Nella riunione di giovedì scorso il ministro dell’Ambiente Corrado Clini aveva mosso delle critiche al piano regionale circa la gestione dell’emergenza discariche nella Capitale e sulle lacune presenti nella documentazione sui sette siti individuati come possibili soluzioni post Malagrotta. Di risposta il presidente della Regione Renata Polverini risponde
Tutti sanno che la decisione riguardo l’impianto definitivo non è di competenza della Regione. Se le istituzioni e i ministeri coinvolti ritengono che il ruolo di supplenza fin qui svolto dalla Regione non è più utile e vogliono finalmente iniziare ad assumere in prima persona scelte che altri non hanno fatto, questo è il momento giusto.
Fortuna che gli svizzeri sono efficienti e, senza farsi prendere dal panico hanno subito disinnescato il pericolo, altrimenti adesso chissà cosa vi staremo raccontando. La vicenda risale a venerdì scorso, ma soltanto oggi che il pericolo è scampato si viene a sapere. Si è trattato di un guasto al reattore 2 della centrale di Beznau, a Dottingen, nord della Svizzera, a poco più di 400 km da Milano (ricordiamo che dopo l’incidente di Fukushima è diventata invivibile un’area nel raggio di 300 km dalla centrale).
Già oggi la Danimarca è il Paese che ha la più alta percentuale di energia rinnovabile che copre il fabbisogno nazionale, e nonostante sia più piccola ed economicamente più debole dei colossi come Germania, Stati Uniti e Cina, è uno dei Paesi con il più alto tasso di energia eolica ed altre forme pulite. Ma vuole fare ancora di più. Mentre in Europa si litiga se portare il limite del taglio delle emissioni al 20 o al 30% entro il 2020, la Danimarca fa molto di più.
La scoperta di una nuova specie animale fa sempre piacere, ma questa volta ci lascia davvero sbalorditi in quanto quella di cui vi stiamo per parlare è avvenuta nella città per eccellenza, quella in cui tutto ti aspetti di vedere, tranne che una nuova specie: New York City. Nella più grande città del mondo è infatti stata scoperta una nuova specie di rana. Il che è paradossale visto che di solito i biologi viaggiano nelle mete più estreme del pianeta per trovare animali ancora sconosciuti.
Tra le tante contromisure prese per contrastare la rapida estinzione di molte specie animali, forse una delle più efficaci è stata quella della creazione delle aree protette. Anche se non sono infallibili, hanno finora funzionato per molte specie come tigri e rinoceronti. Per questo oggi arriva una buona notizia dall’Africa: è stata creata la più grande area protetta del mondo.
Quella che oggi chiamiamo Australia per secoli, per non dire millenni, ha ospitato migliaia di specie animali, molte delle quali tra le più grandi del pianeta. Probabilmente anche per il fatto di essere stata scoperta relativamente tardi, nel XVII secolo, si è mantenuta più o meno inalterata visto che gli aborigeni non avevano un impatto così importante sulla biodiversità. Ma dal 1600 circa, da quando cioè è stata colonizzata, si calcola che almeno 55 specie giganti sono sparite.
Il nostro appuntamento sullo
Nonostante i suoi colori, il futuro della farfalla monarca è tutt’altro che splendente. Una delle specie a maggior rischio estinzione ha visto crollare il numero dei propri individui nell’ultimo anno, e la tendenza per il 2012 è forse anche peggiore. Lo ha stabilito il Center for Mathematics and Science Education, che in una recente relazione presentata al WWF ha definito il declino “allarmante”.

Se c’è un’attività anti-ecologica per eccellenza, questa è senza dubbio il fast food. La più grande catena del mondo però, il McDonald, vorrebbe tentare almeno di ripulirsi la coscienza ed agire dove possibile per abbassare almeno un po’ le proprie emissioni. E nell’attesa (che non avrà mai fine) dell’abbattimento della CO2 dalla carne, l’ultima novità riguarda i bicchieri delle bibite.