Congresso di Cancun: Ban Ki-moon “troviamo l’accordo, anche se non perfetto”

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha esortato le nazioni riunite in Messico, ad accettare un accordo modesto per frenare i cambiamenti climatici, anche se non perfetto. Dopo che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e altri leader non sono riusciti ad elaborare un nuovo trattato sul clima al summit dello scorso anno a Copenhagen, Ban ha sottolineato che Cancun ha ambizioni più modeste.

Non abbiamo bisogno di un accordo definitivo su tutte le questioni, ma abbiamo bisogno di fare progressi su tutti i fronti. Non possiamo lasciare che la perfezione possa essere nemica del bene. Non può essere tollerato perché significherebbe condannare milioni, no, miliardi di bambini, donne e uomini di tutto il mondo. Cancún deve rappresentare una svolta

ha detto il segretario ONU nel suo discorso alla cerimonia di apertura dei colloqui finali.

Congresso di Cancun: la Cina apre alle trattative e si riaccende una speranza

Buone notizie arrivano dall’altra parte del mondo dove, al vertice delle Nazioni Unite di Cancun, i negoziatori cinesi hanno deciso di dare una svolta, stavolta in positivo, alle trattative. Per capire meglio la situazione bisogna fare un passo indietro.

La Cina lo scorso anno fu il primo responsabile, in coabitazione con gli Stati Uniti, del fallimento della conferenza di Copenaghen. Quest’anno il congresso messicano sembrava fosse iniziato sotto i peggiori auspici, con Giappone e Canada che si tiravano indietro rispetto al prolungamento del protocollo di Kyoto ed i Paesi poveri, guidati dall’Alternativa Bolivariana, che minacciavano di far saltare tutto se non si fosse trovato l’accordo. Ma ecco che, quando tutto sembrava precipitare, la Cina ha deciso di risollevare i negoziati ed aprire a nuove trattative.

Politiche ambientali, l’Italia tra i Paesi meno impegnati al mondo

Il Germanwatch, uno degli organismi internazionali che si occupano di misurare i provvedimenti politici internazionali, in collaborazione con Can Europe e Legambiente, ha osservato le politiche dei Paesi mondiali in relazione all’ambiente.

Il risultato, chissà perché, non ci sorprende: l’Italia è tra i Paesi che inquina di più ma fa di meno a livello politico per diminuire il proprio impatto ambientale. L’organizzazione ha preso in considerazione i 60 Paesi che nel mondo sono responsabili del 90% delle emissioni di anidride carbonica, ed ha posizionato l’Italia al 41° posto. La classifica è composta da tre indici: emissioni provocate, trend d’inquinamento e politiche climatiche.

Congresso di Cancun: si prepara il terreno per la settimana finale

L’ufficio delle Nazioni Unite che si occupa di gestire i negoziati in vista di un nuovo patto internazionale sul clima, nella giornata di ieri (sabato 4 dicembre) ha rilasciato dei documenti di diversi progetti da prendere in esame per la settimana finale della conferenza. Uno era una bozza di un accordo incentrato su una “visione comune a lungo termine per la cooperazione”, focalizzata su una notevole intensificazione degli sforzi per aumentare la resistenza agli shock climatici, in particolare nei Paesi più poveri e vulnerabili, e per ridurre le emissioni di gas serra.

Peccato che tale bozza contenga molti aspetti provvisori. Una dichiarazione fatta il giorno precedente da Christiana Figueres, responsabile dei trattati per le Nazioni Unite, riassume perfettamente l’atteggiamento nelle sale conferenza:

Onestamente, non si è fatto un lavoro perfetto qui, ok? Nulla di ciò che ci accingiamo a fare a Cancun potrà essere perfetto. Non vi aspettate la perfezione. Niente potrà essere molto ambizioso. Niente. Tutto qui serve per fare un passo, e tutto sta sembrando insufficiente. Ma è il meglio che questo gruppo di persone in queste circostanze, con questi vincoli politici, in questo contesto economico, può fare per il momento. E’ non appena questo finirà che dobbiamo iniziare a spingere per il passaggio successivo. E così che va. Ma ognuno di noi qui ha la responsabilità morale di fare il meglio in assoluto che si possa fare in questo momento, in queste circostanze.

