Di sicuro non ce ne siamo accorti, ma la forma della testa e le dimensioni corporee dei roditori sono cambiate rispetto al secolo scorso. Un’équipe di ricercatori della University of Illinois di Chicago ha studiato il legame tra questi mutamenti morfologici dei topi, la densità della popolazione umana e gli stravolgimenti ambientali provocati dal riscaldamento globale. E sono giunti alla conclusione che alcune specie animali si adattano alla modifica del loro habitat e all’innalzamento della temperatura meglio e prima di altre. Tra queste appunto ci sarebbero proprio i topi.
La ricerca, coordinata da Oliver Pergams, professore di scienze biologiche alla University Illinois di Chicago (UIC), è stata pubblicata sulla rivista di divulgazione scientifica PLoS One.
Pergams e i suoi collaboratori hanno scoperto che le dimensioni e la forma dei mammiferi verificatesi in meno di un secolo e osservabili in tutto il mondo sono sostanziali e sono strettamente correlate all’adattamento ai cambiamenti climatici innescati dall’uomo, dalle emissioni e dall’inquinamento.