Gli Usa potrebbero raddoppiare la loro energia idroelettrica in breve tempo

idroelettrico usa

Il segretario Usa all’Energia Steven Chu ha detto che la capacità idroelettrica negli Stati Uniti potrebbe

raddoppiare con un impatto minimo per l’ambiente

per lo più solo con l’installazione di turbine più efficienti a progetti idroelettrici esistenti o con dighe senza componenti energetici, aumentando l’uso dei progetti di pompaggio-stoccaggio , e incoraggiando l’uso di turbine nei fiumi. Questo tipo di miglioramento delle infrastrutture esistenti potrebbe aggiungersi alle già presenti 70.000 MW di capacità.

Cercheremo di spingere su questo. Non stiamo parlando di grandi dimensioni, nuovi serbatoi. Basta lavorare con quello che abbiamo ed è già una quantità enorme di energia.

ha detto Chu in un forum della Casa Bianca.

Il più alto ghiacciaio al mondo è quasi completamente sciolto

Chacaltaya ghiacciaio

Il riscaldamento globale torna a far disastri, ed ancora una volta la vittima è in Sudamerica. Una volta era una famosa località sciistica, la più alta del mondo, ora invece è ridotta ad una montagna rocciosa senza più nemmeno un grammo di neve. Il ghiacciaio boliviano Chacaltaya testimonia fortemente lo scioglimento dei ghiacciai sempre più impellente.

Della sciovia ormai rimane soltanto la ruggine, la quale domina oggi quello che era la più alta attrazione sciistica nel mondo appollaiata sul ghiacciaio Chacaltaya a circa 5.300 metri di altezza. Solo un piccolo scorcio di neve e ghiaccio di circa 50 metri quadrati resta oggi del magnifico ghiacciaio, un niente se lo paragoniamo a quello che si sviluppava nel tristemente lontano 1950, quando si potevano misurare 1.600 metri quadrati.

Questo è tutto quello che resta: un piccolo pezzo di ghiaccio che sta scomparendo e non durerà più di un anno

ha affermato Alfredo Martinez, una guida veterana e fondatore del Club andino boliviano.

La California punta alla geotermia

mar salton geotermia

Il Los Angeles Department of Water and Power (LADWP) ha firmato un contratto di locazione per esplorare il potenziale geotermico nella Imperial County, vicino al Mar Salton, come parte dell’intero sforzo per raggiungere il suo obiettivo di rendere il 40% dell’energia elettrica californiana proveniente da fonti rinnovabili entro il 2020.

L’offerta comprende l’affitto del terreno, inizialmente per i 5 anni di studio e la documentazione per 295.000 dollari all’anno, che rappresentano 100 dollari per ettaro all’anno, nell’ambito di un Protocollo d’intesa in materia della “fattibilità ed esplorazione geotermica dell’Imperial Valley”, mentre si determina la fattibilità della produzione geotermica.

Documento finale dell’APEC: gli obiettivi di riduzione emissioni? “Molto discutibili”

APEC

Con circa un mese dall’inizio dei negoziati internazionali sul clima di Copenaghen, i Paesi dell’Asia del Pacifico riuniti a Singapore riuniti in questo fine settimana si sono tirati indietro sul loro impegno a ridurre le emissioni del 50% entro il 2050. Nel documento finale dell’incontro si legge:

Noi crediamo che le emissioni globali raggiungeranno il picco nei prossimi anni, e possono essere notevolmente ridotte entro il 2050, riconoscendo che il picco sarà più lungo nelle economia in via di sviluppo.

La conferenza, conosciuta come l’Asia Pacific Economic Cooperation (o APEC), si è riunita per lavorare su questioni commerciali per cui la dichiarazione sul clima si presenta un po’ come una sorpresa. L’APEC comprende i due principali responsabili delle emissioni di gas ad effetto serra, la Cina e gli Stati Uniti, così tale arretramento è un brutto segno per i colloqui sul clima del prossimo mese.