Natale e Capodanno in Abruzzo, le proposte del WWF

Dopo aver visto le proposte del WWF per trascorrere un Natale ed un Capodanno ecologico al Nord (Trentino Alto Adige) e al Sud (Sicilia), concludiamo con la proposta del Centro Italia, in una delle Regioni più incontaminate del Paese, l’Abruzzo. Ed in particolare in due luoghi in cui il contatto con la natura vi farà tornare indietro di migliaia di anni come il Parco Nazionale dell’Abruzzo, Lazio e Molise ed il Parco Nazionale del Gran Sasso.

Tutte le proposte sono da intendersi per famiglie e per tutti. Il Parco Nazionale dell’Abruzzo, Lazio e Molise è forse uno dei rarissimi posti in Italia dove gli animali possono scorazzare liberamente senza il “fastidio” dell’uomo. La settimana, che sarà una pietra miliare per le esperienze, specialmente dei bambini, si articolerà tra escursioni ed appostamenti per osservare cervi, rapaci, lupi, ed uno dei simboli del parco, l’orso bruno. Per i più giovani saranno a disposizione anche poster e percorsi didattici per saperne di più su queste specie formidabili. Il costo è di 565 euro (540 per i soci WWF) per gli adulti e 375 (360) fino ai 12 anni.

Congresso di Cancun: i Paesi sudamericani rischiano di far saltare il banco

I negoziati sul clima delle Nazioni Unite a Cancun si sono trovati in serio pericolo la scorsa notte dopo che molti Paesi dell’America Latina hanno deciso che avrebbero lasciato il tavolo delle trattative se un documento definitivo non fosse uscito dai negoziati. Tale documento, che dovrebbe essere pubblicato domani, attesterà la continuazione dell’impegno, da parte dei Paesi ricchi, nel ridurre le emissioni nell’ambito del protocollo di Kyoto.

L’Alleanza Bolivariana per le Americhe (Alba), un gruppo americano di nove Paesi latino-americani sostenuti anche da Paesi africani, arabi ed altre nazioni in via di sviluppo, ha affermato di non essere preparata a vedere la fine del trattato che richiede legalmente a tutti i suoi firmatari di ridurre le emissioni di gas serra, ma ha ugualmente sfidato la presidenza messicana del vertice delle Nazioni Unite a fare in modo che un impegno da parte dei Paesi ricchi potesse far proseguire il protocollo di Kyoto che scadrà nel 2012.

Natale e Capodanno in Sicilia, le proposte del WWF

Pochi giorni fa vi abbiamo riferito delle proposte del WWF per le feste di Natale e Capodanno da trascorrere in modo ecologico in Trentino Alto Adige. Oggi continuiamo a consultare la guida dell’associazione per passare da un estremo all’altro dello Stivale: la Sicilia.

L’isola di Pirandello non è soltanto un posto meraviglioso per trascorrere le vacanze estive, perché non è solo mare. Sono tre le proposte che il WWF fa per una “settimana verde” a Cea Serra Guarneri, nel Parco delle Madonie di Cefalù. Per i più piccoli è consigliato il bosco di Guarneri, un’atmosfera magica con dei maghi che guideranno i bambini tra gli 8 e i 12 anni tra i sentieri tipici e gli faranno assaggiare i “manicaretti prelibati ed intrugli magici”. Si tratta di un antico borgo siciliano ristrutturato ed oggi fornito di tutti i comfort. Quota di partecipazione 330 €, 300 se si è soci WWF.

Una Prima rinnovabile, alla Scala il teatro è impatto zero

Per la tanto attesa Prima del 7 dicembre alla Scala di Milano, fa il suo debutto una verde novità. Grazie ad una partnership con Edison, infatti, il teatro milanese sarà il primo in Italia ed Europa a mandare in scena una Prima ecologica, illuminata da energia rinnovabile, assolutamente ad impatto zero.

