Pannelli fotovoltaici, la Sicilia fa concorrenza alla Cina

di Paola P. 1

 La Cappello Alluminio di Ragusa si è appena conquistata il marchio Made in Europe. Ha infatti ottenuto, prima azienda del Sud Italia a riuscirci e tra le prime in Europa, la certificazione Factory Inspection, emessa dal TUV Intercert, un documento che attesta una produzione interamente europea per i pannelli fotovoltaici della serie Micron. Cosa ha a vedere tutto questo con la Cina? Beh, premesso che l’Italia, dopo la Germania, rappresenta il secondo mercato mondiale dei pannelli solari, lo stesso non vale per i componenti dei prodotti finiti che escono dalle aziende italiane, dal momento che in questo ambito a dominare, arrivando, pensate un po’, fino a coprire l’80%  dei “pezzi”, sono i mercati asiatici.

Una tendenza che bisogna assolutamente invertire per creare nuovi posti di lavoro nella green technology. Ecco perché la certificazione ottenuta dalla Cappello Alluminio è doppiamente importante. Come spiega Giorgio Cappello, General manager dell’azienda, questo traguardo è stato reso possibile

grazie anche al lavoro dei giovani tecnici e ricercatori siciliani che impegniamo in progetti di applicazione al prodotto che aumentano la qualità e la resa degli impianti con un costo finale inferiore, pur se impieghiamo componenti europei e non asiatici. L’italia è il secondo mercato al mondo dopo la Germania per il fotovoltaico, ed era inconcepibile che quasi l’80% dei componenti arrivassero dai Paesi asiatici. Creare una completa filiera produttiva in Sicilia in questo settore aumenterà i posti di lavoro e farà sviluppare la ricerca scientifica in questo campo.

Attualmente l’azienda siciliana dà lavoro a circa 80 persone, dipendenti assegnati all’intero processo di produzione e che creano i moduli fotovoltaici Micron impiegando celle fotovoltaiche, stringhe e pezzi di assemblaggio tutti prodotti in Europa. A sostenere chi utilizza pannelli fotovoltaici interamente Made in EU ci sono gli incentivi del quarto Conto Energia che riconoscono una premialità del 10% agli operatori del settore che si affidano esclusivamente a componenti europee.

[Fonte: Adnkronos Sostenibilità]

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