Pesci geneticamente modificati, progresso o follia?

di Marco Mancini Commenta

Mentre in tutto il mondo tiene banco il dibattito sugli OGM, gli organismi geneticamente modificati riguardanti l’agricoltura, una società americana ha testato per la prima volta la possibilità di modificare geneticamente i pesci. Si tratta della AquaBounty Technologies che ha realizzato il primo salmone OGM. Questi sono stati i risultati della loro ricerca.

Liberati nell’oceano Atlantico in una vasca controllata, questi due esemplari hanno fatto quello che tutti gli altri della loro specie fanno: cercano di riprodursi. Una volta nati degli esemplari ibridi, ovvero nati dall’unione tra uno geneticamente modificato ed uno allo stato selvatico, la differenza con i loro simili è stata evidente. Questi ibridi infatti erano molto più competitivi rispetto agli esemplari naturali, erano più veloci e più capaci di procacciarsi il cibo. Ma non solo.

Gli ibridi erano anche più aggressivi, tanto che gli stessi ricercatori hanno ipotizzato che, se sfuggissero al controllo e venissero liberamente in contatto con gli altri pesci, rischierebbero di ridurre la popolazione dei salmoni selvatici con cui vengono a contatto.

Per quanto ne sappiamo, questa è la prima dimostrazione degli impatti ambientali dell’ibridazione tra un animale GM e una specie simile. Questi risultati suggeriscono che le interazioni competitive complesse associate alla transgenesi e all’ibridazione potrebbero avere conseguenze ecologiche notevoli per il salmone selvatico dell’Atlantico che non dovrebbe mai venire a contatto [con il salmone GM] in natura. Questi risultati sottolineano l’importanza di norme rigorose per garantire che gli animali geneticamente modificati non sfuggano in natura

ha affermato il capo scienziato della ricerca, Krista Oke. Al salmone modificato erano stati aggiunti dei geni di una specie di salmone diversa dalla sua e quelli di un’anguilla. La conseguenza è stata che l’esemplare ha prodotto l’ormone della crescita per tutto l’anno, crescendo dell’82% in più, e facendo crescere del 54% in più anche gli esemplari ibridi. Il motivo per cui questa modifica era nata era proprio di realizzare salmoni grandi il doppio per poter favorire il mercato ittico, ma l’analisi costi-benefici non sembra essere positiva.

Non per altro subito sia il popolo americano che persino i supermercati si sono opposti alle coltivazioni in questo modo, e le loro proteste stanno portando il Governo a decidere di vietare definitivamente le modifiche genetiche dei pesci. Lo stesso purtroppo non si può dire per Panama dove invece le autorizzazioni stanno arrivando e dove l’allevamento dei salmoni geneticamente modificati diventerà possibile.

[Fonte: The Guardian]

Photo Credits | Getty Images

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