Orsi polari o prezzo della benzina più basso, cosa scegliereste voi?

di Marco Mancini 18

In questo periodo si sta facendo sempre più pressante un problema prima di tutto morale, ma da un certo verso anche materiale, che sta facendo preoccupare la gente di tutto il mondo. Per dirla in breve, gli orsi polari sono a rischio estinzione, hanno bisogno fondamentale dei ghiacci che costituiscono il loro territorio nel circolo polare artico. Il problema è che quella zona è ricca di giacimenti di petrolio che, se sfruttati, farebbero abbassare il prezzo del greggio.

Quindi che fare? Dar ragione alle nostre tasche, rischiando di veder aumentare a livelli stratosferici il prezzo della benzina, o salvare la vita a quelle poche decine di rappresentanti degli orsi polari? La decisione finale spetta ad uno degli uomini meno amati della terra, George W. Bush, che negli ultimi mesi del suo mandato ha avuto una svolta ecologista. Ma sarà sufficiente per salvare la vita all’orso bruno?


Il problema è sorto all’inizio dello scorso anno, quando Greenpeace chiese alla comunità internazionale, ed in particolare al Governo Americano, di riconoscere la specie degli orsi polari a rischio estinzione. Grazie agli accordi internazionali, quando una specie viene dichiarata a rischio ottiene una serie di aiuti per tutelarla, che vanno dal divieto di caccia alla tutela del loro habitat naturale.

Inizialmente la Casa Bianca sembrava d’accordo con Greenpeace, dato che gli esemplari dell’orso in questione si stanno riducendo a vista d’occhio, ma ci vuole circa un anno per confermare lo status di rischio estinzione e far attuare le tutele. Intanto l’Agenzia di protezione Usa per la Pesca, la Flora e la Fauna ha collocato ufficialmente l’orso polare tra le specie in via d’estinzione, ma l’ultima parola spetta a Bush che dovrà confermare, entro domani, se la tutela possa essere effettiva.

Ma intanto, nel corso di quest’anno, si è posto un nuovo problema. Infatti l’American Enterprise Institute, uno degli organismi più influenti del Governo Americano, ha individuato una possibile soluzione al problema del caro greggio: la trivellazione dei giacimenti in Alaska, dove vive la maggior parte degli orsi polari. Secondo l’Istituto, se questo non dovesse avvenire, il prezzo del greggio arriverebbe a costare 200 dollari al barile nell’arco di poco tempo (e noi non lo mettiamo in dubbio, visto che il suo prezzo sale di circa un dollaro al giorno). E così il Presidente Usa è stato costretto a firmare 448 permessi di trivellazione, incassando 2 miliardi di dollari per i diritti.

Non è sicuro che le trivellazioni possano far diminuire il prezzo del carburante, ma di certo non lo faranno aumentare. L’altra cosa certa è che però, trivellando in maniera così selvaggia, i ghiacciai potrebbero ridursi molto rapidamente, togliendo il terreno da sotto i piedi dei poveri orsi bruni. La decisione finale spetta ancora a Bush, che se dovesse ritenere gli orsi specie in via d’estinzione, bloccherebbe o almeno limiterebbe la trivellazione. Un bel problema, voi che fareste?

Commenti (18)

  1. Ma che domanda è? Ricavare petrolio a scapito di esseri viventi innoncenti? Ma stiamo scherzando?

    Come potremmo raccontare alle future generazioni quello che abbiamo combinato?

    La strada da seguire è quella di staccarsi dalla dipendenza del petrolio. Risorse, tempo e soldi devono andare in quella direzione.

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  2. sono perfettamente d’accordo, anche perchè, caro Mattia, non avremmo nulla da raccontare alle future generazioni. Non voglio essere apocalittica ma se si continua così non ci saranno future generazioni: stiamo distruggendo il fulcro stesso della vita: la Terra.

  3. Tanto Prima O Poi Finira’ Il Petrolio Quindi Prima Lo Prelevano Prima Finira’!

    …E Dopo Sara’ Da Ridere! Gia’ Mi Immagino I Grasso-Ciccion-Amiericani Ad Andar Via A Piedi Sotto Il Sole Cocente Perche’ Non Hanno Piu’ Benzina Per I SUV E L’Aria Condizionata…

    …Si Tratta Solo Di Ritardare L’Estinzione Del Genere Umano Per Qualche Decennio! Siamo Segnati!

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  4. infatti la domanda era retorica. dentro di sè aveva il segnale implicito di passare ad altre fonti di energia, come da sempre diciamo su questo blog. purtroppo finchè chi deciderà le sorti del mondo è legato ad industrie del petrolio, non avremo altra scelta. come dice enone, dobbiamo aspettare che il petrolio finisca, e poi saranno costretti a passare al solare e ad altre energie pulite!

  5. Stiamo facendo estinguere piante e animali stupende\i e distruggendo questo meraviglioso pianeta.
    Che specie di me*da l’essere umano…

  6. ma alla fine bush che decisione ha preso??si può sapere?
    sono molo,molto,preoccupata oer gli orsi polari.. e per il genere umano intero a dirla tutta!!

  7. siamo decisamente dipendenti dal petrolio, basta!
    iniziamo a staccarci, basta ai veicoli privati, ai SUV e ai lussi.
    speriamo che questa porcheria chiamata petrolio finisca presto, anzi prestissimo, l’aria ritornerà respirabile e inizieremo a sviluppare tecnologie in grado di sfruttare risorse rinnovabili.

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