Al Gore propone l’estensione .eco ai siti di ecologia

Proprio quando si pensava che il mondo non aveva bisogno di un altro dominio di primo livello (.Tv, . Biz, .org, ecc), arriva il solito Al Gore con gli amici ecologisti per chiederne un altro. Una società denominata Eco Dot LLC sta chiedendo per la creazione del dominio .eco, cioè un dominio di primo livello che potrà essere attivato attraverso il processo di applicazione di ICANN gTLD.

Il comitato consultivo per il gruppo comprende anche Davis Guggenheim (regista di An Inconvenient Truth), Roger Moore (celebre attore ed Ambasciatore per l’UNICEF), Richard Muller (Autore di Fisica per futuri presidenti e contribuente al gruppo di esperti intergovernativi sui cambiamenti climatici) e Jim Dufour della Scripps Institution of Oceanography. A unire tutti in questo sforzo è Al Gore e la sua alleanza no-profit per la Protezione del Clima.

Una scomoda verità…al contrario, parte seconda

Oggi tenteremo di concludere la confutazione dell’articolo dell’Indipendent dei giorni scorsi, il quale tenta di smontare la maggior parte delle tesi ambientaliste perché ritenute delle false verità dal giornale britannico. Ieri la prima parte (per chi se la fosse persa, basta cliccare qui), oggi invece completiamo il quadro, partendo però dal dar ragione, su un aspetto, al giornalista dell’Indipendent, il quale oggi ci trova d’accordo su molti punti.

Una delle sue tesi infatti è che le auto ibride non facciano risparmiare così tanto in termini di impatto ambientale. Secondo quanto riportato nell’articolo, la prima auto di questa generazione, e sicuramente la più famosa, la Toyota Prius, non farebbe risparmiare del carburante, ma anzi, in termini di emissioni, consumerebbe anche di più di un modello diesel di 10 anni prima. In un esperimento si è misurato quanto carburante viene utilizzato per alimentare entrambi i motori della Prius (anche quello elettrico ha i suoi consumi), confrontandolo su un lungo viaggio con il consumo di una Bmw. Si è notato quindi che l’auto ibrida consumava leggermente di più in termini di carburante, e faceva risparmiare il guidatore soltanto quando pagava la tassa del casello autostradale o quando girava nel centro cittadino. Se i dati sono corretti, potrebbe anche andar bene questa obiezione. Ma stiamo sempre parlando di un auto del 1997, la prima del suo genere. Sono sicuro che se il giornalista provasse una delle auto più moderne, le rilevazioni sarebbero ben diverse.

Una scomoda verità…al contrario

Nei giorni scorsi l’Indipendent, quotidiano britannico di solito molto vicino ai temi ecologici, è uscito con un articolo che ha subito creato delle polemiche. Con il titolo “Verità scomode: non credete al lavaggio del cervello ecologico“, il giornalista ha tentato di smontare alcune tesi ecologiche, tacciandole per non vere o dannose. Per dovere di cronaca, alcuni punti andrebbero rivisti. Non capiamo come mai questa presa di posizione, visto che fino al giorno prima gli argomenti erano esattamente opposti a quelli esposti in questo articolo, ma nel complesso il tentativo è stato fallimentare, visti i commenti lasciati dagli utenti, ma anche perché alcune tesi sono davvero insostenibili.

Iniziamo ad analizzarle una per una per capire se esse dicono la verità. Il primo punto riguarda la produzione di energia eolica, la quale potrebbe concedere gran parte dell’elettricità pulita a costo di migliaia di vite di uccelli migratori. Questo è vero in parte, perché capita a volte che alcuni uccelli possano capitare tra le pale eoliche e, sbattendoci contro, morire. Il giornalista però qui non specifica che il numero degli animali, per quanto grande in termini assoluti, rappresenta soltanto una minima parte rispetto ai miliardi di uccelli esistenti sulla Terra, ed inoltre si dimentica che esistono modi di produrre energia eolica meno invasivi e quindi molto meno pericolosi delle centrali offshore, a suo dire le più letali.