L’Edison che è stata anche l’azienda che nel 1883 rifornì per prima di luce elettrica la Scala, rinnova la sua offerta, in tutti i sensi, garantendo al teatro un rifornimento energetico carbon free.
Un “Die Walkure” di Richard Wagner green, quello che ci si appresta a vedere, le cui emissioni, 80 tonnellate in tutto, verranno azzerate o meglio compensate dall’utilizzo di energia eolica. Emissioni che vengono generate dagli esosi consumi elettrici per le luci, gli impianti, le prove, l’allestimento delle scene, per un totale di 40 tonnellate circa, e altre 40 tonnellate si stima vengano prodotte dai mezzi di trasporto degli ospiti che si recano a teatro per assistere all’evento. Avvalendosi del sistema di Verified Emission Reduction, Edison dovrà comprare una quantità di crediti di carbonio pari alla CO2 emessa nel complesso per mandare in scena la Prima.

Congresso di Cancun: perdita di biodiversità e picco di caldo i temi della quarta giornata

Il tasso con cui le specie stanno scomparendo sul pianeta Terra è terrificante. Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), esso è compreso tra 1.000 e 10.000 volte oltre il tasso naturale di estinzione. Ciò è dovuto in gran parte all’attività umana. Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2010 Anno Internazionale della Biodiversità per aumentare la consapevolezza del ruolo fondamentale che la biodiversità svolge nel sostenere la vita.

Allo stesso tempo, le nazioni sono alle prese con questioni spinose come rallentare il cambiamento climatico. Nella quarta giornata della conferenza di Cancun si è dibattuto per trovare un modo per proteggere le foreste per ridurre i tassi di estinzione e le emissioni di carbonio.

Congresso di Cancun: il Giappone rifiuta l’estensione del Protocollo di Kyoto

I colloqui sul delicato equilibrio climatico globale di Cancun hanno subìto una grave battuta d’arresto la scorsa notte quando il Giappone ha categoricamente espresso la sua contrarietà alla proroga del protocollo di Kyoto, il trattato internazionale vincolante che impegna la maggior parte dei Paesi più ricchi del mondo a tagliare le emissioni.

In base agli accordi, il Giappone doveva tagliare le emissioni di una media del 5%, rispetto al 1990 entro il 2012. Jun Arima, rappresentante del governo nipponico per l’economia e l’industria, ha ammesso che il suo Paese è tra i maggiori emettitori di gas serra, ma nonostante questo non può ulteriormente tagliare le proprie emissioni.

Congresso di Cancun, si entra nel vivo

Dopo due giorni in sordina, dove le uniche dichiarazioni che si ascoltavano erano pessimistiche, al congresso di Cancun comincia a salire la temperatura. Mentre il presidente del Brasile Lula ha lanciato un segnale negativo, decidendo di non recarsi al meeting, cominciano a fioccare le prime richieste. Da una parte troviamo i Paesi ricchi che chiedono a quelli in via di sviluppo di fare la loro parte, mentre questi ultimi rivendicano la loro fetta di “diritto di inquinare”.

In particolare la prima richiesta arriva da alcuni rappresentanti delle superpotenze Occidentali che chiedono ai grandi Paesi in via di sviluppo come Cina e India di ridurre le proprie emissioni di gas serra.

Ecologia domestica, nuove regole Ue per eco-cucine in vista del 2020

La Commissione europea in questi giorni si è espressa sull’efficienza energetica domestica e ha deliberato una serie di provvedimenti per migliorare la qualità degli elettrodomestici, ridurre le emissioni inquinanti e abbattere i costi di vendita.
La progettazione delle cosiddette eco-cucine, con lavastoviglie a basso impatto ambientale sia per uso domestico sia da incasso, con lavatrici alimentate dalla rete elettrica o da batteria che ridurranno il consumo energetico e l’uso di acqua potabile; sono solo alcuni esempi dei nuovi parametri fissati dalla Commissione europea per migliorare l’efficienza energetica delle nostre case.

Le regole sulle eco-cucine sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale ed entreranno in vigore tra 20 giorni, per dare il tempo ai produttori di elettrodomestici di adeguarsi alle nuove normative; sempre che l’Italia le metterà davvero in atto.