
Combinando la temperatura terrestre globale e la temperatura della superficie dell’oceano durante il mese scorso, la NOAA (National Ocean and Atmospheric Administration) ha calcolato che quello appena passato è stato il mese di marzo più caldo mai registrato nella storia. Prese separatamente, le temperature dell’oceano medie sono state le più calde di qualsiasi marzo, mentre la superficie terrestre globale è stata la quarta più calda di sempre.
Inoltre, il pianeta ha visto il mese di gennaio come il quarto più caldo della storia. Il mensile National Climatic Data Center ha effettuato un’analisi che si basa sui documenti risalenti al 1880, per calcolare la variazione delle temperature negli anni. Dopo il salto vedremo i risultati.
Se la vostra regione di residenza ha un clima caldo e umido e diversi tipi di uccelli e mammiferi che vi vivono, c’è una probabilità molto alta che la zona conterrà anche numerose specie di agenti patogeni che causano le più svariate patologie.
Etichettati spesso come i primi veri ecologisti, attenti alla difesa degli equilibri della Madre Terra, rispettata e onorata, i Nativi Americani sono ora sotto accusa a causa di una stalagmite (nella foto a destra). Un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Ohio University suggerisce infatti, sulla base del ritrovamento di un reperto, che i primi Nativi Americani hanno lasciato un’impronta di carbonio più grande di quanto si pensasse, fornendo prove che l’uomo è stato colpito dal riscaldamento globale già molto tempo prima dell’era industriale moderna.
Gli scienziati dell’Università di Warwick e del National Oceanography Centre di Southampton hanno aperto la “scatola nera” del fitoplancton eucariotico e hanno scoperto che esso è responsabile della fissazione del 50% del carbonio degli oceani immagazzinato dal fitoplancton.