Bioedilizia: arriva la casa-uovo col 70% di efficienza energetica

Potrebbe sembrare di essere a Pasqua ogni mattina se si vivesse in una di queste case-uovo disegnate da Roberto Casati, i fratelli Marco e Matteo Puggelli e David Santangelo, un gruppo di ingegneri e architetti di Prato. Il nuovo progetto di abitazione ecologica è stato battezzato KasaUovo, e si tratta di edifici di 70 metri quadrati che soddisfano i criteri di abitabilità. Il primo aspetto che rende questa casa ecologica è che è costruita con un materiale composito proveniente da pneumatici per auto e scarti del legno.

Casati dice le case-uovo avranno quella forma di proposito, perché “ispirate alla natura”. E come tutte le forme naturali, possiede un’ottima efficienza energetica. Il progetto dell’ingegner Casati non è di costruire singole case-uovo su lotti vuoti, ma ha anche brevettato un concept che in un certo senso “ricicla” vecchi edifici abbandonati per realizzare un programma pilota di “uova multiple”.

Impianti fonti rinnovabili: rischio stangata sulle bollette

La produzione di energia pulita da fonti rinnovabili rappresenta per il nostro Paese, e non solo, una grande opportunità per l’occupazione, per la protezione ambientale, ma anche per abbattere la dipendenza energetica dai combustibili fossili. Pur tuttavia, il sistema delle incentivazioni è tale che sulle bollette che pagano gli italiani si rischia una vera e propria stangata da rinnovabili.

A ribadirlo è stata l’AEEG, Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, anche in virtù del fatto che gli incentivi per le rinnovabili in Italia sono tra i più alti al mondo a fronte di oneri nelle bollette energetiche che a carico degli italiani sono in costante crescita. Nel dettaglio, l’Autorità stima che dopo i 2,5 miliardi di euro nelle bollette del 2009, ed i 3,4 miliardi di euro nello scorso anno, per il 2011, senza alcun intervento atto a modificare l’attuale status, gli oneri potrebbero arrivare secondo l’AEEG a 5,7 miliardi di euro.

Disastro ambientale in Sardegna, la Gallura si costituisce parte civile

Non si placa la protesta in Gallura a seguito del disastro ambientale dei mesi scorsi nell’area industriale di Porto Torres. Si è costituito un Comitato per la salvaguardia delle coste del Nord Sardegna, finora i volontari sono 250 ma la rabbia per l’ennesimo scempio all’ambiente a causa di una multinazionale è tanta.  Il comitato si costituirà parte civile nel procedimento contro la E. On. Si chiedono i danni per l’ecosistema marino distrutto e per l’immagine, a pochi mesi dall’apertura della stagione estiva sulle coste della Gallura. Come spiega Giovanni Mura, legale del movimento sardo

L’azione di pressione che il comitato porta avanti affinché le operazioni di pulizia vengano eseguite in tempi rapidi mira a limitare i danni causati dall’arrivo sulle coste del catrame. Portiamo avanti anche la richiesta di risarcimento. Al momento è difficile quantificare i danni. Valutiamo anche la possibilità di presentare un esposto alla Procura di Tempio.

San Valentino 2011, idee regalo ecofriendly

Cari amici di Ecologiae, innamorati della Terra e di uno dei suoi abitanti, se avete intenzione di festeggiare San Valentino a basso impatto ambientale, il nostro consiglio è di optare per viaggi brevi, utilizzando il treno e i mezzi pubblici o (perché no) programmando una gita in bici,  e privilegiando, se dormite fuori, pernottamenti in alberghi e bed and breakfast che rispettano i princìpi della bioarchitettura, praticano il riciclo e riducono gli sprechi puntando sul risparmio energetico.

Per quanto riguarda i regali abbiamo già spulciato qualche idea interessante sull’e-store Yeslife, ma le idee green sono tante e non necessariamente passano attraverso degli acquisti. Ne condividiamo qualcuna con voi e aspettiamo anche i vostri consigli.

San Valentino: occhio alle rose!

