Solare d’arte: arrivano i bonsai fotovoltaici

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Se siete tra i fan del solare, ma non avete la possibilità di installare un pannello perché non avete una casa con terrazzo o per qualsiasi altro motivo non potete accedere ai grandi pannelli che conosciamo tutti, non disperatevi. Infatti i gadget solari sono sempre più diffusi, ed ora arriva anche il pannello solare portatile che dà un tocco in più al vostro appartamento o giardino.

Si chiama Electree, è stato disegnato e progettato da Vivien Muller, e si tratta di una sorta di bonsai solare con foglie fotovoltaiche. Designboom che per primo ha scoperto questo gioiellino ci spiega:

Electree è una scultura moderna che imita un bonsai, le cui foglie sono piccoli pannelli fotovoltaici. Esso consente agli utenti di ricaricare i propri dispositivi mobili senza utilizzare energia diversa da quella della luce. La struttura è dotata di 42 celle che sono equivalenti a una superficie di 2.178 centimetri ², per un altezza della pianta di circa 40cm. L’energia prodotta dai pannelli durante il giorno viene immagazzinata in una base con una batteria nascosta. Una volta caricato, questo accumulatore alimenta una porta USB. L’uso è strettamente limitato alla casa.

Marea nera, foto e testimonianze dal luogo del disastro

uccelli marea neraMarea nera. Qualcuno dice che sia il disastro ecologico peggiore di tutti i tempi. Fallisce ogni tentativo di arrestare la perdita.
I danni per l’ambiente si stimano essere ancora più devastanti della Exxon Valdez, di cui pure vi avevamo documentato gli effetti a lungo termine a dir poco impressionanti.

Il New York Times ha raccolto le testimonianze e le foto di gruppi di cittadini che vivono questa tragedia, la contaminazione delle loro coste, la morte di migliaia di pesci ed uccelli, e osservano con i loro occhi l’inarrestabile flusso di greggio che fuoriesce dalla falla. Immagini che fanno orrore davanti allo schermo di un pc, non osiamo immaginare l’effetto che sortiscono su chi assiste dal vivo a questo terribile reality.

Legambiente ripulisce la costa, partita l’operazione “Spiagge Pulite”

spiagge pulite legambiente

E’ partita proprio durante lo scorso week-end, e durerà ancora alcune settimane, l’operazione Spiagge Pulite, un’iniziativa per rendere le spiagge italiane (e non solo) più vivibili e decorose, visto che durante l’inverno vengono utilizzate come una discarica. Partecipano all’operazione le associazioni ambientaliste e di volontariato di 22 Paesi, tra cui l’Italia, attraverso Legambiente, la quale ha già “reclutato” 800 giovani volontari.

L’operazione a livello internazionale prende il nome di Clean Up the Med 2010, e comprende i Paesi del Mediterraneo ed anche alcuni molto poveri come il Congo, la Costa d’Avorio e il Togo dove, oltre a ripulire le spiagge e le zone vicine ai fiumi, saranno previste delle attività educative da rivolgere alla popolazione locale.

Vibro-Wind: inventato il primo dispositivo eolico piezoelettrico

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Come risorsa energetica rinnovabile, il vento ha tantissime potenzialità, ma anche gravi inconvenienti come il costo dell’installazione delle turbine eoliche, le problematiche di impatto visivo e l’inquinamento acustico che genera (spesso paragonato ad un motore di un jet, soprattutto per coloro che vivono nelle vicinanze). Tuttavia, gli studenti della Cornell University’s del gruppo di ricerca Vibro-Wind sta lavorando su un prototipo che fa economia di spazio, consentendo di valorizzare l’energia eolica in modo più efficiente, trasformando le vibrazioni del vento in energia elettrica.

Lavorando con una borsa di studio di soli 100 mila dollari nell’ambito del progetto “per un Futuro Sostenibile”, un gruppo di studenti di architettura e ingegneria ha progettato un pannello che vibra con il vento, con oscillatori di schiuma che convertono ed immagazzinano l’energia meccanica del vento in energia elettrica delle vibrazioni. Questo è possibile con l’aiuto di un trasduttore piezoelettrico, un dispositivo di polimero di ceramica che rilascia elettroni quando subisce uno stress.

