L’altra faccia del macero, i mille usi della carta in mostra

Si chiama L’altra faccia del macero, la rassegna sui mille usi della carta nata dalla collaborazione tra Comieco e Tetrapak. Da luglio a settembre protagonisti gli imballaggi cellulosici montati ad arte, in viaggio in nove grandi centri commerciali di altrettante città italiane per mostrarsi in tutta loro versatilità e creatività.

L’altra faccia del macero ha preso il via in Puglia nei centri commerciali Mongolfiera di Barletta (15, 16 e 17 luglio scorso) e di Lecce (dal 22 al 24 luglio).
Prossime fermate: Centro commerciale Roma Est (30 luglio-1 agosto); Porto Bolaro, Reggio Calabria (6-8 agosto); Le Befane, Rimini (12-14 agosto); Shopville Gran Reno, Casalecchio di Reno, Bologna (19-21 agosto); La Grande Mela, Lugagnano di Sona, Verona (26-28 agosto); Ottogallery, Torino (3-5 settembre); Auchan Curno (10-12 settembre).

Patate dai rifiuti, arrivano le riciclelle

La Cia (Confederazione italiana agricoltori) e l’Università di Salerno hanno messo in campo, nel vero senso della parola, delle patate di qualità cresciute con il compost derivato dai rifiuti domestici. Il nome delle patate ecosostenibili sarà riciclelle, perché ottenute dal riciclo della spazzatura.

La sperimentazione dei tuberi ricavati dal compostaggio dei rifiuti è stata sostenuta dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, che non hanno avuto dubbi sull’esito della sperimentazione dei tuberi ottenuti dalla spazzatura, dopo il successo della “insalata riciclata“.

Goletta verde, Legambiente assegna la bandiera nera a Palermo

La situazione delle coste italiane in generale non è propriamente rosea, ma quella della Sicilia, ed in particolare del suo capoluogo, Palermo, è veramente preoccupante. A denunciarlo è Legambiente, che grazie alla sua Goletta Verde sta smascherando molti aspetti “poco ecologici” delle Regioni italiane. Negli ultimi 3 giorni il tour ha toccato le coste della Sicilia, ed oggi è stato pubblicato il rapporto che di certo non farà piacere alla sua classe politica.

La bandiera nera viene assegnata principalmente perché nella città di Diego Cammarata è ancora in piedi uno dei 5 ecomostri peggiori d’Italia, il complesso delle ville abusive di Pizzo Sella, per il quale è stato ordinato l’abbattimento nel 1992 dalla Cassazione, ma che a 18 anni di distanza è ancora lì a farsi beffa di tutti quelli che vogliono una Sicilia più ecologica.

Vetro, in Italia ne ricicliamo il 66%

La raccolta differenziata in Italia cresce, e con essa i numeri per il recupero dei materiali, fino non solo a raggiungere la media europea, ma in alcuni casi persino a superarla. E’ il caso del vetro, che gli italiani hanno imparato ad apprezzare più della plastica e degli altri contenitori, ma soprattutto a differenziare, tanto che oltre un prodotto su due di quel materiale è riciclato.

A dare la buona notizia è la relazione di Assovetro per l’anno di riferimento 2009, in cui l’Italia ha addirittura superato la media europea riguardo al riciclo. Se nel Vecchio Continente il tasso di riciclo del vetro è al 65%, l’Italia è appena sopra, al 66%, uno dei risultati migliori a livello internazionale, e che migliora dell’1% rispetto al risultato già molto soddisfacente del 2008, a cui si aggiunge un +3,6% per quanto riguarda la raccolta differenziata.

Parchi nazionali, a Roma manifestazione contro i tagli previsti nella manovra economica

Chiusi per tagli. Questa potrebbe essere la scritta da far campeggiare sui cartelli di accesso ai parchi nazionali. A denunciarlo numerose associazioni ambientaliste italiane che hanno protestato oggi a Roma con una manifestazione volta ad ottenere risposte sul futuro del patrimonio naturalistico italiano. Futuro che appare nero, perchè la manovra economica del governo ridurrebbe del 50% le risorse destinate ai parchi, con 25 milioni di euro sottratti al budget del 2011. I tagli hanno già ricevuto la delibera del Senato e sono ora in discussione alla Camera.

Per Lipu-Birdlife è in gioco la difesa di flora e fauna italiane e che bel regalo, proprio nell’anno internazionale consacrato alla tutela della biodiversità:

Sarebbe un grave colpo al patrimonio di biodiversità e al turismo naturalistico, per non parlare dell’abbassamento delle difese immunitarie detenute dai Parchi italiani contro la distruzione di natura, con il rischio di esporre i preziosi territori protetti al cemento, alla speculazione e allo sfruttamento insostenibile delle risorse.