Le rose rosse sono il simbolo di San Valentino, ma non è detto che facciano bene all’ambiente. Anzi, nella maggior parte dei casi producono più danni che benefici. Ma cosa può fare un singolo fiorellino al mondo? Non solo le rose, ma in generale gran parte delle tonnellate di fiori che si vendono in Italia in occasione del 14 febbraio non hanno origine nostrana.

Molte infatti provengono dalla Cina o comunque dall’Oriente, altri fiori non sono di stagione, e dunque vanno ad ingrossare la quantità di emissioni dovute agli agenti chimici utilizzati per farli crescere contro natura. Per non parlare dei pesticidi, in larga parte vietati in Italia ed in Europa, ma non nei Paesi da cui questi fiori provengono. E così si corre il rischio che quando la vostra amata annuserà la rosa che le avrete comprato, immetterà nei suoi polmoni anche delle sostanze tossiche.

Smog Milano, triplicati livelli PM10 nella seconda domenica a piedi

Ancora sullo smog a Milano, con il bilancio della seconda domenica a piedi che se è positivo per molti cittadini, pedoni, ciclisti e pattinatori, che si sono riappropriati della città, approfittando del pullulare di iniziative di arte, cultura e salute, riporta risultanti deludenti sull’altro fronte, quello principale, la mission per cui è nato il blocco del traffico domenicale: abbassare i livelli di PM10.

Le domeniche ecologiche sono state volute dal sindaco Letizia Moratti e dalla sua amministrazione perché il livello di polveri sottili resta pericolosamente oltre la soglia da giorni e giorni ormai nel capoluogo lombardo, tanto che i valori del PM10 hanno sforato per quasi tutto il tempo dall’inizio del 2011, e sta ormai per terminare il bonus di 35 giorni di sforamento all’anno consentito dalla normativa europea recepita a livello nazionale. Com’è andata ieri a Milano con le auto rimaste ferme?

Vivere ecologico: come essere “green” a bordo di un’auto

In un mondo ideale tutti abbandonano l’auto e si spostano a piedi, in metropolitana, autobus e treni. Tuttavia, poiché non viviamo in un mondo ideale, e ci rendiamo conto che non tutti i sistemi di trasporto pubblico sono uguali, può essere difficile rinunciare completamente al veicolo. Così come si può fare a mantenere uno stile di vita ecologico anche se siamo costretti a spostarci in auto per andare al lavoro, all’Università o per vedere gli amici?

Circa un quarto delle emissioni di anidride carbonica provengono dal settore dei trasporti. Pertanto, il modo più diretto per alleviare l’impatto della nostra auto sull’ambiente è quello di ridurre il più possibile il chilometraggio effettuato. La soluzione migliore è quella di acquistare un’auto elettrica, ma siccome ci rendiamo conto che non sempre è possibile, ci sono alcuni principi che possono rendere meno inquinante la nostra auto.

Energia pulita: un futuro 100% rinnovabile è possibile

Da qui ai prossimi 40 anni, scegliendo a regime la strada della crescita “green” in materia di produzione di energia, le economie mondiali saranno floride e non ci saranno problemi relativi al costo dell’energia, ai cambiamenti climatici ed alla sicurezza dei rifornimenti. Al riguardo il WWF, con il “The Energy Report”, un Rapporto redatto in due anni, ha voluto dimostrare come entro il 2050 si possa arrivare all’obiettivo del 100% di consumo di energia da rinnovabili includendo quindi anche i trasporti. Secondo il presidente del WWF Italia, Stefano Leoni, possiamo costruirci un futuro con le energie alternative che può garantire una migliore qualità della vita, ma al riguardo occorre che si cominci subito.

Nel Rapporto, inoltre, a gran voce ed a chiare lettere, si spiega invece come la strada del nucleare sia da escludere come soluzione alternativa ai combustibili fossili. Questo perché non esiste al mondo un posto che possa definirsi sicuro dove stoccare le scorie derivanti dalla fissione nucleare visto che queste rimangono pericolose per migliaia di anni.

