Rifiuti, il Tar boccia il decreto di Clini per gli spostamenti nel Lazio

di Matteo Carriero 2

Rifiuti nel Lazio, il Tar ha di recente bocciato il decreto del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini per gli spostamenti dell’immondizia verso i quattro impianti di Albano Laziale, Viterbo, Colfelice e Castelforte. E ora si rischia l’emergenza rifiuti nella capitale.

Il Tar del Lazio sospende il decreto del ministro Clini che ha dato il via libera all’individuazione dei quattro impianti dove indirizzare la spazzatura prodotta a Roma. Il commissario Sottile aveva individuato gli impianti il 15 gennaio scorso. Le parole con cui il Tar ha deciso di sospendere il tutto sono alquanto taglienti: il percorso istruttorio e le motivazioni su cui si è basati per individuare gli impianti di Albano Laziale, Viterbo, Colfelice e Castelforte “denotano un insufficiente e lacunoso esame dei presupposti”. Prima di vedere come Clini ha risposto a questa decisione vale la pena di esaminare più da vicino le parole del Tar, che elenca i motivi che hanno portato alla sospensione delle decisioni di Clini e Sottile:

La mancata completa verifica della sussistenza di una situazione di effettiva indilazionabile emergenza specificamente riferita all’impossibilità di risolvere ‘in loco’ la questione del trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani prodotti dai Comuni di Roma Capitale, Fiumicino, Ciampino e dallo Stato della Città del Vaticano; la mancata considerazione e valutazione analitica dei dati di fatto, i quali appaiono indicare, alla stregua dei rilievi effettuati dal N.O.E. di Roma, la sussistenza di una quantomeno teorica capacità residua degli impianti TMB di Roma; la conseguente mancata stretta valutazione comparativa delle confliggenti esigenze rilevanti, dovendosi evitare l’aggravamento della situazione degli impianti siti in altri ambiti territoriali della Regione Lazio oltre i limiti consentiti da un principio di stretta necessità in relazione a un’acclarata urgenza; la necessità di considerare anche l’effettiva situazione di capienza e funzionamento concreto degli impianti coinvolti, mediante ulteriore istruttoria tecnica in contraddittorio con tutti i soggetti interessati.

E adesso? Clini ha subito dichiarato che ricorrerà immediatamente al Consiglio di Stato, affermando: “Faccio presente che gli accertamenti svolti dal Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, che sono organo di polizia giudiziaria, possono essere contestati solo attraverso una querela di falso” e aggiungendo che l’utilizzo dei quattro impianti è fondamentale per far fronte all’emergenza rifiuti nella capitale.

Photo Credits | Getty Images

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