Olanda: più inquini, più paghi. Ecco il progetto del nuovo bollo auto

traffico in olanda

Quante volte, quando andiamo a pagare il bollo, abbiamo ripetuto la frase: “che furto!”. Ora in Olanda hanno deciso non di eliminarlo, ma di renderlo più giusto. In breve, è in programma un disegno di legge, da far entrare in vigore nel 2012, che prevederà una tassa proporzionale all’inquinamento.

Nel momento in cui l’automobile verrà acquistata, avendo zero chilometri, avrà un costo del bollo irrisorio, quasi nullo. Questo potrebbe essere un nuovo incentivo ad acquistare le auto, che è sempre un buon modo di rilanciare l’economia. Dal momento in cui però accenderemo per la prima volta la nostra automobile, saremo seguiti tramite gps e verranno conteggiati i chilometri effettuati.

Congresso di Copenaghen: Game Over, Obama e Hu Jintao decidono di non decidere

obama-hu jintao

Il congresso di Copenaghen rischia di diventare una creatura morta ancor prima di nascere. Un incontro che avrebbe dovuto far decidere ai politici di 192 Paesi di porre un freno alle emissioni e di invertire la tendenza del riscaldamento globale è stato definitivamente affossato questa notte a Singapore.

Nella città asiatica in questi giorni si sta tenendo un vertice Asia-Pacifico in cui si prendono importanti decisioni economiche, ma tra tutte queste se n’è presa una, proprio mentre l’Occidente dormiva, destinata a far discutere: mancano 22 giorni al vertice danese, troppo poco per decidere, dunque a Copenaghen non si deciderà nulla. A metterlo per iscritto sono stati i due veri manovratori del trattato, Barack Obama e Hu Jintao, i quali con un vero e proprio colpo di spugna hanno tagliato fuori l’Europa, che si stava impegnando a fondo per ridurre le emissioni, e hanno rimandato tutto a data da destinarsi.

Si è cominciato a sospettare qualcosa nella serata di ieri, quando il presidente danese Rasmussen, che dovrà presiedere l’incontro, è stato lettaralmente gettato giù dal letto ed è stato fatto partire col primo aereo per Singapore, convocato dalla coppia Obama-Jintao per discutere di cose importanti. Una volta arrivato, Rasmussen ha dovuto assistere ad una scena patetica, con i due capi di Stato che si stringevano la mano sorridenti e lui, a rappresentare l’Europa, ad ufficializzare la decisione che di fatto non toglie dal gioco soltanto due nazioni, ma affossa tutti gli sforzi mondiali.

10 punti da tenere a mente in vista di Copenaghen

copenhagen congress center

Con tutti i contrastanti e mutevoli impegni nazionali sul tavolo per il COP15, l’accordo che si spera di trovare a Copenaghen, è molto facile per chi non segue con attenzione questo evento perdere di vista ciò che deve realmente accadere. Per chi fosse interessato, il WWF ha proposto una rapida panoramica di 10 punti che vale la pena prendere in considerazione:

1. Il quadro è giuridicamente vincolante. Ognuno deve accettare di essere legalmente vincolato ad un trattato globale sul clima con una modifica del protocollo di Kyoto ed un nuovo protocollo di Copenaghen, che “assicuri la sopravvivenza di Paesi, culture ed ecosistemi” e aiuti a preparare il terreno per una futura economia con basse emissioni di carbonio.

2. Il picco delle emissioni di carbonio deve arrivare prima del 2017. Se siamo in grado di fare questo abbiamo una migliore possibilità di mantenere l’aumento della temperatura globale sotto i 2 °C, e di avere il tempo per prendere provvedimenti. Più avanti arriverà il picco, minori saranno le possibilità di salvezza.