Fotovoltaico in agricoltura: futuro incerto in Sardegna

solare-fotovoltaico-agricolturaCosa serve nella Regione Sardegna per garantire lo sviluppo delle energie rinnovabili in agricoltura, ed in particolare per dare un futuro all’agro-fotovoltaico? Ebbene, secondo il Presidente di Coldiretti Sardegna, Marco Antonio Scalas, serve che sul territorio regionale vengano mantenuti gli attuali livelli delle incentivazioni almeno per un altro paio d’anni, così come serve uno snellimento delle procedure che garantisca tempi più certi e celeri nel poter progettare, realizzare, installare e mettere in rete piccoli impianti di produzione di energia pulita da fonti rinnovabili per potenze pari ad almeno fino ad 1 MW.

Terra Futura, a Firenze la sostenibilità ambientale in mostra

eco villaggio Pescomaggiore (Abruzzo)Terra futura (Firenze, 28-30 maggio), una mostra-convegno internazionale (a ingresso libero) sulla sostenibilità ambientale che mette in scena le migliori pratiche green. La manifestazione è stata organizzata dalla Fondazione culturale Responsabilità Etica onlus per il sistema Banca Etica, dalla Regione Toscana e da Adescoop-Agenzia dell’Economia Sociale, con la collaborazione di Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente.

Presso la Fortezza da Basso sarà possibile visitare le tredici sezioni della rassegna espositiva: si spazia dai prodotti biologici e del commercio equo e solidale, ai veicoli ecologici realizzati con materiali riciclati, agli abiti da sposa realizzati grazie a filati tessili da poliestere riciclato che non sembrano avere nulla da invidiare alla morbidezza della seta.

Rinoceronte nero: dalla quasi estinzione alla ripopolazione

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Dopo decenni di bracconaggio nella seconda parte del 20° secolo, il destino dei rinoceronti neri del Serengeti (Africa Orientale) sembrava molto cupo. Fino agli anni ’90, i rinoceronti di quasi tutta la regione erano stati spazzati via e solo due femmine erano rimaste allo stato selvatico. Ma, nella speranza di conservare questo animale cacciato illegalmente per le ambite corna, gli ambientalisti hanno offerto un’ancora di salvezza trasferendo sette esemplari in una riserva naturale in Sud Africa nel 1964. E ora, a 46 anni di distanza, i discendenti di questi rinoceronti hanno iniziato un viaggio storico per tornare nel Serengeti, in uno degli sforzi più “ambiziosi” di delocalizzazione mai intrapreso.

Secondo un rapporto del Telegraph, cinque rinoceronti sono stati trasportati da un’area protetta in Sudafrica verso la loro casa natale in Tanzania, nel Serengeti National Reserve attraverso gli aeromobili. Nel corso dei prossimi due anni, altri 27 rinoceronti seguiranno lo stesso percorso.

Marea nera: fallisce anche top kill

marea nera

Non ne va bene una, ed il disastro continua. I portavoce della BP cercano ancora una volta di cavarsela dicendo:

Top Kill ha fallito, passiamo al piano D.

Ma ormai nessuno più se la sente di dargli fiducia. Dopo il siringone e la cupola, nemmeno quest’altra operazione ha retto la pressione del petrolio, probabilmente peggiorando ancor di più la situazione, visto che erano stati iniettati 35 mila barili di fango e sostanze chimiche addensanti per ostruire il passaggio, ma ora queste ce le ritroviamo in mare, insieme alle altre migliaia di barili di petrolio che continuano inesorabili ad uscire.

Foche canadesi, previsto un nuovo massacro

cucciolo foca grigiaE’ solo un’ipotesi, ma é talmente raccapricciante da aver sollevato le immediate proteste di media ed ambientalisti canadesi. Siamo nell”isola di Sable, una tra le riserve naturali più ricche e suggestive del Canada tanto che le autorità vorrebbero farne un parco nazionale.
C’è in previsione il massacro di 220 mila esemplari di foche, sulla costa Est del Canada, al largo del porto di Halifax. E se si pensa che in totale la colonia é composta da 300 mila foche grigie, non si può che convenire che si tratti di vero e proprio genocidio.

Un omicidio di massa premeditato per rispondere alle lamentele e alle difficoltà economiche dei pescatori della zona. Da anni lamentano che le foche facciano incetta di merluzzi per cibarsi e che nelle reti da pesca ci sia un bottino troppo magro.

