
La ricerca di combustibili alternativi al petrolio è uno dei rami più fertili dell’innovazione tecnologica degli ultimi tempi.
Mettere a punto biocombustibili validi è il primo passo per liberarsi dalla dipendenza dall’oro nero e dalla grave crisi economica, nonchè l’unica via possibile per salvare il Pianeta e l’uomo dai devastanti effetti dell’inquinamento.
Mettere a punto biocombustibili validi è il primo passo per liberarsi dalla dipendenza dall’oro nero e dalla grave crisi economica, nonchè l’unica via possibile per salvare il Pianeta e l’uomo dai devastanti effetti dell’inquinamento.
L’utilizzo di biomasse e di fonti di energia pulita per produrre carburante si prospetta dunque come un percorso quasi obbligato.
L’ultima novità arriva da San Diego, in California, dove è stato ideato un motore ad alghe.
L’ultima novità arriva da San Diego, in California, dove è stato ideato un motore ad alghe.
L’azienda californiana Sapphire Energy ha provato ad utilizzare le alghe per produrre combustibile.
Il processo di raffinazione avviene negli stessi impianti per la raffinazione del petrolio, e utilizza luce solare, acqua non potabile, alghe e anidride carbonica per ottenere il biocarburante.
Il carburante così ottenuto prende il rassicurante nome di green crude, greggio verde, musica per le orecchie degli ambientalisti.
Il processo di raffinazione avviene negli stessi impianti per la raffinazione del petrolio, e utilizza luce solare, acqua non potabile, alghe e anidride carbonica per ottenere il biocarburante.
Il carburante così ottenuto prende il rassicurante nome di green crude, greggio verde, musica per le orecchie degli ambientalisti.
In realtà l’dea di utilizzare le alghe per la produzione di combustibili non è poi così nuova: già la Shell aveva annunciato tempo fa di avere in mente un progetto simile e di voler costituire un laboratorio di ricerca alla Hawaii, ma non se ne fece più nulla, e l’azienda fu accusata di greenwashing, operazione di ricostituzione dell’immagine attraverso iniziative ecologiche.
Inoltre che si impieghino le alghe per produrre combustibile non dovrebbe sembrare poi così strano, dal momento che esiste una forte relazione tra le alghe e il petrolio.
Forse non tutti sanno che la formazione dell’oro nero proviene da un processo di decomposizione di sostanze organiche provenienti da organismi acquatici del regno animale e vegetale, incluse dunque le alghe.
Forse non tutti sanno che la formazione dell’oro nero proviene da un processo di decomposizione di sostanze organiche provenienti da organismi acquatici del regno animale e vegetale, incluse dunque le alghe.
L’azienda californiana non lascia trapelare notizie sul processo che dovrebbe portare dalle alghe al combustibile, ma afferma che nel giro di tre anni sarà tutto ultimato e il green crude diventerà il nuovo biocarburante per gli ecoveicoli. Ce lo auguriamo anche noi!
[Fonte: www.corriere.it]