La soluzione alla fame nel mondo: la mela che non va a male. Sareste disposti a provarla?

mela rs 103-130

Fin da quando qualcuno ha suggerito che mangiare una mela al giorno toglie il medico di torno, i benefici sulla salute di questo frutto sono stati pubblicizzati da nonne e scienziati. La mela è anche buona ma ha come unico inconveniente una tendenza a perdere la sua lucentezza e la consistenza croccante entro pochi giorni. Un problema che un team di scienziati in Australia ora sostiene di aver risolto.

Negli ultimi 20 anni, i ricercatori delle Queensland Primary Industries and Fisheries (QPIF), un dipartimento del Governo del Queensland, hanno sviluppato una nuova varietà di mela che essi affermano può rimanere fresca per mesi. Il suo nome, RS103-130, potrebbe non avere abbastanza legami con le varietà popolari come Golden Delicious, Braeburn e Pink Lady, ma gli scienziati l’hanno descritta come la “mela migliore al mondo” grazie al suo sapore dolce, la longevità e alla capacità di resistere alle malattie.

Illuminazione ecologica: lampioni alimentati dall’immondizia (gallery)

lampioni ad immondizia

E’ un’idea che sembra avere una certa quantità di buon senso: le città hanno bisogno dei lampioni, ma hanno anche bisogno di luoghi in cui buttare la spazzatura. E se le due cose fossero unite? L’illuminazione stradale, che deve rimanere accesa per tutta la notte, rappresenta una perdita piuttosto considerevole di energia. Ma cosa accadrebbe se tutte quelle persone che devono gettare l’immondizia nei cassonetti, li gettassero in degli appositi contenitori collegati ad un nuovo tipo di lampione che potrebbe usarli come combustibile?

E’ proprio quello che un gruppo asiatico ha pensato, costruendo così il lampione alimentato ad immondizia. L’idea di base è interessante, per non dire altro. Secondo Yanko Design:

Questa spazzatura viene bruciata nel lampione e utilizza il sottoprodotto metano come combustibile per alimentare le lampadine. Il compost può essere recuperato per ripulire le nostre città. Non è chiaro quanta spazzatura sia necessaria per mantenere un tale sistema in funzione.

L’ecologia secondo Berlusconi: centrali nucleari e termovalorizzatori

berlusconi ambiente

Recentemente il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato intervistato da Tessa Gelisio e Marco Gisotti nell’ambito della stesura del libro “Guida ai green jobs“, un manuale che serve a fare il punto della situazione in Italia sull’ecologia e sui lavori che in questo campo sono possibili. Visto il capitolo che riguarda Berlusconi, il punto della situazione più che verde è piuttosto nero.

Il punto centrale dell’intervista è basato sulla denigrazione dei principi ambientalistici, considerati dal Presidente del Consiglio “fondamentalisti” (manco fossero talebani), e anziché prendere in considerazione, come fanno in qualsiasi altra parte del mondo, le nuove tecnologie come quelle basate sull’eolico, solare, geotermico e quant’altro, Berlusconi lancia ancora una volta uno sguardo al passato, parlando ancora imperterrito di nucleare e termovalorizzatori.

Mettiamo subito in chiaro una cosa: i termovalorizzatori sono i vecchi bruciatori o inceneritori inquinanti. Gli hanno solo cambiato il nome. In linea di principio, un termovalorizzatore dovrebbe produrre energia elettrica dalla combustione dell’immondizia, come avviene in Germania. Il problema è che la tecnologia tedesca non esiste in Italia, e non possiamo di certo credere che un impianto che, per la sua costruzione, ha bisogno di diversi anni, possa essere tirato su e messo in funzione in pochi mesi come ha dichiarato il Premier in merito alla questione di Napoli.

La Groenlandia si scioglie. E rapidamente

groenlandia

La Groenlandia sempre più in pericolo. I suoi bianchissimi ghiacci si assottigliano, e lo fanno sempre più rapidamente. Più di quanto si immaginasse, e ad una velocità sempre più elevata che di anno in anno aumenta anziché arrestarsi. Non è certamente una bella notizia quella che emerge da uno studio della Utrecht University e pubblicata sulla rivista Science.