Google Earth e Paginegialle.it: ecco come ti smaschero l’abuso edilizio

E’ proprio vero che l’unica vera democrazia esistente al mondo è quella che si trova in rete. Non solo internet concede centinaia di opportunità a chiunque, ma adesso può avere anche una funzione di “polizia”, cioè è in grado di smascherare alcuni abusi.

La Guardia di Finanza di Salerno ha dato notizia di aver sequestrato un intero lotto di terreno di 30 mila metri quadrati, comprensivo di 22 villette del condominio “Castello”, utilizzando a dovere la rete internet. Come ha fatto? Come per tutte le cose on-line, non ci vuole un ingegnere per capirlo. Visitando il sito di paginegialle.it, alcuni agenti hanno notato l’utilizzo sempre più massiccio di ruspe e materiali da costruzione in una zona piuttosto sospetta.

A quel punto hanno controllato su Google Earth la situazione, e hanno visto che quella stessa zona era completamente sgombra. I dati che sono saltati all’occhio sono due. Il primo è che la pagina di Google non era aggiornata in quanto quella zona doveva essere considerata zona protetta perché si trattava di una vasta area di macchia Mediterranea nel Parco del Cilento, protetta dall’Unesco; e poi che la costruzione rapida quanto selvaggia stava letteralmente “divorando” la collina in brevissimo tempo, mangiandosi buona parte del Parco naturale, un evento che non si vede tutti i giorni.

Tasse sul chilometraggio auto e metropolitana di superficie, ecco la svolta ecologica nei trasporti di Obama

Ieri Obama ha presentato il suo ambizioso bilancio al Congresso, suscitando le polemiche arrivate fino in Italia sugli alti costi della sua politica. Tra le varie idee al vaglio dei senatori americani c’è anche una rivoluzione del sistema di trasporto pubblico incentrata sull’ecologia. L’incentivo principale a prendere mezzi pubblici verrà dall’idea di tassare i proprietari di automobili in base alla distanza percorsa: in pratica più guidi e più paghi.

Le idee verdi nel bilancio, tassazioni a parte, sono molteplici. Il testo recita che:

Le priorità per l’amministrazione includono la promozione del trasporto pubblico ed una spesa più mirata ad aiutare le comunità ad esplorare soluzioni innovative come il road pricing per ridurre la congestione. Il bilancio anticipi iniziative come la modernizzazione delle infrastrutture e un nuovo impegno per l’alta velocità ferroviara.

Appello di Greenpeace: “svegliate la Prestigiacomo”

Ma in Italia abbiamo un Ministro dell’Ambiente? Ah sì, si chiama Stefania Prestigiacomo, e per quanto vi possiate sforzare le meningi, scommetto che non vi verrà in mente nulla che possa aver fatto da quando il Governo Berlusconi è in carica. Paradossalmente ha preso più provvedimenti la tanto vituperata mistra Carfagna, al suo primo anno in politica, che non lei, una delle donne con più esperienza politica d’Italia.

Come mai? Semplice: perché presiede il Ministero dell’Ambiente, l’ultima ruota del carro del Governo Berlusconi. Oggi Greenpeace lancia un appello a tutti i suoi sostenitori, simpatizzanti, o per coloro che vogliono veder lavorare il Ministro: firmate la petizione per svegliarla. La data non è casuale. Oggi, 28 febbraio 2009, è esattamente un anno dall’approvazione del cosiddetto “Decreto Semplificazioni“, uno dei pochi provvedimenti ambientali del Governo che però, nonostante abbia passato ogni esame delle Camere, non viene ancora attuato perché ancora non emanato dal Ministro Prestigiacomo.

Nucleare, dalle Regioni “Sì, ma non da noi”

La classica specialità italiana dello scarica barile non poteva mancare nel valzer del nucleare. Tutti (o quasi) contenti del ritorno all’atomo, almeno in linea teorica. Sì perché, in pratica, nessuno lo vuole nella propria Regione. Dopo l’accordo tra il Presidente Berlusconi e Sarkozy, subito si è scatenato il toto-sito, cioè centinaia di azzeccagarbugli hanno tentato di individuare i siti in cui verranno costruite le future centrali nucleari italiane. 4 per la precisione.

