La Bulgaria voleva diventare uno dei Paesi più nuclearizzati d’Europa, ma per adesso i suoi cittadini hanno frenato questa folle corsa. Nell’ultimo week-end il popolo è stato chiamato alle urne dalle forze di opposizione al Governo che non vuole investire sul nucleare, per decidere se costruire o meno il secondo impianto del Paese. O sarebbe meglio dire “ri”-costruire, dato che si tratta di un impianto che era stato iniziato negli anni ’80 ma poi abbandonato. Per fortuna il numero dei votanti non si è nemmeno avvicinato al quorum.
Clini presenta il road show sulla green economy
Corrado Clini presenta il road show sulla green economy che inizierà a febbraio e toccherà svariate città italiane, più e meno grandi. Economia verde, lavoro giovanile, semplificazione burocratica per le aziende green, riduzione e molto altro ancora: tanti incontri per parlare di ecologia ed economia.
A Napoli è finito il gasolio, fermi 9 autobus su 10
A Napoli è finito il gasolio, incredibile ma vero, e ora sono fermi 9 autobus su 10. I tagli al budget rendono la vita difficilissima all’Anm, l’Azienda Napoletana Mobilità, che assicura che a breve riprenderanno regolarmente le corse. Ma i problemi restano dietro l’angolo.
Più di mille impianti pericolosi in Italia, ma la gente non lo sa
Un nuovo studio effettuato da Legambiente mette a nudo la disorganizzazione dell’Italia. Non che ci sorprendano tali dati, ma nemmeno pensavamo a casi di queste proporzioni. Il numero chiave oggi è 1.100, ed è il numero di impianti industriali che sono potenzialmente bombe pronte ad esplodere, con conseguenze anche peggiori di quelle dell’ILVA. Si tratta di strutture in cui si lavorano materiali pericolosi che, seppur costruite in sicurezza e secondo la legge, risultano piuttosto sconosciute ai cittadini che in quegli stessi Comuni ci vivono.
Elezioni 2013, il programma ambientale di Monti
Proseguiamo con analizzare quale il programma ambientale del partito di Mario Monti, in alleanza con Udc e Futuro e Libertà. La Scelta civica con Monti per l’Italia tratta dell’ambiente in modo abbastanza generico e più che proporre un programma vero e proprio porta avanti gli impegni presi dal candidato premier durante il governo tecnico.
USA, i tentativi di ridurre le emissioni in realtà le aumentano
Non sappiamo se ci sono o ci fanno, ma gli americani continuano a danneggiare l’ambiente in maniera irreparabile. L’ultima, ma solo in ordine di tempo, è l’entrata a pieno regime della tecnica del fracking che, nata in teoria per ridurre le emissioni, in realtà non fa altro che aumentarle. Al momento sono due le tecniche che gli Stati Uniti mettono in atto (almeno in teoria) per ridurre il proprio inquinamento: fracking e incendio del petrolio in eccesso. Gli effetti però sono ugualmente devastanti.
Luci e calore urbano influenzano le correnti aeree con effetti per migliaia di km
Luci e calore urbano influenzano le correnti aeree, i jet streams, con effetti di riscaldamento che si propagano per migliaia di km: a sostenerlo un nuovo studio di un equipe statunitense pubblicato sulla rivista Nature Climate Change. Si valuta ora la possibilità che il fenomeno sia strettamente legato agli inverni meno rigidi in determinate regioni dell’emisfero settentrionale del pianeta.
Neonicotinoidi negli insetticidi, ambientalisti uniti per dare battaglia
I neonicotinoidi alla base di molti insetticidi hanno effetti devastanti su tutta una serie di insetti utili (api comprese). Non si può più tergiversare. Gli ambientalisti si uniscono per dare battaglia alla sostanza a livello nazionale ed europeo.
The East, il film che mostra il lato cattivo degli ambientalisti
Di solito siamo contenti dei film che mettono in risalto le problematiche ambientali in quanto molte volte la gran parte del pubblico non è a conoscenza dei problemi della Terra e quindi un film al cinema può aprirgli gli occhi. The East però rischia di proporre l’effetto contrario. Il rischio è di far sembrare gli ambientalisti dei violenti, seppure i loro principi siano condivisibili.
Sardegna, allarme inquinamento a Portovesme. Una seconda Ilva?
Una seconda Ilva in Sardegna? Potrebbe essere definita così la vicenda, ancora non conclusa della frazione di Portovesme, nella provincia di Carbonia-Iglesias, nella parte sud-occidentale della Sardegna; rinomata per ospitare un porto commerciale e industriale, specializzato nella produzione metallurgica non ferrosa, unica in tutta Italia. Questo primato tuttavia mal si sposa con l’ambiente e l’area è definita la “più compromessa del Mediterraneo” per gli elevati valori di metalli pesanti, cloroformio e cadmio presenti nelle falde di superficie e in quelle sotterranee.
Elezioni 2013, il programma ambientale del Partito Democratico di Bersani
Il programma del Partito Democratico per le elezioni politiche che si svolgeranno i prossimi 24 e 25 febbraio non considera l’ambiente come priorità. La scelta è legata al fatto che, essendo alleato in maniera molto salda con un altro partito che l’ecologia ce l’ha nel nome, Sinistra Ecologia e Libertà, in un certo senso è come se deleghi a loro le tematiche ambientali da mettere in campo durante la prossima legislatura, ammesso che vincano le elezioni.
Ilva, dai giudici parole durissime contro l’azienda e il governo
Il caso Ilva resta a dir poco scottante: dai giudici sono giunte parole durissime tanto contro l’azienda quando contro il governo. In particolare il Presidente della Corte d’appello di Lecce, Mario Buffa, ha rilasciato dichiarazioni che descrivono in modo assai poco lusinghiero l’operato dell’Ilva e del governo.
Elezioni 2013, l’ambiente nel programma del Movimento 5 Stelle
Le elezioni politiche del 2013 si avvicinano: esaminiamo più da vicino il ruolo giocato dall’ambiente nel programma del Movimento 5 Stelle, che ha il suo portavoce in Beppe Grillo. Uno dei partiti italiani che punta di più sull’ecologia e le energie rinnovabili.
Animali, il rischio estinzione potrebbe essere più basso del previsto
Le specie viventi sul pianeta sarebbero meno del previsto. Per fortuna però si estinguono ad un ritmo inferiore di quanto stabilito in precedenza. Ne sono convinti i ricercatori delle università di Auckland, Oxford e Griffith, che hanno cercato di capire se davvero la Terra rischia di andare incontro ad una nuova estinzione di massa come quella che milioni di anni fa fece sparire i dinosauri.