Vivere ad emissioni zero si può: l’isola di Samso è la guida per il mondo

di Marco Mancini Commenta

I soliti lobbisti del petrolio, carbone o nucleare farebbero bene ad acquistare un biglietto aereo per la Danimarca, prendere il traghetto e sbarcare sull’isola di Samso, l’isola più ecologica del mondo. La situazione di questo appezzamento di terreno grande tre volte l’isola di Ischia ed abitato da 4.500 persone solo 10 anni fa sembrava terribile. Per sopravvivere i “samsingers“, così si chiamano i suoi abitanti, acquistavano energia prodotta dal carbone, campavano di agricoltura ma, a causa delle grandi aziende della globalizzazione, le fattorie piano piano cominciavano a chiudere, lasciandoli senza lavoro e costretti a vedere i propri giovani partire verso lidi più fertili.

Poi la grande idea del Governo danese: far diventare l’isola il laboratorio della sostenibilità. Per farlo sono stati dati degli aiuti economici, nemmeno tanto onerosi, e sono stati detassati tutti gli investimenti che miravano alle infrastrutture ecologiche. Oggi, dopo solo 10 anni, l’isola di Samso è a zero emissioni, le aziende agricole hanno riaperto e l’economia è basata sul turismo leggero, ma soprattutto sulla produzione energetica. I samsingers, proprietari dei piloni eolici, producono energia, la usano per la propria casa e la propria azienda e, quella in eccesso, la rivendono alla terraferma, dove gli viene pagata mediamente 400 mila euro l’anno.

L’investimento è dei migliori. Esistono in fatti 10 turbine eoliche off-shore (costruite nel mare) che danno energia praticamente a tutta l’isola, oltre ad alcune costruite sulla terraferma. Esse sono private e la gente le ha addobbate come veri e propri centri turistici. Vi si può entrare e salire su in cima come sull’Empire State Building per ammirare una delle viste più mozzafiato del mondo.

I samsingers si muovono a piedi, in bicicletta o anche con i carri trainati dai cavalli, e così gli unici produttori di CO2 rimangono i turisti o le autorità che, visitando l’isola, si spostano in auto. I distributori di benzina si stanno lentamente trasformando in distributori di idrogeno, la nuova sfida dell’isola di Samso, ed il petrolio è ormai quasi completamente superato, se si escludono le poche case che, per mancanza di fondi da investire nelle rinnovabili, sono ancora alimentate a nafta.

Ma non c’è solo il vento. Per garantirsi un buon isolamento termico, le case sono coperte dal muschio, usano per riscaldarsi trucioli di legno e biomasse, provenienti per la maggior parte dall’olio di canola, ma soprattutto nei mesi estivi, da maggio ad agosto, quando cioè il sole fa capolino sulle case, producono elettricità grazie agli immancabili pannelli solari. Finito qui?

Nient’affatto, perché se la tecnologia ecologica progredisce, lo farà anche a Samso. E così si sta progettando il modo per portare le auto elettriche, sfruttare le onde del mare e potenziare il sistema di riuso e riciclaggio. I samsingers sono convinti di poter cambiare il mondo, e noi speriamo che abbiano ragione.

Fonte: [Repubblica]

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