Scienzati svizzeri confutano le tesi degli scettici sul riscaldamento globale

Lo scetticismo, nemmeno tanto dilagante, attorno al riscaldamento globale avrà vita breve, almeno dal punto di vista scientifico. Le tesi esposte tra gli altri anche da Franco Battaglia, su Il Giornale, sull’aumento delle temperature come fenomeno naturale iniziato nel 1700, all’epoca della rivoluzione industriale, sono state di recente confutate dagli scienziati del Centro di ricerca GKSS di Geesthacht insieme ad un team di ricercatori dell’Università di Berna, in Svizzera.

Come risposta al rapporto La Natura, non l’Uomo, governa il clima rilasciato dall’organismo internazionale N-Ipcc, gli studiosi hanno esaminato per la prima volta la frequenza di anni più caldi rispetto alla media tra il 1880 e il 2006.
Risultato: l’aumento delle temperature successivo al 1990 non è affatto casuale nè tantomeno l’uomo ne esce completamente innocente.

Il pellicano californiano di nuovo a rischio estinzione

Stavolta non c’entrano nulla gli agenti inquinanti (petrolio, CO2, ecc.), o almeno quelli classici. La causa che sta portando alla morte migliaia di esemplari di pellicano bruno californiano potrebbe essere circoscritta nell’area dello Stato americano. Questo non significa che il problema non tocchi il resto del mondo, ma anzi, essendo concentrata in un punto, c’è il rischio che sia ancora più intensa.

Stiamo parlando del PBDE, polibrominato difenile, un ritardante di fiamma utilizzato per spegnere i roghi susseguitisi nei mesi scorsi in California, e di cui adesso ne stiamo pagando le conseguenze. Si sapeva già che l’agente chimico era un potenziale pericolo per i volatili della zona, ma siccome non si riuscivano a trovare altre soluzioni alle decine di roghi che hanno devastato le case californiane, si è deciso di correre il rischio. Il risultato adesso è che le strade californiane sono piene di centinaia o anche migliaia di esemplari di pellicano bruno senza vita. E non solo le zone costiere.

Crisi alimentare e cambiamenti climatici: una relazione pericolosa

La metà della popolazione mondiale potrebbe trovarsi a fronteggiare una grave crisi alimentare dovuta ai cambiamenti climatici entro il 2100. E’ quanto predetto da una recente ricerca effettuata da un team di ricercatori dell’Università di Washington, coordinato dal professor David Battisti, esperto in scienze atmosferiche.

A quanto pare, il rapido innalzamento delle temperature rischia di alterare gravemente i raccolti nelle zone tropicali e subtropicali, entro la fine di questo secolo e, senza possibilità di reazione alcuna in quanto processi irreversibili se non in milioni di anni, lascerà la metà della popolazione mondiale a dover far fronte a gravi carenze di cibo.

Gallery: le 23 auto verdi del futuro

Se pensiamo ad un futuro ecologico non possiamo non pensare al sistema di trasporto, che sarà molto diverso dall’attuale. Non possiamo infatti pensare ai tanti sforzi fatti tra riciclo, energie rinnovabili ed azioni eco-sostenibili, se poi per spostarci usiamo le auto a benzina super-inquinanti. Molto di più se pensiamo che le auto occupano una grossa fetta della nostra vita, e quindi la loro incidenza pesa non poco.

Aree pedonali, biciclette o trasporto pubblico sono solo delle alternative per evitare l’inquinamento, ma con queste iniziative non sarà facile convincere la maggior parte degli automobilisti a lasciare il proprio bolide in garage. Per questo abbiamo bisogno di una rivoluzione automobilistica. Dopo il salto vi forniremo le prime immagini di alcune delle auto elettriche del futuro che potrebbero migliorare l’aria che respiriamo senza intaccare la comodità di spostarsi a bordo di un macchinone.

