Usa: il Michigan elimina il 90% del mercurio emesso, gli Stati pro-ambiente diventano così 19

impianto a carbone michigan

Dopo molti anni di speranza e di attesa di questo giorno, il governo del Michigan ha finalmente completato i regolamenti per ridurre efficacemente le emissioni di mercurio dagli impianti energetici del 90% al di sotto del livello del 1999 entro il 2015. A spiegarlo è l’Associated Press, che ha reso noto che la popolazione dei Grandi Laghi può ora tirare un sospiro di sollievo.

In totale, questo significa una riduzione di 3.600 tonnellate di emissioni di mercurio all’anno. Per uno Stato che ha inquinamenti noti di mercurio in tutti gli 11.000 laghi, il mercurio non è solo un “piccolo problema”, visto che la pesca nel Michigan contribuisce ad oltre 2 miliardi di dollari per l’economia dello Stato. Ma, se il mercurio si trasforma in metilmercurio in acqua, si sposta lungo la catena alimentare fino nei pesci, i quali a loro volta diventano una minaccia per tutti coloro che li consumano. Il mercurio è responsabile, tra le altre cose, di un abbassamento de quoziente intellettivo nei bambini, così come dei problemi di vista, memoria e abilità motorie. Bambini e neonati sono particolarmente suscettibili di avvelenamento da mercurio. In quest’ottica di Welfare si dovrebbe leggere il provvedimento che dovrebbe essere preso da esempio da tutti.

Barriere coralline, un dettaglio economico da oltre 100 miliardi di euro

barriera corallina

Le barriere coralline del mondo ci permettono di risparmiare 172 miliardi dollari (115 miliardi di euro) ogni anno, ma sono sull’orlo del collasso a causa della inerzia politica. A spiegarlo è un economista-ecologista durante la conferenza Diversitas, sulla biodiversità globale, tenutasi a Cape Town, Sud Africa, nei giorni scorsi.

L’affermazione è stata fatta da Pavan Sukhdev, un economista del United Nations Environment Programme’s World Conservation Monitoring Centre di Cambridge, Gran Bretagna. Sukhdev è a capo di uno studio della Commissione europea intitolato The Economics of Ecosystems and Biodiversity (TEEB), un progetto internazionale di sensibilizzazione sui benefici economici della biodiversità.

In precedenza, era stato stimato che le barriere coralline ci facessero “guadagnare” circa 30 miliardi dollari l’anno (20 miliardi di euro) solo per attrarre i turisti, la tutela delle specie ittiche commerciali e la protezione delle coste dalle mareggiate.

Dimezzare le emissioni di gas serra? Basta non mangiare più carne

no carne

Quando si parla di inquinamento, la prima idea che ci viene in mente sono le industrie che emettono quei gas neri nell’aria. Dopodiché si passa ai gas di scarico delle automobili, specialmente nelle città affollate. Ma in pochi sanno che la maggior parte dell’inquinamento è prodotto da ciò che mangiamo. Anzi, solo la produzione di carne ne produce più della metà.

A confermarlo è uno studio effettuato da scienziati americani, Robert Goodland e Jeff Anhang che hanno pubblicato un articolo dal titolo “Livestock and Climate Change” (bestiame e cambiamento climatico), uscito di recente sulla rivista World Watch Magazine.

Le tecnologie e le conoscenze per un mondo 100% rinnovabile esistono già

turbine

La maggior parte della tecnologia necessaria a spostare il mondo dai combustibili fossili all’energia pulita e rinnovabile esiste già. L’attuazione di tale tecnologia richiede il superamento di ostacoli nella pianificazione e nella politica, ma così facendo potrebbe tradursi in una diminuzione del 30% della domanda mondiale di elettricità. Di questo ne sono convinti il docente di ingegneria di Stanford Mark Z. Jacobson ed il ricercatore della University of California-Davis Marco Delucchi.

