I mutamenti climatici fanno cambiare colore ai gufi

Tra i gufi in Finlandia, quelli con le piume grigie sono tradizionalmente più numerosi di quelli marroni. Questa caratteristica geneticamente definita, tuttavia, sta cominciando a modificarsi. Ogni anno infatti pare siano numericamente sempre di più i gufi marroni rispetto a quelli grigi. La ragione di questo cambiamento, secondo una nuova ricerca, è il graduale riscaldamento degli inverni causato dai cambiamenti climatici.

Si pensa infatti che a causa del loro colore, i gufi marroni siano più visibili ai predatori durante i periodi di forti nevicate che, almeno in passato, hanno imbiancato la regione e reso più difficile per questa specie sopravvivere nella stagione riproduttiva. Ma ora che gli inverni si stanno scaldando, e le forti nevicate stanno diventando sempre meno comuni, i gufi marroni sono più in grado di fondersi con l’ambiente.

Biodiversità: Emilia-Romagna, parte indagine promossa dalla Regione

Fermare entro l’anno 2020 l’erosione degli habitat naturali e delle specie. E’ questo, in accordo con quanto ricorda in Emilia-Romagna l’Amministrazione regionale, quanto stabilito a Nagoya, in Giappone, nel corso della decima conferenza ONU sulla biodiversità. Ebbene, al fine di monitorare e censire lo stato della conservazione ambientale in Emilia-Romagna, la Regione, ed in particolare l’Assessorato all’Ambiente, ha annunciato l’avvio dell’indagine sulla biodiversità che, con finanziamento a valere sul Piano regionale di sviluppo rurale, dovrà terminare entro l’anno 2013.

L’indagine parte in una fase che, in accordo con quanto messo purtroppo in risalto da Sabrina Freda, Assessore all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna, il Governo centrale ha continuato a tagliare le risorse con ben 25 milioni di euro di riduzione, da destinare alle politiche ambientali, solo nell’ultimo anno; invece secondo l’Assessore servirebbe l’impegno di tutti a fronte di politiche trasversali in grado di coinvolgere Enti Locali, Stato e Regioni con una strategia nazionale sulla biodiversità concreta, e risorse altrettanto concrete.

Olio d’oliva deodorato, Coldiretti: “Uno scandalo”

Sei euro al litro. E’ questo per la Coldiretti il prezzo giusto, sinonimo di un olio extravergine d’oliva di alta qualità, qualità che deve essere ulteriormente qualificata dall’etichetta che attesti l’origine nazionale delle olive e non semplicemente dal marchio italiano che si affida spesso ad olive straniere. L’associazione è intervenuta sulla vicenda dell’ipotesi di reato che pende su una maxipartita di olio d’oliva, per un valore commerciale di 4 milioni di euro, rea di documenti di trasporto contraffatti e per questo nel mirino del Nucleo Agroalimentare Forestale di Roma.

Per la Coldiretti questo potrebbe spiegare i prezzi stracciati a cui viene venduto l’olio exravergine in molti supermercati, prezzi a volte talmente irrisori che non potrebbero coprire nemmeno il costo sostenuto per la raccolta delle olive.

Sacchetti di plastica, Tar del Lazio conferma divieto

I sacchetti di plastica, rei di inquinare il Mediterraneo facendo ingoiare bocconi amari ai pesci, incassano un altro no, secco e perentorio. Stavolta è il Tar del Lazio a rilegittimarne, ancora ce ne fosse bisogno, la messa al bando. Lo fa rispondendo in merito alla Unionplast che, insieme ad altre quattro aziende produttrici, aveva chiesto fosse sospeso il provvedimento presente nella Legge Finanziaria del 2007, decreto che aboliva di fatto gli shopper in plastica tradizionale e che di proroga in proroga è entrato in vigore il primo gennaio scorso.

Soddisfazione per la sentenza è stata espressa dall’Onorevole Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente, che vede nella decisione del Tar del Lazio sugli shopper una conferma, anche sotto il profilo giuridico, della scelta del Governo.

CO2, l’Australia fissa il prezzo delle emissioni

Il Governo australiano ha deciso che da oggi chi inquina paga. In realtà non è un’iniziativa estemporanea, ma si tratta del terzo tentativo di far pagare le emissioni di carbonio, e così giovedì scorso ha svelato i piani per una sorta di “tariffario a prezzo fisso per la CO2” che partirà dal 2012, nonostante la forte opposizione che incontra in patria.

Il primo ministro Julia Gillard, il cui predecessore, Kevin Rudd, l’anno scorso aveva fallito altri due tentativi simili, ha detto che chi inquinerà pagherà un prezzo che verrà determinato a breve, il quale entrerà nel mercato delle emissioni entro cinque anni. Una specie di riforma australiana del cap and trade.

Deforestazione in Amazzonia +1000% nel 2010

Nel corso degli ultimi anni il tasso di perdita delle foreste nell’Amazzonia brasiliana era in declino costante, ma i dati più recenti ancora una volta dimostrano che il problema è tutt’altro che finito. Secondo i dati diffusi nei giorni scorsi, la deforestazione nella più grande foresta pluviale del mondo è aumentata di quasi il 1000% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnando il primo rialzo da oltre due anni, anche se solo il tempo dirà se è solo un caso o una preoccupante inversione di tendenza.