Ha fatto un certo scalpore però vedere Ugo Cappellacci, neo presidente della Regione Sardegna grazie al forte impegno proprio di Berlusconi, opporsi fortemente alla costruzione di una centrale nella sua Regione. Ad una domanda sull’argomento postagli da un sardo su Facebook, questa è stata la risposta:

State certi che dovrebbero passare sul mio corpo prima di fare una cosa simile.

Cappellacci in campagna elettorale aveva promesso di mantenere lo stato di Regione denuclearizzata dopo la sua elezione, e conferma questo proposito opponendosi duramente proprio a colui che è riuscito a farlo eleggere. Ma non è finita di certo qui.

Global Green Pre-Oscar Party, la manifestazione dei vips in favore dell’ambiente

Per il sesto anno consecutivo, alla vigilia della famosa manifestazione cinematografica mondiale, la notte degli Oscar, si tiene una manifestazione meno famosa, ma altrettanto importante: il Global Green pre-Oscar Party. Questa festa si terrà questa sera in California e, come di consueto, sarà un magnete per le celebrità. A parteciparvi ci saranno tutte quelle star che, a modo loro, hanno contribuito a rendere questo mondo un pò più verde, ma che soprattutto danno il buon esempio ai loro fans.

Star della serata non poteva essere che Leonardo DiCaprio, di cui ci eravamo già occupati tempo fa. Ma non mancheranno tanti altri attori famosi come Orlando Bloom, Penelope Cruz, Marisa Tomei, Kate Bosworth, Rosario Dawson, Sheryl Crow, Gavin Rossdale e BlackCowboy. Quest’anno la manifestazione premierà le “Scuole verdi“, con un particolare accento sul miglioramento della salute degli studenti e delle prestazioni, come il risparmio di denaro (sempre in termini ecologici e non di taglio), la creazione di posti di lavoro verdi e la promozione di soluzioni intelligenti per il clima.

Italia a rischio multa, per il protocollo di Kyoto non si è fatto nulla

Un miliardo e mezzo di euro. A tanto ammonta l’ammenda per l’Italia rea di non aver attuato i parametri del protocollo di Kyoto, fino al 2008. Secondo il dossier Kyoto, elaborato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, tra i Paesi industrializzati che hanno ratificato il trattato, l’Italia risulta come al solito all’ultimo posto, dato che non ha preso alcun tipo di provvedimento per ridurre l’inquinamento. Anzi, ha fatto solo danni.

I dati completi arrivano finora fino alla fine del 2006, che riguardano cioè i primi due anni da quando il Protocollo è stato firmato. Ebbene, secondo questi dati, Germania e Gran Bretagna sono state le due nazioni che più si sono impegnate per ridurre l’inquinamento, ottenendo un vero e proprio abbattimento delle emissioni. L’Italia è stata l’unica nazione in cui queste emissioni, anziché diminuire, sono aumentate.

Colonel Trush Truck, il modo per insegnare l’ecologia ai bambini

Insegnare ai ragazzi a comprendere il loro impatto sul mondo naturale può essere determinante. Il problema è che già non è facile farlo capire agli adulti, figuriamoci a dei bambini che a malapena sanno leggere e scrivere. Mentre ci sono alcuni classici libri di ecologia per i bambini più grandi, c’è una sorprendente mancanza di storie per i più piccoli. L’autrice Kathleen Crawley ha notato questa lacuna e ha creato un personaggio che “insegna ai bambini l’importanza del riciclaggio, dell’immondizia e la tutela dell’ambiente.”

Nel video dopo il salto c’è la presentazione del nuovo personaggio che si addosserà la responsabilità di inserire queste informazioni nella mente e nella coscienza delle nuove generazioni. Si chiama “Colonel Trush Truck“, letteralmente “colonnello camion dell’immondizia”. Si tratta di un fumetto che, attraverso tante storie, presenta la problematica nel linguaggio più semplice, quello dei bambini.