Moto W233 Renew: arriva l’eco-cellulare realizzato con plastica riciclata

La nuova frontiera della tecnologia è l’eco-sostenibilità. Cresce, infatti, l’attenzione dei grandi dell’hi-tech verso l’ambiente e verso prodotti sempre più ecologici. La Motorola, leader della telefonia mondiale ha, infatti, presentato in occasione della CES 2009, la Fiera dell’elettronica di Las Vegas un nuovo cellulare eco-compatibile. Si chiama Moto W233 Renew ed è un telefonino realizzato completamente con plastica riciclata delle bottiglie d’acqua e, quindi, a sua volta totalmente riciclabile. Il nuovo Moto W233 ha dimensioni pari a 111 x 45 x 14,7 mm e un peso di circa 83 grammi. Il display è ampio 1,6″ e possiede una risoluzione di 128 x 128 pixel per 65.000 colori. La batteria, inoltre, consente 9 ore di autonomia in conversazione.

Energia eolica sempre più efficiente, nuove tecniche contro la variazione del vento

Un modo per rendere più agevole e più efficiente l’energia eolica prevede lo sfruttamento dell’inerzia di un rotore della turbina eolica. Espediente che potrebbe contribuire a risolvere il problema della variazione di velocità del vento, in base ad una recente ricerca pubblicata sul Journal of International Power Electronics.

L’energia eolica viene da sempre indicata come un’inesauribile fonte di energia pulita disponibile in tutto il mondo, ma il vento è intermittente e quindi la potenza dei parchi eolici può essere variabile. Le misure proposte per regolare queste fluttuazioni di potenza di solito comportano l’installazione di unità di pile o condensatori, capaci di immagazzinare l’energia elettrica prodotta nei giorni più ventosi per disporne quando il vento è scarso o ancora nei momenti in cui la velocità del vento è troppo alta per garantire la stabilità del sistema.

Riscaldamento globale, bluff o realtà?

Riscaldamento globale. Franco Battaglia, (no, non quel Franco Battaglia, fondatore della prima agenzia italiana di make-up artist e hair stylist), autodefinitosi fisico controcorrente, è uno dei quattro italiani tra i 650 scienziati firmatari dell’appello contro quella che definiscono la bugia del cambiamento climatico indotto dall’uomo. Ed è anche uno che ce l’ha pesantemente con l’ambientalismo.

Scrive oggi su Il Giornale, spiegando il suo punto di vista su quello che chiama un colossale bluff, almeno per quanto riguarda il ruolo dell’uomo: il riscaldamento globale. In un giorno che, ultimo di una lunga serie, vede l’Italia sotto la morsa del gelo, della neve, dell’ingestibilità del maltempo.

Riscaldamento globale, cambiamento climatico: parole al centro di analisi, politiche, preoccupazioni, smentite. Scrive  Battaglia:

I freddi globali – e sottolineo globali – di questi giorni non sconfessano la balla più di quanto l’afa di luglio non confessi che esso balla non è. E anche perché il pianeta sta effettivamente attraversando una fase di riscaldamento globale: ciò che balla è – colossale, gigantesca balla – è che l’uomo abbia un qualche ruolo sul riscaldamento e, men che meno, sul clima

Nasa: il mistero delle paperelle scomparse

Da qualche mese, sui muri delle città vicino l’Artico, compaiono dei cartelli in stile film western, con la scritta “Wanted” e con la foto di una paperella di plastica. Ricompensa: 100 dollari. Non si tratta di uno scherzo di qualche burlone, ma di un esperimento scientifico altamente sofisticato della Nasa.

L’Agenzia Spaziale Americana sta portando avanti da settembre un esperimento per cercare di capire un pò di più su come funziona il riscaldamento globale. E per farlo ha scelto di comprendere il processo di scioglimento dei ghiacciai partendo proprio da una delle zone più critiche: la Groenlandia. Lì Alberto Behar, ingegnere Nasa, ha lanciato circa 4 mesi fa sul ghiacciaio Jakobshavn 90 paperelle di plastica più una sonda delle dimensioni di un pallone da rugby per rilevare la posizione tramite un trasmettitore gps, ma anche la temperatura del ghiacciaio, le accelerazioni e tanti altri dati fondamentali. Il problema è che adesso tutti questi oggetti sono spariti.