Dall’America arriva l’acchiappa-inquinamento domestico

inquinamento domestico

Abbiamo più volte parlato dell’inquinamento domestico, e di come questo possa essere molto più pericoloso di quello esterno. Dai prodotti per la pulizia della casa ai cosmetici, passando per gli elettrodomestici, sono tantissime le sostanze a cui siamo esposti tutti i giorni senza saperlo, e secondo il biologo Matthew Waltezke, esse sono del 50% superiori rispetto all’aria aperta di una città già di per sé inquinata come New York.

Ma oggi una soluzione c’è, almeno negli States, ed è l’home biology consultant, o consulente biologico per la casa. Questo lavoro che proprio Waltezke si è inventato, si occupa di controllare, con dispositivi all’apparenza fantascientifici che ricordano i film degli acchiappafantasmi, tutti gli agenti inquinanti presenti nella casa, dalle radiazioni agli agenti chimici.

Colombia: eletto il primo Presidente ecologista

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Molte nazioni hanno il Partito dei Verdi, ma molti elettori di quelle nazioni non conoscono nemmeno il nome di un leader di tale partito. Se vi chiedessimo chi si è candidato come rappresentante dei Verdi alle ultime elezioni politiche in Italia, molti non saprebbero cosa rispondere. La risposta giusta sarebbe Alfonso Pecoraro Scanio, ma non finisce qui. Nonostante non abbiano ottenuto i voti minimi per entrare in Parlamento, i Verdi italiani parlavano addirittura di scindere il partito, come se dividendosi otterrebbero più voti.

Il punto è che, proprio come in Italia, molti partiti Verdi non tendono ad attirare i voti degli elettori, nonostante il movimento ecologico continui a crescere. Per questo motivo è una piacevole sorpresa scoprire che la Colombia sta per eleggere Antanas Mockus primo Presidente al mondo dell’unico partito che ha l’ecologia come priorità.

Fiaba ecologica, a Torino il cinema ecosostenibile con il Sacco dell’energia (trailer)

sacco_energia_Un film di animazione in 3D, il Sacco dell’Energia, porta in scena una fiaba ecologica, nell’ambito del cinema ecosostenibile. A Torino al Cinema Massimo in via Verdi, 18  il 3 giugno prossimo é prevista l’anteprima nel corso della 13esima edizione del Festival Cinemambiente.

Una storia che ruota intorno all’avidità degli uomini che un po’ come per il vaso di Pandora aprono il sacco dell’energia a loro affidato dai Maestri Sapienti e la disperdono sconsideratamente. Il protagonista è Epimeteo, l’allievo che deve gestire il dono del Maestro tre in attesa del suo ritorno da un lungo viaggio.

Emura di Daikin, la purezza del design

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Nel nuovo climatizzatore, Daikin unisce l’eccellenza tecnologica all’estetica di design, trasformando per la prima volta lo split in elemento d’arredo.

Milano, 10 maggio 2010 – Emura è il primo climatizzatore di design che ridefinisce i canoni estetici dello split, coniugando alla purezza delle sue linee un’elevata funzionalità. Il profilo ultrasottile (156 mm di profondità) e la raffinata eleganza ne fanno un vero elemento d’arredo.

Il nuovo split di Daikin è stato progettato da Design 3, uno studio di design tedesco che negli ultimi anni ha vinto ben 85 premi internazionali. Daikin Emura è stato premiato con il 2010 iF Product Award, uno dei riconoscimenti di design più autorevoli a livello internazionale, giunto quest’anno alla sua cinquantaseiesima edizione, e ha ricevuto anche la menzione d’onore Red Dot Award per l’unicità del proprio design.

Marea nera: top kill funziona (per ora)

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Il flusso di petrolio è rallentato, ma i tecnici non esultano ancora. Troppe delusioni e troppe figuracce si sono susseguite nei giorni scorsi per cantar vittoria troppo presto. L’unica buona notizia in una marea (è proprio il caso di dirlo) di cattive novità è che tutto sta procedendo come previsto, una situazione mai verificatasi dal 20 aprile scorso, quando l’incendio sulla piattaforma Deepwater Horizon provocò il disastro che tutti oggi conosciamo.

Secondo i calcoli degli ingegneri che hanno realizzato il mega sifone per tappare la falla, una prima colata di fango e materiali addensanti avrebbe dovuto ridurre lo spazio di fuoriuscita del petrolio. In questo modo la pressione dovrebbe ridursi sempre più, fino ad arrivare a pressione zero. Raggiunto questo obiettivo, scatterebbe la seconda fase dell’operazione, in cui il fango verrebbe sostituito da cemento che fungerebbe da tappo per bloccare definitivamente la fuoriuscita.