Un rapporto recentemente divulgato dall’Amazon Institute of People and the Environment (Imazon) rivela che 175 chilometri quadrati di foresta sono stati persi lo scorso dicembre, rispetto ai soli 16 km² del dicembre 2009, un aumento del 994%.

Fotovoltaico: Gifi-Anie traccia la road map

E’ abbondante, ma anche inesauribile e, soprattutto, gratis; stiamo parlando della risorsa solare che, tra l’altro, su tutto il nostro Pianeta risulta essere anche ben distribuita. A mettere in risalto queste caratteristiche è stata Gifi-Anie che per il fotovoltaico, e per il suo sviluppo e diffusione in Italia, ha tracciato una vera e propria road map.

Questo perché, sebbene non si possa far leva solo su una risorsa, e solo su una tecnologia, il fotovoltaico in ogni caso ha svolto ed è ancora destinato a svolgere per gli anni a venire un ruolo fondamentale per quel che riguarda la produzione e la disponibilità di energia che, a fronte di prezzi adeguati, offra anche per l’ambiente un impatto sostenibile con conseguenti ricadute positive a livello di sviluppo economico e sociale.

Elettrosmog, Radio Vaticana: “Accusa ingiusta”

Elettromog Radio Vaticana: ieri la sentenza, oggi le polemiche. La Corte di Cassazione, ne avevamo dato notizia già questa mattina, ha rigettato il ricorso dell’emittente radiofonica, presentato nell’ambito della causa che la vedeva imputata per le emissioni elettromagnetiche provocate dai ripetitori di Santa Maria di Galeria. La difesa aveva presentato ricorso contro la sentenza del 14.10.2009 pronunciata dalla Corte di Appello di Roma.

Un’accusa pesante, quella dell’aumentato rischio di leucemie nella popolazione di Cesano, comune vicino Roma che più è esposto ai danni delle antenne, cui non fa seguito a dire il vero una condanna altrettanto importante. La IV sezione penale della Cassazione condanna il cardinale Roberto Tucci a pagare le spese processuali e i danni ai cittadini, pur dovendo confermare la caduta in prescrizione dei dieci giorni di carcere.

Scarpe biodegradabili, prego piantare dopo l’uso

Il cammino fatto con le vostre scarpe torna alla terra e si trasforma in pianta elevando i vostri passi verso il cielo. Forse un concetto un po’ troppo poetico per delle semplici, o almeno all’apparenza, scarpe da tennis ma l’idea di un’azienda olandese nasce proprio dal trasformare persino un oggetto logoro, di uso comune, cui solitamente ci si affeziona e di cui non ci si vuole disfare, in qualcosa di nuovo e vivo, altrettanto visibile e concreto, sempreverde: una pianta.

E se siete degli habitué delle sneakers in pochi anni, c’è da giurarci, il vostro giardino sarà pieno di piante, a costo zero, un modo per compensare le emissioni di CO2 del processo produttivo delle scarpe e rendere il vostro camminare ad impatto zero.

Acqua, deve rimanere bene comune

Dopo il convegno Dammi da bere-giornata sull’acqua, organizzato da Greenaccord al centro Euro Mediterraneo di Roma, sono seguiti interventi e commenti sul bene più prezioso che abbiamo, l’acqua.

Il tema dell’acqua come bene comune non privatizzabile è quanto mai attuale visto che trra il 15 aprile e il 15 giugno 2011 saremmo chiamati a votare nel referendum sulla privatizzazione del servizio idrico.

Smog città italiane, per l’OMS toglie 9 mesi di vita

L’inquinamento italiano è tra i primi al mondo, tanto da riuscire a toglierci giorni di vita. Ne è convinta l’Organizzazione Mondiale della Sanità che, oltre ad inserire l’Italia al primo posto tra i Paesi più inquinanti d’Europa grazie alle 13 città con più emissioni tra le prime 30 d’Europa, ha calcolato che l’inquinamento nel nostro Paese è talmente elevato da togliere ben 9 mesi di vita ai cittadini.

Morti premature e malattie croniche sono causate dall’aria irrespirabile, che Angelo Bonelli dei Verdi paragona all’immondizia di Napoli tradotta nell’aria anziché per le strade. Torino, Brescia e Milano sono le tre città che destano maggiore preoccupazione, dato che sono le prime di 7 città che sono riuscite già a superare il limite di 35 giorni di sforamento nella misurazione delle polveri sottili ammessi dall’Europa, e sono sicuramente tra quelle per cui non si vede una soluzione al problema. Esse sono rispettivamente al secondo, terzo e quarto posto nella classifica europea delle città più inquinate, “battute” solo dalla bulgara Plovdiv.

Clima e Mediterraneo, piogge in calo del 20%

Gli  scenari climatici del Mediterraneo indicano una graduale riduzione delle piogge che va dal 10 al 20% nei prossimi 50 anni. Questo in sintesi quanto emerso dal convegno Dammi da bere-giornata sull’acqua, tenutosi al centro Euro Mediterraneo di Roma per conto dell’associazione Greenaccord. Antonio Navarra, direttore del centro di ricerca, ha affermato che la regione del Mediterraneo è una delle più critiche per la massiccia presenza dell’uomo

con decine di milioni di presenze turistiche lungo le sue coste, e di infrastrutture come ad esempio industrie, porti e oltre che essere attraversata da numerosi traffici marittimi umana.