Conclusa la decade più calda della storia

rilevazione temperature terrestri

Una nuova analisi sulla temperatura della superficie terrestre da parte degli scienziati della NASA ha rilevato che l’anno appena passato è stato il secondo più caldo dal 1880. Nell’emisfero meridionale invece, il 2009 è stato l’anno più caldo mai registrato. Anche se il 2008 è stato l’anno più freddo del decennio a causa di una forte influenza de La Nina che raffreddato l’Oceano Pacifico, il 2009 ha visto il ritorno ad un quasi-record delle temperature globali, secondo la nuova analisi da parte del NASA’s Goddard Institute for Space Studies (GISS) di New York.

L’anno scorso è stato di una piccola frazione di grado più freddo rispetto al 2005, il più caldo mai registrato, mettendo il 2009 in un legame virtuale con un gruppo di altri anni – 1998, 2002, 2003, 2006 e 2007 – i più caldi della storia.

C’è sempre interesse per il numero annuale di temperature e il posizionamento di un determinato anno, ma la classifica manca spesso il punto. C’è sostanziale variabilità di anno in anno nella temperatura globale causata dalle correnti tropicali El Nino-La Nina. Quando la temperatura media nell’arco di cinque o dieci anni riduce al minimo la variabilità, troviamo che il riscaldamento globale continua senza sosta

ha spiegato James Hansen, direttore GISS. Dal gennaio 2000 al dicembre 2009 è stato il decennio più caldo mai registrato. Guardando indietro fino al 1880, quando la moderna strumentazione scientifica si è resa disponibile per monitorare le temperature con precisione, una chiara tendenza al riscaldamento è presente, anche se c’è stato un livellamento tra il 1940 e il 1970.

Politica verde o no? Il primo anno di Obama alla Casa Bianca

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Obama è entrato nello Studio Ovale su un piedistallo di aspettative impossibili, che lui stesso ha contribuito a costruire durante la campagna elettorale. Ora, molti americani si lamentano perché non tutte le promesse sono state mantenute, mentre alcune sì. Mente gli States rimangono divisi sulla riforma sanitaria e le altre politiche interne, cerchiamo di capire cosa il primo presidente nero ha fatto per l’ecologia.

1. Cancellare le leggi sul clima di Bush: Obama ha dato il via al suo mandato sul fronte ambientale con il ribaltamento o la sospensione di una serie di regole dell’amministrazione Bush riguardo alle specie in via di estinzione e la conservazione. Bush aveva approvato una serie di leggi che fecero infuriare gli ambientalisti, e Obama diede un chiaro segnale che avrebbe fatto andare le cose in modo diverso.

2. Stimolo all’industria dell’energia pulita: Il disegno di legge di stimolo industriale è stata la vera grande novità, e ha rappresentato il più grande investimento nelle tecnologie pulite mai fatto da un Governo degli Stati Uniti. Sono inoltre compresi i tagli alle tasse per il miglioramento energetico, l’efficienza e le iniziative volte a stimolare la crescita dei posti di lavoro verdi.

Fotovoltaico: Francia, bolla speculativa e nuove tariffe incentivanti

francia-fotovoltaicoPer effetto dell’abbassamento dei costi di realizzazione degli impianti fotovoltaici, che nel medio termine saranno garantiti dalle economie di scala, ed a seguito dell’aumento dell’efficienza dei pannelli,, grazie al progresso tecnologico, in Francia le tariffe incentivanti a partire dal 2012 dovrebbero progressivamente abbassarsi. Inoltre, a valere sui nuovi progetti di impianti e campi fotovoltaici per gli anni 2010 e 2011, in Francia sono entrate in vigore delle nuove tariffe che, tra l’altro, tengono conto a livello territoriale anche del livello di insolazione, così come a livello amministrativo, fattore non trascurabile per l’espansione del mercato, si è provveduto altresì a semplificare la burocrazia e le formalità.

L’eolico può fornire un quinto dell’elettricità negli Stati Uniti orientali. In Italia anche di più

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L’energia eolica è scarsa ed inaffidabile? Niente affatto. Questa è spesso la tesi che portano i detrattori di tale tecnologia, i quali non sanno effettivamente quale potenziale il vento, e la tecnologia moderna, sono in grado di esprimere. L’energia eolica potrebbe fornire, da sola, il 20% dell’energia elettrica per la metà orientale degli Stati Uniti entro il 2024, ma solo se la nazione facesse un notevole investimento finanziario, secondo il rapporto del nuovo Governo. Si tratta di fornire un quinto dell’energia tramite vento, e considerate le potenzialità della tecnologia fotovoltaica, si potrebbe arrivare in quegli anni a garantire oltre la metà del fabbisogno energetico tramite le rinnovabili.

