Obama ha ceduto: sì ai pannelli solari sulla Casa Bianca

I tanti sforzi ed appelli che sono piovuti su Washington negli ultimi mesi hanno trovato ascolto, e finalmente il presidente Barack Obama ha ceduto: installerà i pannelli solari sulla Casa Bianca. La sua amministrazione ha annunciato che nella primavera del 2011 prevede di installare pannelli solari termici per il riscaldamento dell’acqua sul tetto della residenza presidenziale.

Questo progetto riflette il forte impegno del presidente Obama per la leadership degli Stati Uniti nel campo dell’energia solare e dei posti di lavoro che creerà qui in casa. L’implementazione di tecnologie per l’energia solare in tutto il Paese aiuterà l’America a condurre l’economia mondiale negli anni a venire

ha detto il segretario all’energia Steven Chu (corrispettivo del Ministro dell’ambiente) in una dichiarazione per annunciare la decisione.

Green economy a rischio senza il bonus al 55%

Negli ultimi giorni a tenere banco è la proroga o non proroga delle detrazioni al 55% sui costi ammissibili sostenuti per gli interventi in materia di riqualificazione ed efficienza energetica. Al riguardo è intervenuta anche l’Assolterm, Associazione Italiana Solare Termico, sottolineando con preoccupazione come, nel caso in cui il Governo dovesse tagliare il bonus al 55%, la green economy sarebbe a rischio e con essa migliaia di posti di lavoro.

Ma nello stesso tempo si farebbe in salita anche la strada per il raggiungimento dei target al 2020 così come definiti in sede comunitaria. Senza le detrazioni fiscali tutto il settore dell’edilizia, che già non se la passa proprio benissimo in Italia, andrebbe probabilmente in apnea e difficoltà ci sarebbero anche per la filiera del solare termico con la perdita di posti di lavoro che Assolterm stima in alcune migliaia di unità.

Fanghi rossi in Sardegna, maggiori accertamenti

A pochi metri dalla costa sud-ovest della Sardegna si trova un bacino di stoccaggio della ex-industria Eurallumina, dove sono depositati 20 milioni di metri cubi di fanghi tossici, un quantitativo 25 volte superiore ai fanghi che si sono riversati in Ungheria la settimana scorsa. Il sindaco di Portoscuso, Adriano Puddu, cerca di rassicurare i cittadini, ma il disastro ambientale è alle porte

I timori per la salute e la sicurezza ambientale esistono, sono palesi. Ma al contrario di quanto accaduto in Ungheria, da noi il problema è sotto controllo da oltre un anno. I liquidi residui della lavorazione della bauxite raggiungono bacini attraverso particolari tecniche idrauliche. Lo ripeto, si tratta comunque di fanghi meno dannosi rispetto a quelli ungheresi. Il pericolo di inquinamento delle falde e del sottosuolo esiste e non è da sottovalutare anche se si tratta, pur sempre, di attività industriale.

Protocollo di Kyoto prorogato dall’Unione Europea

La Ue ha deciso ieri sera che il protocollo di Kyoto (in scadenza nel 2012) si potrà prorogare. Ma trattandosi di una decisione politica, non poteva essere tutto così semplice. Dalla riunione dei 27 Governi che dovevano decidere sulle sorti di uno dei trattati più discussi della storia, è venuto fuori un documento altrettanto complicato da far rispettare.

Secondo i ministri dell’ambiente dell’Unione Europea, il trattato si può prolungare a condizione che tutte le grandi economie del mondo, dunque comprese anche le reticenti Cina e Stati Uniti, si adeguino al protocollo, impegnandosi nella riduzione delle emissioni di gas nocivi per l’ambiente. Il precedente trattato non prevedeva l’obbligatorietà della ratifica. In pratica un Paese poteva affermare di essere d’accordo ma poi non seguirlo, o ratificarlo in un secondo momento. Per il prolungamento dell’accordo invece i Paesi dell’Ue chiedono la ratifica da parte di tutti e subito.

