Earth Day 2011: i temi di quest’anno

Un miliardo di azioni verdi. E’ questo ciò che gli organizzatori dell’Earth Day si attendono prima del giugno 2012, quando si terrà il vertice di Rio voluto dall’Onu. La manifestazione, giunta alla sua 41a edizione, quest’anno è dedicata alle foreste, simbolo dell’ambiente a cui l’Onu ha dedicato anche gli ultimi anni, nel tentativo di ridurre la loro distruzione e tutelarle per salvare la biodiversità.

Secondo i dati oggi disponibili saranno 114 i Paesi, in tutto il mondo, ad aderire alle iniziative dell’Earth Day, con una ventina di milioni circa di cittadini che si calcola parteciperanno ad una delle tante manifestazioni che si terranno. Ma ciò che più conta, e che compone la gran parte dei numeri, non è né il concerto di stasera a Roma, né le altre grandi manifestazioni. Ciò che conta sono i piccoli gesti quotidiani che ognuno di noi compie, e che, messi tutti insieme, possono apportare un grande contributo alla Terra.

Risparmio energetico: il raffreddamento liquido può tagliare del 95% lo spreco dei server

Tutti i tipi di macchine e processi industriali sono raffreddati a liquido, ma stranamente, nella maggior parte dei casi in tutto il mondo, i server data-center di grandi dimensioni sono ancora raffreddati ad aria. Questa scelta non ha molto senso ora che i costi del raffreddamento sono elevati, se non a volte superiori, persino ai costi delle attrezzature.

Una delle aziende che lavorano al cambiamento è la Green Revolution Cooling. Usando un olio minerale bianco non conduttivo che trattiene il calore 1200 volte più dell’aria, l’azienda riesce a raffreddare i server con un’azione che anche un bambino poteva pensare: semplicemente immergendoli. Questa scelta, a cui non si capisce come mai non si è giunti prima, può portare ad una riduzione del 95% dell’energia utilizzata per il raffreddamento e la riduzione del 50% nel consumo totale di energia.

Quarto Conto Energia: rischio bocciatura per il fotovoltaico

                                                                               

In data odierna, martedì 19 aprile 2011, in vista della discussione, domani, in sede di Conferenza Stato Regioni, del Quarto Conto Energia e del Decreto Rinnovabili, l’Associazione Assosolare ha partecipato ad un’audizione presso la Camera dei Deputati confermando in sostanza tutte le preoccupazioni degli ultimi giorni. In base ai contenuti della bozza attuale del Quarto Conto Energia, infatti, si rischia nel nostro Paese per il fotovoltaico la bocciatura definitiva ad opera proprio dell’attuale Governo in carica per effetto delle sue scelte.

Questo è quanto, tra l’altro, ha dichiarato Gianni Chianetta, il Presidente di Assosolare, che assieme al Segretario Generale Francesca Marchini sono stati ricevuti in data odierna in audizione alla Camera dei Deputati, ed in particolare presso la Commissione Ambiente. Innanzitutto, stando alla bozza, secondo Assosolare i tagli agli incentivi previsti per il Quarto Conto Energia non sono sostenibili da parte dell’industria delle rinnovabili.

Recupero imballaggi, solo 1 su 4 nel 2010 è finito in discarica

Gli imballaggi recuperati nel 2010 sono stati il 75% del totale, questo vuol dire, come spiega il rapporto annuale Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) che 3 imballaggi su 4 sono stati recuperati e riciclati, senza finire in discarica. Il riciclo complessivo degli imballaggi è stato del 64,8% con 3 punti percentuali in più rispetto al 2009 e la tendenza continua a crescere. Come si legge nel dossier 2010

La crisi non ha fermato il sistema: i ricavi sono cresciuti del 5% e i costi diminuiti del 7%

Gli italiani hanno saputo gestire meglio il loro denaro con una maggiore attenzione agli sprechi, e quindi anche all’ambiente. Gli imballaggi recuperati di plastica, vetro, acciaio, carta, alluminio e legno sono circa 8,4 milioni di tonnellate, su 11,2 milioni di tonnellate immesse nel mercato. In tal modo meno del 25% degli imballaggi è finito in discarica, e sarà invece riciclato. Il record si è avuto con il recupero dell’alluminio, con oltre il 33,7%, e del legno con 11,4% del prodotto recuperato e pronto per essere riciclato. Il risutato è stato ottenuto grazie alle campagne di informazione e dall’accordo Anci-Conai che ha coinvolto oltre 56 milioni di cittadini, l’equivalente di circa il 96% della popolazione.