Circa 90 miliardi di dollari saranno necessari per l’installazione di una rete di terra e di mare basata sulle turbine eoliche, e circa 22.000 chilometri di nuove linee elettriche, secondo lo studio pubblicato dal U.S. Energy Department’s National Renewable Energy Laboratory, il Dipartimento per l’Energia Rinnovabile degli Stati Uniti.

Lo scioglimento dei ghiacci sta accelerando

scioglimento ghiacciai

Ieri parlavamo dello scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya, ma ovviamente non è solo questa catena che rischia di sparire. Dalle Alpi alle Ande, i ghiacciai del mondo si stanno ritirando ad un ritmo accelerato, nonostante le polemiche di questi giorni tra gli esperti delle Nazioni Unite che dibattono sulla velocità con cui ciò sta accadento.

Lonnie Thompson, uno glaciologo della Ohio State University, ha detto che ci sono prove evidenti di una significativa fusione dei ghiacciai dalla zona intorno al Kilimanjaro in Africa fino alle Alpi, dalle Ande ai ghiacci dell’Antartide a causa di un clima sempre più caldo. Il ghiaccio sta scomparendo ad un ritmo più veloce negli ultimi decenni. Spiega infatti Thompson che

Non è un ghiacciaio singolo. E’ molto chiaro che questi ghiacciai si stanno comportando in modo simile.

Fotovoltaico: Raggi e Vantaggi, progetto Enìa per le imprese reggiane

fotovoltaico-eniaSul territorio del Comune di Reggio Emilia, grazie ad un accordo tra l’Amministrazione e la società Enìa, le imprese possono far diventare “verde” e sostenibile la propria attività con “Raggi e Vantaggi”, un progetto per il fotovoltaico in grado di offrire nuove opportunità per il tessuto economico sfruttando l’energia offerta dal sole. Innanzitutto, con “Raggi e Vantaggi” l’impresa reggiana può avvalersi gratuitamente sia del sopralluogo, sia di uno studio di prefattibilità che permette all’azienda di acquisire, grazie all’intervento di un esperto di Enìa sul posto, una simulazione di tipo economico-finanziaria tenendo conto dei vantaggi offerti dal “Conto Energia“. Dopodiché, l’offerta di Enìa per le imprese reggiane è non solo “All Inclusive”, ma anche realizzata da esperti ed installatori locali visto che tra i partner della società, tra l’altro, ci sono la Confapi PMI di Reggio Emilia, ed il Gruppo Installatori e Impiantisti di Industriali Reggio Emilia oltre a CSA e Koinos.

Le 11 città migliori per i ciclisti

biciclette Amsterdam

La Virgin Vacations ha stilato la classifica delle 11 città più “comode” per i ciclisti. Questa classificazione si è basata su una metodologia elaborata dalla Lega dei ciclisti americani (LAB), nota come The Bicycle Friendly Communities Campaign, che si avvale di cinque criteri: ingegneria, incoraggiamento all’uso della bicicletta, istruzione, possibilità di usare la bicicletta e la pianificazione stradale.

Non stupisce affatto che nessuna città italiana compare tra le prime 11. Tre delle prime cinque città si trovano negli Stati Uniti (in tutto sono 4, mentre 7 sono europee), e questo ha sorpreso un po’ anche gli americani stessi, i quali ritengono che le loro città non siano molto eco-friendly. Ma in realtà sono le uniche tre città americane ad aver ottenuto lo status Platinum della Lega. Dopo il salto la lista.

Diamo un valore alla natura

natura

L’intuizione che la natura fornisce servizi per l’umanità non è una novità. Nel 360 a.C. Platone rimarcò il ruolo utile che le foreste svolgono nella conservazione del suolo fertile e, in loro assenza, ha osservato, il terreno si sarebbe trasformato in deserto. L’idea che il valore fornito da tali “servizi ecosistemici” può essere rappresentato dagli ecologisti in un modo che gli economisti possano farci i conti, però, è piuttosto recente.