Calcola l’impatto ambientale di ciò che mangi

Tre studenti danesi dell’Interaction Design Institute di Copenaghen hanno sperimentato, in rappresentazioni fisiche, gli impatti ambientali dei prodotti alimentari. Il loro progetto, intitolato “incontra il cibo che mangi” misura le emissioni di CO2 derivanti dal trasporto degli alimenti e l’importo delle compensazioni necessarie per rimpiazzarle, nel corso di un anno, attraverso altri prodotti alimentari.

Destinato  ad un pubblico vasto e concentrata su un controverso settore di un ciclo di vita della produzione alimentare, questo progetto è stato pensato per far riflettere le persone di tutto il mondo, ma non per dare dati scientifici che sarebbero troppo complicati da calcolare. I ricercatori hanno specificato sul loro sito che:

Questa scala solleva interrogativi sul cibo che si acquista, da dove proviene e come è trasportato. Con un argomento così complesso come le emissioni di anidride carbonica e l’economia globale del cibo, la nostra bilancia è solo un punto di ingresso ed è destinato a sollevare più domande che risposte.

Ma come funziona?

Non si trivella più, Obama sospende le perforazioni petrolifere ordinate da Bush

Obama è stato eletto in un momento non certo propizio per l’economia americana, ma è il mondo intero che sta vivendo una crisi finanziaria che non ha precedenti negli ultimi decenni. Governare in questo difficile frangente e portare avanti il cambiamento tanto dibattuto in campagna elettorale si rivelerà un’operazione ancora più ardua del previsto. Ma Obama non vuole certo rinunciare a mantenere le sue promesse e i suoi piani, soprattutto il Green New Deal, proseguono celermente, come un modo per salvare al contempo l’economia, creando nuovi posti verdi, e il mondo, diminuendo le emissioni di gas serra di una delle potenze più inquinanti, gli Stati Uniti.

La strada per raggiungere i risultati prefissatisi passa per il potenziamento delle energie rinnovabili, a discapito del petrolio, così tanto venerato, quasi religiosamente, da Bush. Il primo passo dell’amministrazione Obama contro l’egemonia petrolifera, è stato quello di sospendere uno dei progetti voluti dal vecchio presidente: la trivellazione di nuovi pozzi petroliferi nelle coste statunitensi di Atlantico e Pacifico.

Si è chiusa la stagione della caccia….all’uomo!

In Italia, tra i vari scandali che si susseguono di giorno in giorno, ce n’è uno di cui stranamente nessuno parla. Stiamo parlando della famosa “stagione della caccia“, quel periodo di 5 mesi in cui migliaia di cacciatori, con le dovute autorizzazioni, possono uccidere deliberatamente tutto ciò che si muove nei vari boschi della penisola.

Dicevo tutto ciò che si muove in quanto, tra tanti animali indifesi, ogni anno vengono ammazzati decine di esseri umani. La stagione venatoria 2008/2009 (dal 1° settembre al 31 gennaio) si è chiusa infatti con 41 decessi umani e quasi 100 feriti, una vera e propria guerra sconosciuto alla maggior parte della popolazione.

Il Green Market per uscire dalla crisi

Secondo una recente ricerca pubblicata da Green Seal, un organizzazione no-profit di certificazione dei prodotti, marketing sociale ed EnviroMedia, quattro persone su cinque hanno ammesso di acquistare prodotti e servizi verdi oggi, anche nel bel mezzo di uno dei periodi di recessione peggiori della storia.

Anche se questi prodotti, che affermano di essere rispettosi dell’ambiente, sono a volte più costosi, la metà delle 1000 persone intervistate ha ammesso di averli acquistati come se la crisi economica fosse un problema che non li riguarda. Inoltre, il 19% dice di acquistare i prodotti più ecologici possibile, mentre solo il 14% li acquista di meno rispetto a prima. Questi dati ci fanno capire che forse il mezzo per uscire dalla crisi è l’ecologia: cibo biologico, prodotti a basso consumo energetico e quant’altro. Su questi pare che la gente non voglia risparmiare.