E’ tutto deciso, da tempo: torneremo al nucleare, volenti o nolenti. Rombino i reattori di Casaccia, vestiti a festa. L’Agenzia per la Sicurezza sul Nucleare c’è come c’era il cavaliere inesistente e sfodera (forse) un presidente smagliante a prova di cancro, il barone rampante, l’oncologo di fama internazionale nonché senatore PD (ancora per quanto?), Umberto Veronesi.
La lista Sogin sui siti papabili, anche quella, ha fatto il suo bell’ingresso già da tempo, secretata in un cassetto lontano dal popolo, cavallo curioso, depennata orgogliosamente nella lista delle cose da fare per ritornare al nucleare più in fretta che si può, prima che scada il mandato o il popolo pensante, o quel che ne resta, che come mai poi non dovrebbe trovare naturale volersi intossicare per risparmiare un cent a Kw (si fa per dire) sulla bolletta, si svegli, fate voi. E a quanti si chiedono a quando il debutto in società della red list, riecheggia in risposta un verso infernale quanto lo è quest’incertezza, vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, nel girone di una, nessuna, centomila libertà, e più non dimandare.


I reattori nucleari del Centro Ricerche Casaccia, il principale complesso di impianti e laboratori Enea (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’Energia e lo sviluppo economico sostenibile) in Italia, oggi sono stati riaccesi per festeggiare il 50^ anniversario della Casaccia.