Per chiarire la portata di tali ostacoli, e come potrebbero essere superati, hanno scritto un articolo su Scientific American. In esso si presenta una nuova ricerca per tracciare e valutare un piano quantitativo per alimentare il mondo intero con vento, acqua ed energia solare, compresa una valutazione dei materiali e costi. Alla fine, dicono, saranno più convenienti dei combustibili fossili o nucleari.

La chiave è eliminare la combustione come un modo per produrre energia per i veicoli, nonché per l’utilizzo di energia elettrica normale. Il problema risiede nell’uso di combustibili fossili e nella combustione della biomassa, che sono notoriamente inefficienti nella produzione di energia utilizzabile. Ad esempio, quando la benzina è utilizzata per alimentare un veicolo, almeno l’80% dell’energia prodotta viene dispersa come calore.

Con i veicoli che funzionano con l’elettricità, è il contrario. Circa l’80% dell’energia fornita al veicolo viene convertita in movimento, con solo il 20% disperso sotto forma di calore. Altri dispositivi di combustione possono analogamente essere sostituiti con l’elettricità o con l’idrogeno prodotto dall’energia elettrica.

Ultima chiamata per la preservazione dei Saola dall’estinzione

saola

I biologi della conservazione con sede in quattro Paesi si sono riuniti per una riunione di emergenza a Vientiane, Laos, per affrontare il pericolo di estinzione di uno dei mammiferi più enigmatici al mondo, la Saola, conosciuto anche come Bue Vu Qang. Il Saola (Pseudoryx nghetinhensis) abita nelle valli dei Monti Annamite lungo il confine tra Laos e Vietnam. Si tratta di una specie scoperta solo nel 1992.

All’epoca però i suoi esemplari erano già rari e limitati. Gli esperti che partecipano alla riunione concordano sul fatto che i numeri sembrano essere scesi bruscamente da allora, pericolosamente avvicinandosi al punto di scomparsa. In questo ricorda il kouprey, un bovino selvatico, specie endemica in Indocina, che ha più volte rischiato l’estinzione negli ultimi venti anni, e di cui ancora adesso non si sa se sia estinto o meno. Oggi, il Saola è molto vicino alla via dell’estinzione, insieme ad altre due o tre altre grandi specie di mammiferi nel sud-est asiatico (come ad esempio il rinoceronte di Giava).

L’India si ribella e vuole una maggiore riduzione delle emissioni

eolico in india

In merito al problema dei cambiamenti climatici, l’India cerca di prendere una posizione forte nei confronti degli altri Paesi: in un’intervista alla Reuters, il ministro dell’Ambiente indiano Jairam Ramesh ha invitato il primo ministro ad accettare riduzioni delle emissioni nazionali COP15, senza che esse siano legate agli impegni finanziari e di supporto tecnologico derivanti dagli sforzi che Stati Uniti e altri Paesi ricchi hanno intenzione di intraprendere.

Nella lettera, Ramesh ha detto al primo ministro Manmohan Singh che

La posizione che assumiamo negli impegni internazionali di mitigazione, supportata solo dal finanziamento e dalla tecnologia, deve essere sfumata semplicemente perché abbiamo bisogno di tutelare il nostro interesse. Ciò deve essere pragmatico e costruttivo, non polemico. […] l’India dovrebbe ascoltare di più e parlare di meno nei negoziati.

Alla fine, la lettera ha esortato l’India a staccarsi dal gruppo di 77 nazioni in via di sviluppo ed allinearsi con il G20.

In Canada la prima auto alimentata a vento

haroldsmith-auto eolica

Di auto ecologiche ne abbiamo viste tante. Prima c’erano le ibride, poi i vari biocarburanti, idrogeno ed auto elettriche. Addirittura sono allo studio di modelli solari, ma mai prima d’ora si era sentito di automobili alimentante dal vento.

Harold Smith è l’uomo che, alla guida del suo Suv elettrico, ha intenzione di rivoluzionare il mondo automobilistico. La sua auto infatti è interamente alimentata da energia generata da una turbina a vento. Smith è di Bonshaw, poco a ovest di Charlottetown, in Canada, è ha comprato la sua Toyota RAV4 elettrica nel 1996 su eBay per 38.000 dollari. Da allora la carica ogni notte non con l’energia proveniente dalla normale griglia elettrica, ma da 20 turbine eoliche da 80.000 dollari costruite nella sua proprietà, un sistema che alimenta anche la sua casa.