Nucleare, stop del Governo alle centrali per evitare il referendum

Finalmente, dopo mesi, per non dire anni, di battaglie, arriva una bella notizia: il Governo ha deciso di ritirarsi sul nucleare, l’atomo non tornerà in Italia né ora né mai. La decisione, inserita nel decreto legge omnibus, torna indietro sulle decisioni che hanno fatto arrabbiare milioni di italiani che vedevano la politica andare contro la volontà dei votanti del referendum del 1987, riprendendo il programma nucleare dopo oltre 20 anni.

La decisione è venuta ovviamente in seguito al disastro nucleare giapponese, dato che ancora ad oltre un mese di distanza non si riesce a trovare il bandolo della matassa, e due incidenti nucleari gravissimi a distanza di 25 anni, dopo quello di Chernobyl, sono davvero troppi. Anche quei pochi italiani che potevano essere a favore del nucleare avevano cominciato a cambiare idea, e dopo la moratoria di un anno voluta pochi giorni dopo il terremoto/tsunami, ci si è resi conto che non ne valeva la pena.

Ricette Pasqua vegetariane, la quiche agli asparagi

Cari amici di Ecologiae, anticipiamo il nostro appuntamento del fine settimana con la cucina sostenibile per offrirvi una ricetta vegetariana ottima sia per il pranzo di Pasqua che per Pasquetta. Vi abbiamo già fornito qualche dritta per colorare le uova naturalmente, riciclare vecchi cestini per ricavarne graziose decorazioni pasquali, consigli per gli acquisti sulle uova di cioccolato e sul pranzo vegano cruelty free.

Oggi, per chi ama mettersi ai fornelli e cucinare per amici e parenti, vi proponiamo un piatto che è possibile realizzare con ingredienti locali, stagionali e a ridotto impatto. Abbandoniamo per una volta la nostra amata ricetta della frittata di asparagi per realizzare una quiche agli asparagi. Una torta salata semplice da preparare quanto gustosa, ideale, come suggeriscono i nostri amici di Gingerandtomato, per una scampagnata.

Earth Day, il Giorno della Terra

Earth Day

Che cos’è l’Earth Day?

L’Earth Day, il Giorno della Terra, è un evento planetario celebrato per la prima volta il 22 aprile del 1970 con la mission di sensibilizzare la popolazione mondiale alla conservazione delle risorse naturali del nostro Pianeta. Rispondendo ad un appello del senatore democratico Gaylord Nelson, 20 milioni di cittadini americani manifestarono a difesa della Terra.

Da allora le celebrazioni hanno raccolto un seguito sempre maggiore ed oggi a festeggiare il Pianeta sono 192 nazioni, oltre mezzo miliardo di persone. L’ONU celebra questa festa ogni anno all’equinozio di primavera ma la data ufficiale fissata per l’evento globale è il 22 aprile. Associazioni ambientaliste ed ecologisti dedicano questa giornata alla sensibilizzazione del grande pubblico sui temi della conservazione degli ecosistemi, lo sfruttamento eccessivo delle risorse, l’estinzione delle specie animali e vegetali, l’inquinamento e i cambiamenti climatici che mettono a rischio la stessa sopravvivenza dell’uomo sul Pianeta.

Earth Day: i concerti e gli altri eventi per il Giorno della Terra

Sono appena stati annunciati i primi appuntamenti per festeggiare l’Earth Day, il giorno in cui si ricorda una cosa tanto scontata che ormai non pensiamo più: la tutela dell’ambiente. La data stabilita, sin dal il 1970, come Giorno della Terra è il 22 aprile (venerdì prossimo), ma già da due giorni prima, mercoledì 20, cominceranno le prime manifestazioni. In particolare sarà Roma, per l’Italia, il palcoscenico d’eccellenza, in cui si terrà, presso il Galoppatoio di Villa Borghese, un concerto in onore della Terra.

Ad esibirsi sul palco si alterneranno Carmen Consoli, Patti Smith ed il maestro Ennio Morricone che ritroveremo 10 giorni dopo al concerto del primo maggio. Insieme a loro anche i Rein, Roberto Angelini e Adriano Bono. Ma siccome l’evento sarà fatto in onore della Terra, non poteva di certo essere inquinante. Ed infatti sarà ad impatto zero, grazie alla compensazione dei circa 330 kg di CO2 che si prevede verranno emessi, attraverso la creazione di 70 mila metri quadrati di foresta in Costa Rica.

Mike Tyson, vegano e contento

Ha sempre fatto parlare di sé in tutte le salse, e non poteva mancare al suo lungo curriculum quella ecologica. Sorprendendo in molti, Mike Tyson ha annunciato di voler diventare vegano. Una scelta che fa sorridere dopo che l’ex pugile è salito agli onori della cronaca per aver tirato un morso all’orecchio ad Evander Holyfield in un incontro per il titolo mondiale dei pesi massimi appena qualche anno fa.