Studio del Barilla Center for Food and Nutrition: il cibo sano è leggero per l’uomo ed il pianeta

Se pensiamo, senza timore di essere additati quali romantici, che siamo parte del super-organismo terrestre e che noi abbiamo bisogno delle altre specie e dell’ambiente quanto questi hanno bisogno di noi, non ci apparirà una coincidenza che, nella eco-logica perfetta secondo la quale funziona la vita sulla terra, quel che è meglio per noi sia meglio anche per il pianeta.

Oggi uno studio del Barilla Center for Food and Nutrition ce lo conferma. Una dieta sana per l’uomo giova anche alla salute del pianeta. Lo dimostra l’analisi degli alimenti condotta secondo il modello della doppia piramide alimentare-ambientale che interpola dati sulla salubrità e sull’impatto ambientale dei cibi calcolato in funzione di: produzione di gas serra (impronta del carbonio), consumo di risorse idriche (impronta idrica) e uso del territorio (impronta ecologica).

Risparmio energetico, un attore ci dimostra come fare (gallery)

Si fa presto a dire “risparmio energetico“. In molti sanno cos’è, ma in pochi lo praticano o sanno praticarlo. Per chiarirci una volta per tutte le idee, Ryan Haneman, un attore canadese, ha deciso di vivere in un container per un intero giorno per dimostrare come praticare il risparmio energetico in casa.

BC Hydro ha convertito due container in graziosi appartamenti con pareti in vetro. In uno, l’attore ha installato luci ad incandescenza, una TV e un computer funzionante, mentre nell’altro segue il tipico “stile di vita ecologico” che tutti dovremmo avere, ricordandosi di spegnere le luci quando non servono, leggendo in modo da sfruttare la luce naturale ed in altri modi già descritti anche in queste pagine. In entrambi i casi veniva visualizzato un contatore di elettricità consumata.

Risparmio gas, carburante ed energia elettrica per la PA dell’Emilia-Romagna

Nella Regione Emilia-Romagna gli Enti del territorio possono risparmiare ben otto milioni di euro all’anno sul gas, sull’acquisto di carburante, ovverosia il gasolio, la benzina ed il Gpl, nonché per la fornitura di energia elettrica. A darne notizia è stata l’Amministrazione regionale per effetto di tre specifiche procedure, realizzate da Intercent-Er, l’Agenzia regionale, grazie alle quali gli acquisti possono essere effettuati a condizioni economicamente favorevoli con un conseguente taglio alle spese per i consumi energetici.

Trattasi complessivamente di tre gare, di cui quella per l’energia elettrica, per circa 28 milioni di euro, destinata dalle Aziende sanitarie regionali che a fronte del risparmio economico possono anche optare per l’acquisto di energia verde prodotta con le fonti rinnovabili.

Nucleare di seconda generazione

Nucleare di seconda generazione

Più che di energia nucleare di seconda generazione, sarebbe più corretto parlare di reattore nucleare di seconda generazione, una classificazione della progettazione di un reattore nucleare che si riferisce alla classe dei reattori commerciali costruiti fino alla fine degli anni ’90. Siccome la tecnologia nucleare si è evoluta molto rapidamente negli ultimi 10-15 anni, si tende così a generalizzare con le definizioni, parlando così di nucleare di seconda, terza o quarta generazione per distinguere le varie forme che si sono succedute dalla prima originale.

I reattori prototipici di seconda generazione comprendono i PWR, VVER, CANDU, BWR e AGR. Questi si differenziano dalla prima generazione di reattori che si riferiscono al prototipo iniziale dei reattori nucleari destinati alla produzione di energia elettrica. Questi si chiamavano Shippingport, Magnox, Fermi 1, e Dresda. La nomenclatura per i progetti dei reattori, che descrive le quattro “generazioni”, è stata proposta dal Dipartimento per l’energia degli Stati Uniti quando è stato introdotto il concetto di reattori di quarta generazione.

Ecologia e arte nelle opere di Pistoletto a Catanzaro

In occasione del convegno Ecologia dell’Arte, Ecologia della Mente (venerdì 15 ottobre 2010), nel palazzo della Provincia di Catanzaro saranno installate due opere di Michelangelo Pistoletto che poi saranno collocate nel Parco Internazionale della Scultura della città.

