Un mondo di cambiamenti climatici e di…topi!

cambiamenti-climatici-adattamento-specie-topiDi sicuro non ce ne siamo accorti, ma la forma della testa e le dimensioni corporee dei roditori sono cambiate rispetto al secolo scorso. Un’équipe di ricercatori della University of Illinois di Chicago ha studiato il legame tra questi mutamenti morfologici dei topi, la densità della popolazione umana e gli stravolgimenti ambientali provocati dal riscaldamento globale. E sono giunti alla conclusione che alcune specie animali si adattano alla modifica del loro habitat e all’innalzamento della temperatura meglio e prima di altre. Tra queste appunto ci sarebbero proprio i topi.

La ricerca, coordinata da Oliver Pergams, professore di scienze biologiche alla University Illinois di Chicago (UIC), è stata pubblicata sulla rivista di divulgazione scientifica PLoS One.
Pergams e i suoi collaboratori hanno scoperto che le dimensioni e la forma dei mammiferi verificatesi in meno di un secolo e osservabili in tutto il mondo sono sostanziali e sono strettamente correlate all’adattamento ai cambiamenti climatici innescati dall’uomo, dalle emissioni e dall’inquinamento.

Bici elettriche, è boom in Cina

bici-elettriche-cinaMigliaia di cinesi hanno optato per la bici elettrica come mezzo di trasporto, facendo registrare un vero e proprio boom di vendite nel settore.
Da sempre il vasto Paese asiatico ha detenuto il primato di regno delle due ruote (una bici ogni tre abitanti), ma negli ultimi anni la tendenza si è spostata verso le bici elettriche e gli scooters, mezzi più pratici, veloci, ideali per andare a lavoro evitando gli ingorghi e soprattutto gli affollatissimi trasporti pubblici cinesi.

I lavoratori stanchi di essere stipati come sardine sui mezzi pubblici o di pedalare anche su lunghe distanze per raggiungere il posto di lavoro, e di arrivare sudati, hanno convenuto che la migliore soluzione è proprio la bicicletta elettrica, la cui spesa è sostenibile anche da chi non può permettersi di comprare un’automobile e di coprire i costi esosi del carburante per mantenerla.
Quando piove i ciclisti cinesi si coprono con una mantella plastificata e riescono comunque a raggiungere il posto di lavoro asciutti.

Ideato nuovo metodo per la desalinizzazione delle acque marine

desalinizzazione-acque-marineLa mancanza di acqua potabile è uno dei deterrenti primari dello sviluppo di numerose aree povere della Terra. Porre fine a questa grave lacuna potrebbe significare un rapido miglioramento nella qualità della vita di molte popolazioni del Sud del mondo, rendere possibile e redditizia l’agricoltura e dare una speranza di un futuro migliore a milioni di persone.

I metodi per la desalinizzazione delle acque marine approntati fino ad ora sono costosi e richiedono un know how che molto spesso è difficile esportare nei Paesi meno sviluppati. Ecco perchè gli sforzi degli esperti del settore si stanno concentrando sullo sviluppo di nuove tecnologie meno esose e più efficienti.
Un sistema pilota mobile potrebbe presto fungere da test preliminare di fattibilità per una dissalazione più facile e meno costosa per i paesi in via di sviluppo.
Il sistema – noto come ‘M3’ – può verificare se l’acqua pura può essere estratta da qualsiasi sorgente idrica. A metterlo a punto un team di studiosi della University of California, Los Angeles (UCLA).

Tartarughe marine, il commercio Usa-Cina mette a rischio più di una specie

estinzione-tartarughe-marineOgni anno milioni di tartarughe marine statunitensi che vengono allevate o catturate allo stato selvatico finiscono sulla tavole dei cinesi, dove l’antica prelibatezza riservata alle èlites è divenuta purtroppo facilmente abbordabile anche dalle masse.
La crescita delle esportazioni di tartarughe dagli Stati Uniti al mercato cinese è in picchiata.

I cinesi non usano le tartarughe marine solo come piatto prelibato, ma utilizzano anche parti dell’animale nella medicina tradizionale cinese, come potenziamento del sistema immunitario e miglioramento delle prestazioni sessuali.
Gli ambientalisti temono che questa forte domanda provocherà l’estinzione di alcune delle specie di tartarughe d’acqua dolce diffuse negli Stati Uniti.
Ecco perché lo Stato della Florida ha appena approvato una nuova legge che pone fine all’allevamento a fini commerciali delle tartarughe.