Ma Iron Mike, che afferma da tempo di essere cambiato, ha deciso di modificare anche la sua dieta. Oggi l’ex campione di boxe sostiene di essere più felice e più sano come mai è stato nella sua vita grazie alla sua dieta vegana. In un’intervista esclusiva rilasciata a MindBodyGreen, Tyson ha spiegato di aver perso circa 58 kg grazie alla dieta, e per questo ha deciso di seguirla per tutta la vita.

Energie rinnovabili: i lavoratori del settore scendono in piazza


Il Decreto Rinnovabili, approvato di recente dal Consiglio dei Ministri, ha dapprima fatto scattare la mobilitazione tra le Associazioni del settore, mentre ora si arriva addirittura allo sciopero. In data odierna, lunedì 18 aprile 2011, infatti, con un comunicato congiunto la Fim, la Fiom e la Uilm hanno proclamato “Non spegnete il sole“, lo sciopero dei lavoratori del comparto delle energie rinnovabili. E così mercoledì prossimo, 20 aprile 2011, a Roma, ci sarà una manifestazione nel corso della quale sfileranno in corteo i lavoratori dei comparti che producono le apparecchiature per gli impianti, ed in particolare per quelli che utilizzano la tecnologia del fotovoltaico.

Per il settore delle rinnovabili che, in Italia e non solo, è un comparto ancora giovane, quella di giovedì prossimo è una protesta “storica” visto che trattasi del primo sciopero nazionale dei lavoratori. I tre Sindacati che hanno proclamato lo sciopero chiedono con questa protesta quello che sostanzialmente chiedono le Associazioni del settore delle energie rinnovabili, ovverosia delle modifiche radicali al Decreto Rinnovabili affinché non venga bloccata nel nostro Paese l’intera filiera del fotovoltaico.

Nucleare all’italiana, storie di scorie vaganti

Il nucleare italiano, nella sua pur breve esistenza, ci ha trasmesso un’eredità pesante che raccogliamo nostro malgrado e controvoglia perché siamo costretti a recuperarla, un po’ come certe storie che ci tramandano di generazione in generazione ma che siamo stanchi di continuare a raccontare. Le ripetiamo come automi, senza convinzione, finché un giorno ci svegliamo e cominciamo a chiederci perché e a mettere in discussione quel passato che spesso ci fa sentire piccoli ma che, a guardar bene il presente, non merita poi tutta questa grande considerazione. Forse, ci diciamo, è arrivato il momento di inventare una nuova storia, una storia nostra, da raccontare.

Tanto più che nell’atomo, in fondo, in Italia in pochi ci hanno creduto davvero, al punto che, pur essendo stati sempre coscienti dei rischi correlati, vederli in mondovisione ha fatto battere in ritirata molti fautori del nucleare nello stesso Governo. Quelli che cambiare idea è inimmaginabile ora, pieni di se e di ma, stanno tirando fuori quei contro che nascondevano bene, sotto le mentite spoglie di una fragile quanto presuntuosa apparenza di un sicuro al 100%.

Nissan Leaf NISMO RC, l’auto da corsa emissioni zero

Nissan Leaf NISMO RC

Nissan Leaf NISMO RC. Un’auto da corsa che mette d’accordo ecologia e adrenalina, così la descrivono in casa Nissan. RC sta per Racing Competition e Leaf, che ve lo dico a fare, la conosciamo tutti, come l’etichetta del primo veicolo al mondo a emissioni zero prodotto per il mercato di massa.

Un cuore a propulsione 100% elettrica alimentato da una batteria agli ioni di litio per la vettura che promette una competizione a ridotto impatto ambientale e che fa il suo debutto al New York International Auto Show del 2011.

Cambiamenti climatici e attività umane fanno ritirare le coste dell’Artico

Le coste dell’Artico si ritirano sempre più, ad un ritmo di circa mezzo metro ogni anno. Le cause dell’erosione sono da rintracciare nei cambiamenti climatici e nelle attività umane, sempre più frequenti. Questi in sintesi i risultati della ricerca condotta da trenta scienziati provenienti da dieci Paesi che hanno monitorato oltre 100.000 km di coste del Circolo polare artico, e pubblicato online il rapporto “Stato delle coste artiche 2010” sulla rivista Estuaries and Coasts.

I ricercatori, aderenti all’Associazione Helmholtz e all’International Artic Science Committee, sono preoccupati per il rapido tasso di erosione delle coste che in alcuni punti ha toccato anche i trenta metri nell’arco di un anno. Tra le aree più colpite vi sono il Mare di Beaufort, il Mare di Laptev e il Mare della Siberia Orientale.