Le opere, un connubio tra arte e salvaguardia dell’ambiente, sono I Temp(l)i cambiano-Terzo Paradiso e Le sponde del Mediterraneo-Love Difference. Attraverso le due opere l’artista piemontese, e prima ancora con l’installazione Il DNA del Terzo Paradiso, vuole ribadire come sia necessario un intervento da parte dell’uomo per salvare l’ambiente e il paesaggio naturale. Solo attraverso una decisione consapevole, responsabile, e razionale, l’uomo può cambiare le sorti del nostro Pianeta, e dei suoi abitanti.

LED

LED

Con l’acronimo LED si intende Light Emitting Diode, diodo ad emissione luminosa. Si tratta in sostanza di un dispositivo semiconduttore che converte elettricità in luce mediante il movimento degli elettroni. La luce viene prodotta attraverso un processo fisico chiamato “Ricombinazione Elettrone-Lacuna” che dà origine all’emissione di fotoni.
I LED sono stati scoperti in Russia già nel 1920 dal tecnico radio Oleg Vladimirovich Losev anche se la paternità e l’applicazione pratica vengono attribuite all’inventore statunitense Nick Holonyak Jr, consulente della General Electric, e fatte risalire al ben più recente 1962.
Losev, nel corso del suo lavoro in radio, notò che i diodi utilizzati nei ricevitori emettevano luce quando vi passava corrente. La seconda Guerra Mondiale interruppe le sue sperimentazioni e la sua vita nel 1942. Nel numero di aprile del 2007 della rivista Nature Photonics, Nikolay Zheludev, riconobbe l’invenzione dei LED attribuendola a Losev.
Verso la fine degli Anni Sessanta, la Monsanto Corporation fu la prima a produrre i LED in serie, e la Hewlett-Packard li impiegò nei suoi primi calcolatori.

Oggi i LED si trovano in quasi tutti i dispositivi elettronici come lettori MP3, lettori DVD, TV, radiosveglia, semafori, dispositivi di illuminazione e computer. I LED sono stati popolari per decenni, ma oggi sono meno costosi, più luminosi e sono disponibili in più colori. Se la lampadina ad incandescenza ha dominato il mercato delle illuminazioni per almeno 100 anni, molti ritengono che il LED la sostituirà completamente molto presto.

Rischio idrogeologico, sei milioni di italiani vivono in situazioni di pericolo

Ci giungono dati preoccupanti dal primo rapporto sullo stato del territorio italiano realizzato dal centro studi del Consiglio Nazionale dei Geologi (Cng). L’analisi, effettuata in collaborazione con il Cresme, ha infatti evidenziato una situazione di pericolo per sei milioni di italiani. Sono gli abitanti i 29.500 chilometri classificati ad elevato rischio idrogeologico.

Stupisce e preoccupa non poco sapere che nel nostro Paese, nel totale degli 1,2 milioni di edifici reputati a rischio frane e alluvioni non figurino solo abitazioni, ma anche molti edifici pubblici, nello specifico si contano 6mila scuole e ben 531 ospedali in bilico.

Nucleare, niente più centrali in Usa perché troppo costose

Secondo il nostro Premier Silvio Berlusconi, il futuro dell’energia italiana è il nucleare perché non emette CO2 ed è efficiente. Così la pensavano anche negli Usa dove la Nuclear Regulatory Commission (la commissione che prendeva decisioni sulle centrali nucleari) aveva chiesto di costruire 28 nuovi reattori. Ma la crisi economica, la mancanza di fondi, e probabilmente anche la presenza più massiccia rispetto al passato delle energie rinnovabili, hanno ribaltato questa visione ed il Congresso ha detto no: le nuove centrali nucleari non le vogliamo.

Il Dipartimento per l’Energia ha sostenuto che il progetto è talmente rischioso che le società coinvolte saranno costrette a pagare una tassa troppo elevata o fornire altre assicurazioni di rimborso se vogliono ottenere i permessi per la costruzione. Constellation Energy, la società a cui fanno capo alcuni degli investitori, ha affemato che la richiesta del Governo è stata “eccessivamente onerosa”.