Lo studio coinvolge un arco di tempo che va dal 2000 all’anno scorso, il 2008. I ricercatori hanno osservato che scioglimento dei ghiacci in Groenlandia ha provocato un innalzamento del livello dei mari pari a quasi 0,46 millimetri ogni 12 mesi. E si sono perse 273 miliardi di tonnellate di ghiaccio. La situazione è precipitata in particolar modo dal 2006 in avanti, con un aumento medio di 0,75 millimetri in un solo anno.

Disastri ambientali: la politica italiana comincia a muoversi

frana ischia

Dopo il disastro di Messina si era detto che bisognava prevedere tali catastrofi e bisognava quindi agire per evitarle. Poi è avvenuta la tragedia di Ischia, e si è ripetuto nuovamente lo stesso appello. Purtroppo gli italiani questo appello se lo sentono ripetere da decine di anni, senza che mai venga attuato. Forse però stavolta qualcosa cambierà.

Il Senatore Roberto Menia (Pdl), in qualità di sottosegretario all’Ambiente, ha proposto una serie di iniziative per mettere in pratica le belle promesse fatte dal Governo dopo i tanti disastri che ormai, con cadenza mensile, si stanno ripetendo nella nazione. Il primo passo sarà istituire un programma straordinario per evidenziare tutti i problemi del territorio. A lui si è unito anche il WWF con una sua triplice proposta.

Risparmio idrico: recuperare l’acqua dalla nebbia

rete per cattura nebbia

Nei tentacolari insediamenti di Bellavista del Paraiso, una manciata di strade polverose sul lato sud di Lima (Perù), non c’è acqua corrente, nè un pozzo. L’acquisto dell’acqua, per il trasporto, costa nove volte rispetto alle più ricche aree urbane, proprio nei luoghi in cui nessuno può permettersela.

Bellavista ha più di 200 residenti i quali, stanchi di dover fare a meno dell’acqua, hanno avuto un’idea geniale:

Davvero, mi sembrava impossibile catturare la nebbia con rete di plastica, per trasformarla in gocce d’acqua

ha detto Noe Neira Tocto, il sindaco della baraccopoli, mostrando con orgoglio un sistema che funziona con una rete che assomiglia molto ad una da pallavolo, in grado di recuperare l’acqua in questo modo.

Abbiamo cinque pannelli di otto metri per quattro appollaiati sulla cima della montagna. Con loro siamo in grado di raccogliere fino a 60 litri per notte in inverno.

8 modi per ridurre le emissioni dei vostri vestiti

camicia bianca

La compagnia tedesca Otto Group ha calcolato che una semplice camicia di cotone bianca a maniche corte è responsabile di 10,75 kg di CO2 e altri gas a effetto serra durante il suo ciclo di vita. Ecotextile News ha riferito che le proporzioni più grandi delle emissioni di CO2 sono legate alla fase di utilizzo dei consumatori, vale a dire: lavaggio, asciugatura e stiratura. Ad esempio, utilizzare un’asciugatrice ogni volta che si fa il bucato aggiunge 7 chilogrammi di carbonio all’impronta delle vostre camicie.

La fabbricazione di una camicia bianca di cotone a manica lunga contribuisce a 3,0 kg di CO2 (o l’equivalente di biossido di carbonio), ma una di colore scuro è ancora più pesante sul piano delle emissioni per un aumento del 13%. A questo vanno aggiunte le emissioni dovute al trasporto della camicia stessa. E non è tanto il materiale o la produzione a creare la maggior parte dell’impatto ambientale, quanto la spedizione e le nostre pratiche di lavanderia. E’ lì che il cambiamento più grande può essere effettuato. Cerchiamo di capire dopo il salto come fare per diminuire l’impronta inquinante dei nostri vestiti.