L’impatto dell’uomo sugli oceani

impatto-delluomo-sugli-oceaniLe attività umane danneggiano gli oceani in diversi modi, incidendo profondamente sugli equilibri degli ecosistemi, della flora e della fauna marina.
Secondo lo studio del professor Mike Kingsford dell’ARC Centre of Excellence for Coral Reef Studies che lavora alla James Cook University e del suo collega, Dr Andrew Brierley della St Andrews University, in Scozia:

Le emissioni di carbonio di cui è responsabile l’uomo stanno alterando i processi biologici marini sia quelli su piccola scala sia i meccanismi più vasti e complessi, con il risultato di minacciare la sicurezza alimentare e provocare profondi mutamenti e danni irreversibili.

Camion elettrici, alcune delle aziende più grandi al mondo puntano sulle emissioni zero

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Martedì scorso negli Stati Uniti sei grandi società hanno accettato di utilizzare i nuovi veicoli Smith Newton, i più grandi camion elettrici del mondo. Questi tir hanno una velocità massima di 50 mph (80,5 km/h), fanno almeno 100 miglia (160 km) con un pieno, e possono trasportare un carico utile fino a 16.280 libbre (circa 7 tonnellate). E’ anche il primo veicolo ad ottenere la certificazione “zero emissioni” da parte del California Air Resources Board.

Robin Mackie, della Smith CTO, ha descritto la finalità della Newton come “logistica urbana ad alta densità”, utile per fare servizio pubblico o consegne all’interno di grandi città (dove la velocità di 50 mph è anche eccessiva). Le società che hanno aderito all’iniziativa sono la Pacific Gas and Electric (PG & E), Coca-Cola, Staples, Frito-Lay, AT & T, e Kansas City Power & Light (KCP & L).

Eco-festival: la musica inaugura il filone ecologico

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Dopo il cinema, anche la musica vuol dare la sua mano all’ambiente, e lo fa con il suo mezzo migliore l’aggregazione tramite concerti. Da oggi fino al 21 agosto in Salento, e dal 2 al 5 settembre all’Idroscalo di Milano ci saranno una serie di eventi che inaugureranno la nuova stagione degli eco-entertainment, cioè degli spettacoli ecologici.

In attesa che anche i grandi cantanti aderiscano all’iniziativa (nell’ultimo tour Ligabue ci ha provato, alimentando parte del suo palco con delle turbine eoliche), alcuni cantanti di un certo livello si esibiranno su palchi di mezza Puglia in un contesto tutto ecologico. Non poteva di certo mancare l’approvigionamento dell’energia elettrica tramite pannelli fotovoltaici. Il sistema di audio e video sarà a basso consumo, probabilmente con luci LED o comunque lampadine a basso consumo, in maniera tale che la sola energia solare accumulata potrà essere sufficiente per dare luce all’evento.

310 mila euro di multa: la Red Bull non ha più le ali quando si tratta di ambiente

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L’Agenzia per l’ambiente del Regno Unito ha appena condannato la Red Bull a pagare una multa record all’inizio di questa settimana. La società è stata accusato di aver un po’ “scordato” (per un periodo di circa 8 anni) alcune norme ambientali, che la costringeranno ora al pagamento di tasca propria per le correzioni da apportare.

La società, con sede a Londra, avrebbe dovuto riferire all’Agenzia ambientale una relazione sugli imballaggi utilizzati per i propri prodotti, e sui rifiuti connessi, compreso un sistema adottato per riciclarli. Questa è parte di un regolamento più ampio che obbliga le grandi imprese che producono grandi quantità di confezioni a sottoscrivere alcuni piani di riciclaggio, tra cui l’assistenza al recupero e al riciclaggio dei rifiuti da imballaggio. Tuttavia, dal 1999 al 2006, la Red Bull non lo ha fatto.

Il 73% della popolazione mondiale ritiene che il riscaldamento globale sia la priorità della politica del futuro

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La maggior parte della gente di tutto il mondo vuole che i propri Governi mettano al primo posto dell’agenda politica il problema del cambiamento climatico, secondo un nuovo sondaggio di livello mondiale che ha coinvolto 18.578 persone in 19 Paesi. Purtroppo per Barack Obama, che ha messo la riforma dell’energia tra le priorità della Casa Bianca, gli americani non sono tra questi.

