Lobby dei pesticidi contro il cibo biologico, lettera di protesta a Michelle Obama

di Redazione Commenta

Qualche tempo fa vi raccontammo dell’iniziativa verde, una delle tante, della famiglia Obama, fatta direttamente in casa propria. Una casa piuttosto chiacchierata, visto che si trattava della Casa Bianca. Michelle Obama infatti, per dare una mano all’ambiente, aveva coltivato nel suo giardino un piccolo orto per auto-prodursi del cibo biologico.

Quest’iniziativa ha trovato immediatamente i consensi di mezzo mondo, visto che prima i cittadini americani hanno cominciato a coltivare il proprio orticello nel giardino, poi addirittura la regina Elisabetta d’Inghilterra ha deciso di dedicare un pezzetto del giardino di Buckingham Palace alla coltura biologica. Tutte iniziative ottime per l’ambiente e per la salute dei cittadini stessi, tranne che per le tasche delle multinazionali dei pesticidi.

Evidentemente notare come i cibi biologici, e quindi senza additivi chimici, erano sicuri ed anzi, facevano anche bene, ha portato ad un calo notevole delle vendite dei pesticidi, e questo ha fatto muovere la lobby di settore per cercare di dare un’inversione di tendenza. E’ di ieri la notizia di una lettera recapitata alla Casa Bianca ed indirizzata alla signora Obama, in cui la MidAmerica CropLife Association, organizzazione che rappresenta le aziende venditrici di anticrittogamici, si lamentava della cattiva pubblicità fatta ai loro prodotti.

A loro dire, i prodotti chimici sarebbero sicuri, testati scientificamente e non porterebbero danni alla salute umana ma anzi, farebbero crescere ancora meglio gli ortaggi che gli americani hanno imparato a coltivare addirittura sui tetti dei grattacieli. L’invito, alla fine della missiva, suona piuttosto assurdo, e fa capire a che punto le lobby sono in grado di arrivare: si chiede a Michelle Obama di utilizzare nel suo orto dei pesticidi e additivi chimici per far vedere al mondo intero che non sono pericolosi, e far ritornare quella fiducia nei cibi preconfezionati che gli americani stanno cominciando ad evitare.

La sfida è piuttosto ambiziosa, e difficilmente la First Lady si lascerà abbindolare tanto facilmente. Certo è che se veramente la produzione biologica dovesse espandersi così tanto, sicuramente ne guadagnerebbe la salute dei cittadini di tutto il mondo, e se qualche ricco magnate perdesse qualche miliardo di dollari, sicuramente non morirà di fame. Potrà sempre coltivare l’orticello nel suo immenso giardino privato.

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