Acqua potabile geneticamente modificata: materiale genetico per “depurare” l’acqua

di Paola P. 2

Il dibattito sugli organismi geneticamente modificati (Ogm) e sui cibi transgenici, infuria ormai da qualche anno.
Tra chi si schiera a favore e chi vota contro, chi ha paura delle conseguenze degli OGM per la salute e chi ha fiducia incondizionata nelle potenzialità della modificazione genetica, il confronto non sembra e non deve avere fine.

E’una notizia di questi giorni a riaccendere i riflettori sul geneticamente modificato, questa volta si tratta addirittura dell’acqua.
Alla Duke University sarebbero stati eseguiti dei test per purificare l’acqua, impiegando frammenti di materiale genetico.


La tecnica, ancora in via di sperimentazione, è stata presentata a Boston nel corso del congresso della Società Americana di Microbiologia.
Addio a cloro e raggi ultravioletti, a purificare l’acqua ora ci pensa l’Rna.
I ricercatori della Duke University (North Carolina) sono riusciti infatti a bloccare l’attività di un fungo molto comune nell’acqua, impiegando proprio frammenti di materiale genetico
Grazie a questa tecnica, virus e batteri verrebbero letteralmente “disattivati”, bloccandone la replicazione, grazie all’interferenza del micro-Rna, vero e proprio interruttore molecolare per accendere o spegnere l’attività dei geni.

In campo biomedico questo metodo era già ampiamente utilizzato, ma è la prima volta che si tentano applicazioni anche in campo ambientale.
Sara Morey, responsabile del progetto, ha dichiarato:
I nostri dati dimostrano che è possibile mettere a tacere l’azione di uno specifico gene in un fungo che vive nell’acqua.
Riteniamo che l’interferenza dell’Rna promette di diventare uno strumento per inibire geni al fine di controllare la proliferazione di batteri e virus che vivono nell’acqua.
Le implicazioni di questa scoperta sono rilevanti.
Finora si segnalano solo “vantaggi” da questa applicazione: innanzitutto sarà possibile risolvere il problema dell’emergenza idrica nei Paesi sottosviluppati e in via di sviluppo, rendendo l’acqua disponibile immediatamente potabile.
Seconda cosa, anche nei Paesi industrializzati, la depurazione genetica rappresenterebbe una valida alternativa all’impiego massiccio di cloro e ai raggi ultravioletti.

Non si sa ancora niente dei possibili rischi derivanti da questa procedura, ma vi terremo aggiornati…

Commenti (2)

  1. …Ok Grazie! 🙂

    Non Vorrei Che I Batteri E Virus Poi Sviluppino Difese Contro Questa Tecnica E Poi Ce Li Troviamo Piu’ Immortali Che Mai… 😉

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