Un certo numero di pensatori che ne hanno fatto un tema caldo nel decennio passato, si sono riuniti in un meeting sulla biodiversità e i servizi ecosistemici della Royal Society, a Londra, il 13 e 14 gennaio. Hanno guardato i progressi e le prospettive dei loro tentativi di sostenere la conservazione della natura attraverso una migliore acquisizione del valore delle cose (come l’impollinazione, la qualità dell’aria e lo stoccaggio del carbonio) che apparentemente sono gratuite.

Le valutazioni ambientali mirano a risolvere un problema che preoccupa sia gli economisti ed ecologisti: la cattiva allocazione delle risorse. Prendete le paludi di mangrovie. Negli ultimi due decenni circa un terzo delle paludi di mangrovie del mondo, sono state convertite per uso umano, con molte trasformate in allevamenti di preziosi gamberetti. Nel 2007 da uno studio economico di tali allevamenti di gamberetti in Thailandia è emerso che i profitti commerciali per ettaro sono stati 9.632 dollari. Se questo fosse l’unico fattore, di conversione sembra un’ottima idea.

Un nuovo modello di previsioni meteo potrebbe ridurre i costi dell’energia idroelettrica

energia idroelettrica

Brasile, Canada, Cina, Stati Uniti, Russia, Norvegia, Giappone e Svezia sono tra i maggiori produttori di energia idroelettrica del mondo. Un problema per le imprese di energia idroelettrica è che le grandi variazioni nella portata dei fiumi e la mancanza di previsioni a lungo termine rendono difficile determinare quanta acqua nella loro dighe deve essere accumulata e liberata.

Ma prescindendo dalle informazioni dei modelli climatici globali e dalla combinazione con i dati delle misurazioni locali, i ricercatori della Lund University School of Engineering (LTH) hanno sviluppato un metodo che produce previsioni due volte più affidabili dei metodi tradizionali, comportando così un abbattimento dei costi.

In Scandinavia, inverni secchi e freddi comportano le esigenze del riscaldamento in generale, insieme al rischio che i livelli dei serbatoi idroelettrici siano bassi in primavera a causa dell’alto consumo di energia elettrica. Se la neve si scioglie, non è sufficiente a riempire le dighe, e questo può portare ad un drastico aumento dei prezzi per l’energia nel corso dell’anno. Le società devono potere avere previsioni a lungo termine soprattutto durante l’inverno, anche se c’è bisogno di indicazioni sulle risorse idriche tutto l’anno.

Scioglimento ghiacci Himalaya: stima al 2035 sbagliata, ma i pericoli ora sono altri

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Una settimana dopo da quando sono emerse alcune osservazioni speculative da parte di un giornalista in merito alla fusione di tutti i ghiacciai dell’Himalaya entro il 2035 (spiegato nella relazione del 2007 IPCC), l’organizzazione del mondo rispetto al cambiamento climatico ha cominciato ad essere più attentamente esaminata, ed ha richiesto un riesame del dato contestato.

Ma facciamo un passo indietro. Il rapporto IPCC ha spiegato che:

I ghiacciai dell’Himalaya si stanno ritirando più velocemente che in qualsiasi altra parte del mondo e, se il tasso di riscaldamento attuale dovesse continuare, la loro probabilità di sparire entro l’anno 2035, e forse prima, è molto elevata.

La dichiarazione originale che ha dato vita a questa ipotesi è stata fatta dal glaciologo indiano Syed Hasnain a Fred Pearce per un articolo apparso su New Scientist. Pearce stesso ha poi fatto marcia indietro sulla notizia, affermando che proprio Hasnain ha poi rivisto quelle indicazioni.

Fotovoltaico: Hera, posa primo pannello Interporto Bologna

interporto-bolognaCon un’estensione pari all’incirca a 17 mila metri quadrati, corrispondenti alla superficie di oltre due campi di calcio, Hera ha effettuato la posa del primo pannello fotovoltaico presso l’Interporto di Bologna. Nella giornata di oggi, martedì 19 gennaio 2010, si è dato così avvio ai lavori che, entro l’estate prossima, porteranno poi al collaudo definitivo di due impianti che garantiranno una produzione di energia elettrica pari al fabbisogno di ben mille abitazioni; la potenza, infatti, sarà pari complessivamente a 2 MW a fronte di una produzione annuale di energia elettrica di 2.400 MWh circa. Molto interessante è tra l’altro la tecnica di progettazione dei due impianti: il primo, infatti, avrà pannelli realizzati nella maniera tradizionale, ovverosia in silicio policristallino, l’altro invece sarà realizzato con pannelli che adottano la nuova pellicola al telloruro di cadmio. In questo modo, visto che i due impianti avranno all’incirca la stessa potenza, sarà molto interessante confrontare a regime le performances.

