

E’ forte in queste ore la collaborazione tra gli Stati Uniti ed il Giappone: Obama, in una telefonata con il premier nipponico Naoto Kan, ha promesso ogni forma di aiuto possibile da parte degli USA, a partire dall’invio di altri esperti nucleari nel Paese.
Estrema preoccupazione di Cina e Russia sugli sviluppi della crisi atomica giapponese. La Cina ha chiesto al Giappone notizie precise e opportune sull’emergenza nelle centrali nucleari.

Nucleare in Italia, solo nelle Regioni che lo vogliono: siamo salvi?

Dopo le proteste di migliaia di italiani che, specialmente in rete, si sono riversati per dire no alle centrali nucleari; dopo l’altolà di alcuni presidenti di Regione come Vendola che ha detto che in Puglia le centrali le costruiranno solo con i carrarmati, o Lombardo in Sicilia che ha paragonato il nucleare all’immondizia; dopo addirittura che i presidenti di Regione di destra come Zaia (Veneto) e Formigoni (Lombardia) hanno dichiarato che non vogliono il nucleare nel loro territorio; dopo tutto questo, il Governo si è reso conto che in Italia il nucleare lo vogliono solo il Pdl e le imprese coinvolte, e così ha cominciato a compiere dei passi indietro.

Ieri, in Commissione Ambiente e Attività Produttive alla Camera, è stato emesso un nuovo decreto legislativo che dice in sostanza che le centrali nucleari potranno essere costruite solo ed esclusivamente in quelle Regioni in cui sia la dirigenza politica che i cittadini saranno d’accordo. Praticamente nessuna.

Api in calo, la causa è negli acari

Il nemico numero 1 delle api è l’acaro. Nello specifico la varroa, un acaro parassita di colore rossastro. A svelarlo è il rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep).

Questo ragnetto si attacca all’addome delle api e si nutre dei fluidi vitali dell’operoso insetto. Il parassita, in tutte le sue fasi, diffonde nelle arnie pericolosi virus e batteri che se non individuati in tempo, mettono a rischio l’intera colonia, causando la morte di tutte le api. Le più colpite sono proprio le api da miele dei Paesi Occidentali.

Pepsi lancia la sua bottiglia 100% vegetale

Pepsi ha presentato lunedì scorso una nuova bottiglia, la prima del suo genere, secondo la società, ad essere realizzata interamente con materiali vegetali, i quali includono erbaccia, corteccia di pino, e lolla di mais (sottoprodotto derivante dalla lavorazione del mais, dunque non rientra tra i materiali commestibili).

Nel frattempo la grande concorrente, la Coca Cola, ha spinto molto negli ultimi tempi sulla sua PlantBottle, costituita da materie vegetali “appena” al 30%. I suoi dirigenti avevano ammesso che ci sarebbero voluti diversi anni prima che il livello di materiali ecologici per una bottiglia per bibite potesse raggiungere il 100%, ma sono stati smentiti dopo pochi mesi.

Fotovoltaico: Anie/Gifi, nel settore aziende giovani e sane

Nel settore del fotovoltaico, senza considerare l’indotto, ci sono in Italia ben 18 mila addetti circa che hanno un’età sotto i 35 anni, e che lavorano in oltre duemila aziende medie e piccole. A fornire questi dati in data odierna, mercoledì 16 marzo 2011, è stata ANIE/GIFI nel lanciare un messaggio forte chiaro nel dire “sì” al fotovoltaico e nello stesso tempo “no” alle speculazioni in quanto il settore risulta essere rappresentato e composto da imprese che sono sane e giovani. Secondo quanto dichiarato dal Presidente dell’Associazione Energia che aderisce a Confindustria ANIE, Claudio Andrea Gemme, l’Associazione stessa ha preso le distanze dai fenomeni di illegalità, che ci sono stati nel fotovoltaico, ed ha confermato come il business sia orientato sia alla responsabilità, sia al pieno rispetto della Legge.

Al riguardo proprio il Presidente Gemme ha posto l’accento sul fatto come i fenomeni di illegalità possano essere evitati andando a prendere delle misure regolatorie e legislative opportune sia per quel che riguarda la fase di autorizzazione degli impianti fotovoltaici, sia nella fase finale, ovverosia quella che dalla connessione alla rete elettrica nazionale porta poi alla richiesta dell’incentivo in Conto Energia.

Pesci robot per studiare inquinamento marino e pesci ‘veri’

Pesci robot che nuotano in acquario mescolandosi con pesci veri, pesci di specie antichissime e pesci mai visti…non è un film di fantascienza ma quello che hanno visto oggi i visitatori di Romecup, la fiera robotica della Capitale.

Romecup è stata inaugurata questo pomeriggio in piazza del Campidoglio dove è stato allestito un acquario realizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dal Campus Bio Medico di Roma e dall’Acquario di Roma, Mediterraneum.