BikeMI, il bike sharing veramente “green”

bikemi sostenibilità

BikeMI, il bikesharing del Comune di Milano, è stato premiato come Miglior progetto di mobilità sostenibile 2009. Questo nel corso della quinta edizione del forum dedicato alla mobilità nei centri urbani, oggi a Conegliano Veneto. Il titolo del convegno è indicativo: Mobilità (davvero) sostenibile. Si tratta di un appuntamento collegato al Gran Gala Ciclistico Internazionale, che si è svolto sempre oggi.

Soddisfatto, naturalmente, l’assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente della città, Edoardo Croci.

Questo riconoscimento, che fa seguito alla mia nomina a Presidente del ‘Club delle città per il Bike Sharing’, costituisce un importante incoraggiamento per proseguire nello sviluppo del nostro servizio di bikesharing”, ha commentato

Appello WWF: “politiche ambientali da attuare entro il 2014”

siccità uccide animali

Il mondo deve avviare un completo passaggio ad un’economia a bassa produzione di carbonio entro il 2014, o correrà il rischio di un pericoloso cambiamento climatico quasi inevitabile. Ad avvertire di questo pericolo è una relazione effettuata dal WWF, il quale ha dimostrato che attendere dopo il 2014 a sviluppare appieno le politiche necessarie per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, come l’energia rinnovabile, farebbe perdere troppo tempo nel tentativo di fermare l’aumento della temperatura di più di 2° C.

Con un’industria a basso grado di carbonio che cresce ad una bassa velocità, un ritardo nel prendere provvedimenti rende quasi impossibile per i Paesi convertano la tecnologia in tempo utile per ridurre le emissioni per gli importi necessari per evitare i peggiori impatti del riscaldamento globale.

Record di volo per un aereo a zero emissioni senza pilota: quasi 24 ore di fila

ion tiger

Lo Ion Tiger, un aereo senza equipaggio con celle a combustibile alimentate a idrogeno sviluppato dal Naval Research Laboratory, ha appena registrato un record ufficioso di volo: ha volato per 23 ore e 17 minuti su un’area di prova. E ha fatto il tutto con emissioni zero.

Viaggiando in aria per quasi un giorno intero, il record del Tiger riguarda la durata di volo per un veivolo a motore a celle combustibile. Queste celle svolgono un ruolo a bordo non solo super-efficiente, ma il sistema elettrico con celle a combustibile ha una propulsione super silenziosa, un altro vantaggio durante l’atterraggio, in quanto il motore è a combustione interna. È relativamente leggero, tutto il piano pesa solo 37 chili.

Maldive: riunione di Governo sott’acqua per richiamare l’attenzione sul problema ambientale

maldives riunione sott'acqua

Se volevano attirare le attenzioni del mondo sul problema dell’innalzamento dei livelli del mare, dire che ci sono riusciti è dire poco. I membri del Parlamento delle Maldive hanno indossato l’attrezzatura subacquea (qualcuno ha dovuto fare un corso perché era la prima volta) e hanno utilizzato i segnali manuali per comunicare durante una riunione subacquea organizzata sabato scorso per evidenziare la minaccia del riscaldamento globale in una delle nazioni situate nel punto più basso della Terra.

Il presidente Mohammed Nasheed e altri 13 funzionari del Governo si sono seduti intorno ad un tavolo sul fondo del mare, a 6 metri di profondità, nella laguna appena fuori Girifushi, un’isola di solito utilizzata per l’addestramento militare. Con uno sfondo di coralli, l’incontro è stato un tentativo di attirare l’attenzione del mondo sui timori che l’innalzamento del livello dei mari causato dalla fusione delle calotte polari potrebbe “affogare” questo arcipelago dell’Oceano Indiano nell’arco di un secolo. Le sue isole mediamente sono a solo 2,1 metri sopra il livello del mare, e dunque sarebbero le prime a sparire in caso di scioglimento dei ghiacciai.