Anche la Apple entra nel mercato della “smart-grid”

apple risparmio domestico

Può la Apple migliorare l’efficienza energetica di tutti i suoi prodotti come ha fatto per gli smartphone? Pare proprio di sì. Il sito Patently Apple ha scoperto un brevetto depositato dalla società di Steve Jobs, il quale suggerisce che è in previsione una nuova gestione energetica dei suoi prodotti. Lo “Smart Home Energy Management System” (Sistema di gestione intelligente dell’energia domestica), comprende una serie di settori, tra cui quello che piace tanto ai fan della Apple: i gadget.

[Il dispositivo potrebbe collegarsi ad] ogni presa di corrente nella vostra casa o in ufficio in un condotto per l’audio, video e dati. Le tecnologie wireless potrebbero essere inclini al “dead-spot” e poi spegnersi, ma con gli adattatori HomePlug certificati è sufficiente collegarla per pochi minuti e disporre di una connessione Internet ad alta velocità proveniente da ogni presa della casa. Si potrebbe fare la stessa cosa per l’HDTV e iTunes.

Gli impianti offshore possono favorire la rinascita della barriera corallina

impianto eolico offshore

La barriera corallina sta sparendo? Nessun problema: la soluzione la trova ancora una volta il mondo dell’ecologia. Gli impianti per l’energia eolica offshore e quelli per creare energia dalle onde possono aumentare l’abbondanza locale di pesci, granchi, e della barriera corallina, la quale a sua volta favorisce il proliferare di mitili e balani. Ma c’è di più: è possibile aumentare o diminuire l’abbondanza delle varie specie alterando la loro progettazione strutturale.

Questo è stato dimostrato da Dan Wilhelmsson del Dipartimento di Zoologia, Università di Stoccolma, in una tesi di recente pubblicazione.

Le superfici dure sono spesso difficili da gestire nel mare, e le strutture possono funzionare come barriere artificiali. Le rocce sono spesso disposte intorno alle strutture per prevenire la loro erosione, e questo rafforza la funzione di barriera.

Una maggiore espansione dei parchi eolici offshore è in corso lungo le coste europee, e l’interesse sta crescendo in paesi come gli Stati Uniti, Cina, Giappone e India. Inoltre, anche le tecnologie che riguardano l’energia delle onde si stanno sviluppando molto rapidamente. Molte migliaia di impianti eolici di grandi dimensioni oggi coprono diversi chilometri quadrati di oceani e mari. Se la vita marina si ribelli a questo non è chiaro, ma diversi progetti di ricerca stanno indagando sull’impatto del rumore, le ombre, i campi elettromagnetici, e i cambiamenti nell’idrologia.

Eco-arte: dal riciclaggio nascono dei quadri (gallery)

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Con i temi dell’ambientalismo e dei cambiamenti climatici che diventano sempre più popolari nel mondo dell’arte, un artista in particolare sta applicando la filosofia eco-friendly alla pratica dei ritratti fatti interamente di oggetti indesiderati. Il riciclaggio e il riutilizzo di oggetti normalmente destinati alla discarica è sempre stato un processo creativo, ma nelle mani di un artista esperto, la pratica può dare luogo a capolavori superiori alle opere artigianali con mezzi più tradizionali. Tale opera d’arte ha il potere di estendere l’immaginazione e, trasformando l’immondizia in un più modesto oggetto può essere maggiormente nobilitato sulla tavolozza di un pittore.

Ispirata dai parrucchieri ecuadoriani, che sono noti per l’uso di gioielli rotti e altri oggetti che luccicano nelle loro acconciature, l’artista inglese Jane Perkins ha iniziato a creare spille da pezzi di oggetti che non utilizzava. Dal 2008, la sua tecnica si è ampliata al riciclaggio, e dalle spille si è passati ai ritratti utilizzando i bottoni, giocattoli, forchette di plastica, o praticamente qualsiasi altra cosa su cui riusciva a mettere le mani su, spiega alla BBC. Il suo lavoro è stato esposto in una mostra nel Regno Unito al Devon Open Studios.