Elettrosmog

Elettrosmog

Con il termine elettrosmog si intende quella forma di inquinamento elettromagnetico prodotta dalle radiazioni non ionizzanti.
Le radiazioni non ionizzanti sono forme di radiazioni elettromagnetiche comunemente chiamate campi elettromagnetici che, al contrario delle radiazioni ionizzanti, non possiedono l’energia sufficiente per modificare le componenti della materia e degli esseri viventi (atomi, molecole). Le radiazioni non ionizzanti possono essere suddivise in:

  • campi elettromagnetici a frequenze estremamente basse (ELF)
  • radiofrequenze (RF)
  • microonde (MO)
  • infrarosso (IR)
  • luce visibile

Rifiuti radioattivi di Brescia in Sardegna, protesta contro l’Alfa Acciai

Da Brescia a Cagliari via mare, un carico radioattivo giunge allo stabilimento della Portovesme srl, nel Sulcis, dall’Alfa Acciai di San Polo ma il tentativo di passare la patata bollente alla Sardegna non riesce. Ieri è montata una rumorosa protesta con pentole e coperchi fuori dai cancelli dell’azienda bresciana: il carico di veleni sta tornando indietro, rispedito al mittente, con un avanti e indietro di materiale tossico in giro per l’Italia che ha del vergognoso. I rappresentanti del Comitato Spontaneo contro le Nocività di Brescia chiedono un più stretto monitoraggio sulla ditta.

Com’è possibile? Rifiuti speciali in viaggio fino alle coste sarde in due banalissimi (invisibili?) container, come se niente fosse. Protesta Legambiente Sardegna che definisce, nelle parole del suo presidente Vincenzo Tiano, davvero incredibile che del materiale così pericoloso per la salute pubblica e ambientale abbia viaggiato indisturbato sino all’isola italiana.

Arte e riciclaggio al Museo Rumenta

Chi ha detto che la spazzatura è destinata ad andare in discarica? Oggi tutto fa tendenze e tutto può trasformarsi in arte, anche i rifiuti. Dopo l’esperienza di Vik Muniz che ha realizzato opere artistiche nella discarica più grande del mondo, un’altra idea per rivalutare i rifiuti e il riciclaggio è venuta al grande architetto Renzo Piano.

Ognuno di noi produce in media 550 chili di spazzatura ogni anno. A Genova la media è poco più alta, con 650 kg pro capite. Per questo la città ligure ospiterà il museo dedicato al riciclo e al riutilizzo creativo dei rifiuti, il Museo Rumenta. Sarà un museo laboratorio, il primo in Italia, un punto di ricerca. Non a caso sarà ospitato all’interno del complesso dei Magazzini dell’Abbondanza, costruito nell’area portuale di Genova durante la Repubblica per accogliere e immagazzinare i beni in eccesso nei periodi di abbondanza, merci e generi alimentari da distribuire alla popolazione durante le carestie. Il compito di gestire i magazzini era affidato al Magistrato dell’Abbondanza, nato nel 1565. Dunque un doppio valore simbolico: se prima i magazzini erano necessari nella civiltà del risparmio, oggi sono superflui nell’epoca del consumismo e dello spreco.

Marea nera: 3 milioni di litri di agenti chimici disperdenti sono ancora presenti nel Golfo del Messico (video)

Forse è uno degli elementi più controversi della vicenda della fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma BP della scorsa primavera/estate. L’utilizzo massiccio di grandi quantitativi di prodotti chimici disperdenti Corexit per tentare di ridurre la viscosità del petrolio che usciva dalla Deepwater Horizon, ma che a quanto pare non hanno funzionato granché.

L’EPA (Agenzia per la Sicurezza Ambientale americana) ha affermato che la BP ha smesso in tempo di utilizzarli, probabilmente quando si sono resi conto che non davano risultati, ma l’azienda ha continuato comunque per settimane a sversarli, senza che nessuno, tra le proteste degli ambientalisti, fosse disposto a farli smettere. La società ha sempre sostenuto che i disperdenti sarebbero scomparsi insieme al petrolio, ma un nuovo studio rivela che questo non è accaduto. Anzi, 771.000 galloni (quasi 3 milioni di litri) di disperdenti sono stati scoperti ancora a solcare il mare dopo mesi.