Solo il 44% degli americani pensa che il cambiamento climatico debba essere una delle principali preoccupazioni per l’amministrazione Obama. Gli unici altri due Paesi a cui non interessa che i propri Governi si impegnino nella lotta contro i cambiamenti climatici sono l’Iraq e i territori palestinesi. In altri 15 paesi se vi è stato un forte sostegno ad affrontare il cambiamento climatico.

5 falsi miti ecologici sull’alimentazione e non solo

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Con la presa di coscienza sui prodotti di bellezza naturali e sui cibi biologici sono esplose tante dicerie con tanta forza che, anche sugli scaffali dei supermercati (e purtroppo anche in qualche pubblicità), alcuni miti ecologici si sono moltiplicati.

Sebbene non vi siano prove per aiutarci a capire quali prodotti siano veramente eco-friendly, cerchiamo di dare un senso alle acque torbide della verità (e della menzogna) nella pubblicità. Così abbiamo raccolto i cinque più comuni pensieri sui prodotti ecologici, e cerchiamo di capire insieme quanto c’è di vero.

1. Se è “naturale”, deve essere ecologico. “Naturale” e “completamente naturale” può portare a supporre che un prodotto sia puro come la neve, ma siccome non esiste ancora un preciso regolamento sui termini di etichettatura, i commercianti sono liberi di marchiare il proprio prodotto senza timore di essere smentiti. Inoltre, i loro “cugini” come “ispirato dalla natura” e “di derivazione naturale” sono anche vaghi, fuorvianti, e in sostanza, privi di significato. Non vi fidate dunque nè delle scritte, nè tantomeno dei nomi delle aziende stesse che si fregiano del suffisso bio, natural, ecc., donandovi un falso senso di sicurezza.

Scioglimento del permafrost, l’ultima bomba per il riscaldamento climatico rischia di scoppiare

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Il terreno del Nord Slope dell’Alaska non è calpestabile, e così Andrew Jacobson ha ancora difficoltà ad effettuare escursioni lungo la tundra spugnosa, che è piena di rocce e maschera le moltitudini di zanzare. Jacobson, un professore di scienze della terra e planetarie della Northwestern University, ha estratto campioni del suolo e delle acque in cerca di indizi di uno dei più grandi rischi per il riscaldamento globale: lo scioglimento del permafrost.

Il permafrost, o terreno congelato, copre circa il 20-25% della superficie terrestre nell’emisfero settentrionale, ed è stimato che contenga fino a 1600 gigatonnellate di carbonio, principalmente sotto forma di materia organica (un gigatone è equivalente ad un miliardo di tonnellate). In confronto, l’atmosfera contiene oggi circa 825 gigatonnellate di biossido di carbonio, circa la metà.

New York: nuovo progetto sfrutta l’energia del fiume e crea nuovi spazi verdi

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Un professore di architettura di New York ed un suo studente hanno progettato una rete di bacini galleggianti modulari per sfruttare l’energia pulita per la Grande Mela. Secondo Richard Garber, un professore di architettura presso il College di Architettura e Design NJIT, ed il suo allievo Brian Novello, l’azione della marea nella città di New York sarebbe abbastanza forte da far funzionare il sistema.

La stazione di approdo collega i moli convenzionali di New York City. Eventualmente, i moli sarebbero ulteriormente estesi nel fiume per ottimizzare la generazione di energia pulita, mentre sarebbe disponibile sempre più spazio verde pubblico e aree acquatiche per la fauna selvatica. Il sistema energetico incoraggia una maggiore visibilità del legame tra l’acqua e l’interno della città.

Toronto inaugura il tetto verde della stazione della metropolitana

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La stazione della metropolitana Eglinton West di Toronto è stata progettata dal grande Arthur Erickson, e dunque si supponeva dovesse essere spettacolare. Il risultato è stato meglio del previsto, perché verde, non solo inteso in senso ecologico. Il tetto è quasi completamente privo di colonne, perché serve come una sorta di spettacolare mensola collettiva che passa sopra la superstrada e taglia in due la città.

I dettagli più spettacolari sono spiegati da Terry McGlade, la quale ha piantato un giardino su tutti 9.000 piedi quadrati (836 metri quadrati) di tetto. Questo non è esattamente lo stesso progetto di Renzo Piano per il California Academy of Science, ma in quanto ad ambientalismo ci va vicino. Lo spazio verde è visibile agli utenti in transito (anche se attraverso il vetro) e a quei conducenti parcheggiati sulla superstrada