Noci di cocco nel bagagliaio, fibre naturali rivestiranno gli interni delle nostre auto

Riciclare il rivestimento esterno delle noci di cocco ricavandone fibre per rivestire gli interni delle auto. Questo l’ambizioso progetto portato avanti da un team di ricercatori della Baylor University. Solitamente i rivestimenti degli interni delle auto, come quelli delle porte ad esempio, sono realizzati impiegando fibre sintetiche di poliesteri. Utilizzare fibre naturali suonerebbe un po’ come una vera e propria rivoluzione ecologica nel mondo dell’industria automobilistica, dal momento che il risparmio sarebbe notevole e si reimpiegherebbe una grossa mole di rifiuti.

Questa eventualità presenta aspetti senza dubbio positivi, in primo luogo il fatto che le noci di cocco sono abbondanti nei Paesi vicino all’Equatore, secondo dato non trascurabile è che solitamente le scorze vengono bruciate o gettate via, dal momento che sono completamente inutili. In realtà se finissero tutte nei centri di compostaggio sarebbero sicuramente riutilizzate come fertilizzanti, il problema è che spesso vanno a riempire le discariche o ad alimentare gli inceneritori.

Anche i videogiochi possono diventare ecologici

Da anni ormai in tutto il mondo si portano avanti delle crociate contro gli sprechi. Uno di essi, molto spesso portato ad esempio, è quello della lucina del televisiore, che rimane accesa per ore e ore senza che nessuno la stia effettivamente usando. Questo è uno dei principali motivi di spreco nella società odierna, ma ce ne sono tanti altri in campo tecnologico.

Uno è rappresentato da uno dei pochi settori che non conoscono crisi: i videogames. Secondo recenti statistiche, il campo dell’informatica, ed in special modo quello dei videogiochi è, insieme a quello degli alimentari, l’unico mercato che è andato crescendo in un periodo difficile per tutti gli altri. Ma se ciò è vero, significa che è aumentato anche lo spreco di corrente elettrica dovuto all’utilizzo di questi oggetti elettronici. Oggi ecologiae vi dà qualche consiglio per rendere sostenibile anche il vostro divertimento.

Carbon tax, cap and trade e cap and trade ibrido, risollevare l’economia tagliando le emissioni

I principali “no” al taglio netto delle emissioni, sostenuti con grande convinzione tra gli altri dal nostro Paese, avevano come principale pretesto la grave crisi economica che sta interessando i mercati internazionali, mettendo a rischio la produzione industriale di numerosi Paesi, soprattutto in alcuni settori, come quello delle automobili. Costringere le industrie, già fortemente provate dall’emergenza finanziaria, ad adeguarsi a parametri più sostenibili, investendo in tecnologie pulite, è per alcuni governi un provvedimento impensabile. Ma è altresì impensabile rinunciare a porre un freno ai devastanti cambiamenti climatici, che hanno conseguenze a dir poco drammatiche, come tutti sappiamo.

Ecco perchè si pone l’esigenza di trovare soluzioni che riducano l’inquinamento, risollevando allo stesso tempo l’economia dei Paesi industrializzati. Alcuni economisti hanno presentato varie proposte per ridurre le emissioni di biossido di carbonio, tramite nuove licenze di inquinamento concesse dai governi, che regolamentino e limitino la produzione di CO2, vendute alle industrie ad un prezzo fisso, che eviti un incremento costante e sregolato del costo.

La buona notizia: i ghiacciai si difendono da soli dallo scioglimento

Se l’uomo non difende i ghiacciai, i ghiacciai si difendono da soli. La buona notizia è che la Natura riesce, come al solito, a rimediare agli errori umani. Non completamente, ma in buona parte. Una ricerca inglese, precisamente dell’Università di Leeds, ha scoperto che i ghiacciai dell’antartide, sciogliendosi, rilasciano delle piccolissime particelle di ferro, le quali finiscono in mare e vanno ad alimentare il plancton.

Questo processo fa aumentare l’assorbimento dell’anidride carbonica. Tutto ciò è possibile perché il plancton, per produrre energia, ha bisogno di anidride carbonica. Il ferro rilasciato dai ghiacciai accelera questo processo, in maniera tale da aumentare la quantità assorbita, e facendo diminuire quella presente nell’aria. Ovviamente, secondo gli esperti, questo non risolverà ogni problema legato alla CO2, ma almeno lo rallenterà, concedendo all’uomo più tempo per trovare le contromisure necessarie.