Settembre, altro record. E’ stato il secondo più caldo della storia

tifone kestana

La temperatura superficiale dell’oceano e della terra è stata, nel mese appena trascorso, la seconda più calda della storia, secondo il NOAA’s National Climatic Data Center a Asheville, NC. Basata su documenti risalenti al 1880, l’analisi mensile del centro di osservazione ha riferito che la temperatura media della superficie terrestre nel mese di settembre è stata seconda solo a quella record del 2005. Inoltre, la temperatura globale della superficie dell’oceano è stata la quinta più calda, sempre per quanto riguarda settembre.

La Terra, nella sua globalità, ha registrato una temperatura media di 1,12 gradi Fahrenheit (circa 0,28° C) sopra la media del 20° secolo che è di 59,0 gradi F (15 gradi Celsius). Separando invece la temperatura della superficie terrestre da quella oceanica, l’aumento è stato di 1,75 gradi sopra la media del 20° secolo che è di 53,6 gradi F (11,6° C).

Più calde sono le temperature medie, maggiore è la parte “inghiottita” delle aree terrestri del mondo. Il record di calore si è verificato in tutto il Canada e nel Nord-Ovest contiguo degli Stati Uniti. Ma il caldo record è stato registrato anche in tutta Europa e nella maggior parte dell’Asia e dell’Australia.

L’Islanda offre ospitalità ai server mondiali per risparmiare sul loro raffreddamento

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Tra i campi dello scibile umano che più si stanno dando da fare in favore della svolta ecologica, probabilmente al primo posto c’è l’informatica. Dopo aver inventato i computer senza materiali inquinanti, quelli a risparmio energetico e tutti i dispositivi per evitare lo spreco di ogni centesimo di elettricità, dall’Islanda arriva la soluzione per quello che è sempre stato uno dei problemi principali dell’informatica, ma che mai si sono riusciti a risolvere: il raffreddamento dei server.

Provate a mettervi sulle gambe un pc portatile. Dopo qualche ora di utilizzo vi renderete conto che diventa incandescente. Ora immaginate un armadio pieno di circuiti simili a quelli del vostro portatile, ma che assiste migliaia di pc. Sono i server, i quali per funzionare hanno bisogno di essere raffreddati di continuo, visto che sono in attività 24 ore su 24. Secondo la società di ricerche Idc, l’industria informatica è responsabile del 2% delle emissioni globali di CO2, quanto l’industria aerea, e per la gran parte (tra il 40 ed il 60%), sono attribuibili all’energia che ci vuole per raffreddare i server. Dall’Islanda hanno trovato la soluzione: metterli sotto ghiaccio.

Las Gaviotas: la comunità fuori dal mondo che ha scoperto prima di altri le energie rinnovabili

giungla colombiana

Sembra una fiaba per bambini, ma è realtà. Una comunità nel profondo della giungla selvaggia della Colombia, vive nonostante sia stata tagliata fuori dalla società quasi 40 anni fa. Dopo che il resto del mondo le ha voltato le spalle, all’improvviso ha attirato un grande interesse. Si è scoperto che questa comunità ha trovato qualcosa di cui il resto del mondo ha bisogno: l’energia. E non solo una nuova fonte di approvvigionamento, ma qualcosa di ancora migliore. Hanno capito come essere sostenibili, senza influenze o risorse esterne. La sua storia è raccontata dal New York Times.

Nel 1960 un italiano emigrato in Colombia, Paolo Lugari, mentre viaggiava attraverso il Paese, si fermò in un terreno abbandonato e immaginò un intero villaggio davanti ai suoi occhi. Il terreno era così povero e la zona così remota che i visitatori dovevano passare punti di controllo della guerriglia o volare fino lì, così nessuno aveva deciso di viverci. Lugari voleva trovare uno dei luoghi più complicati in cui vivere e vedere se riusciva a farlo funzionare. Questo era prima della crisi petrolifera degli anni ’70, ma anche allora sapeva che il carburante e le altre risorse un giorno sarebbero diventate scarse.