Fotovoltaico Sardegna: via libera all’energia pulita nelle serre

La Sardegna è la prima Regione d’Italia dove c’è una disciplina finalizzata alla regolamentazione degli impianti di produzione fotovoltaici nelle serre. L’Amministrazione regionale, dopo una lunga fase di concertazione con tutti gli attori della filiera, ha infatti reso noto che Andrea Prato, assessore all’Agricoltura, ha firmato un apposito Decreto che è stato illustrato a Cagliari in presenza delle Organizzazioni del settore agricolo Cia, Coldiretti e Confagricoltura, e del Comitato regionale per le energie rinnovabili.

La regolamentazione del fotovoltaico nelle serre rappresenta per il settore agricolo sardo un’opportunità duplice visto che da un lato si può diversificare l’attività rispetto a quella tradizionale delle colture e dell’allevamento, e dall’altro si possono andare ad abbattere i costi di produzione per quel che riguarda i consumi di energia per il raffreddamento ed il riscaldamento delle serre.

Google, energia eolica per alimentare i data center

Dopo le prime avvisaglie di una svolta ecologica del più importante motore di ricerca al mondo, Google ha ufficialmente avviato il suo programma verde. L’aspetto principale per l’azienda che, lavorando sulla rete ha già, per una questione logistica, bassissime emissioni di CO2, era tagliare il proprio “carbon footprint” dal fattore più inquinante della propria attività: i data center.

Secondo il comunicato ufficiale dell’azienda di Mountain View, nei prossimi 20 anni l’energia necessaria per far funzionare tutte le sue macchine non proverrà più da combustibili inquinanti ma dall’energia eolica. L’investimento ammonta a circa 39 milioni di dollari (circa 30 milioni di euro) e prevede che due centrali eoliche del Nord Dakota, sviluppate da NextEra Energy, in grado di fornire elettricità a 55mila abitazioni, convoglieranno la loro energia verso i data center di Google. Inoltre un’altra centrale è ormai ultimata in Iowa, e alla fine di questo mese entrerà nella rete della fornitura energetica dell’azienda. Ma non si tratta dell’unico provvedimento ecologico del colosso di internet.

Energia, la Cina supera gli USA per consumo

Dai dati pubblicati in questi giorni dall’International Energy Agency (IEA) la Cina risulta essere il Paese che consuma più energia al Mondo, persino dopo gli Stati Uniti. Per Zhou Xan, il portavoce dell’Ufficio Nazionale per l’Energia di Pechino la notizia non è attendibile

E’ una stima che può servire come indicazione ma che non è molto credibile. Noi pensiamo che non abbia capito bene la situazione cinese, ed in particolare gli sforzi che la Cina ha fatto per risparmiare energia, ridurre le emissioni e sviluppare nuovi fonti di energia.

Nucleare, la Prestigiacomo prevede 8 centrali in Italia entro il 2019

Non quattro, non cinque, ma addirittura otto centrali nucleari sono previste nei piani del Governo italiano. A renderlo noto è stato il Ministro Prestigiacomo, in collaborazione con il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia, in occasione dell’incontro di 24 ministri dell’ambiente negli Stati Uniti, a Washington, con il segretario americano dell’Energia, Steven Chu, nell’ambito del forum sull’Energia Pulita.

Purtroppo, mentre per gli altri Paesi energia pulita significa rinnovabili, per l’Italia è sinonimo di nucleare, e la situazione è addirittura peggiore del previsto. Secondo Saglia entro il 2019 dovrebbero essere pronte per entrare in azione ben 8 centrali nucleari, in accordo con le Regioni, anche se non si capisce di quali Regioni si stia parlando, dato che oltre la metà hanno già presentato ricorso contro questa presa di posizione (o di imposizione) del Governo, e non è detto che le altre siano d’accordo.

Fotovoltaico ed efficienza energetica: accordo Enea – Università di Catania

Il commissario dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), ed Antonino Recca, Rettore dell’Università di Catania, hanno siglato un importante accordo quadro, avente una durata pari a ben quattro anni, al fine di attivare progetti comuni che, nell’ambito dei progetti di valorizzazione delle attività di ricerca, portino ad un’interazione tra il mondo accademico e quello produttivo in modo tale, di conseguenza, da mettere in atto un trasferimento delle competenze che a livello tecnologico saranno acquisite.

A darne notizia con un comunicato ufficiale nella giornata di ieri, martedì 20 luglio 2010, è stata l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, nel far presente al riguardo come l’accordo sia incentrato sull’avvio di progetti comuni per il fotovoltaico, l’efficienza energetica, l’eolico, la mobilità delle merci e dei passeggeri, nonché i materiali speciali auxetici.

No alla privatizzazione dell’acqua, raccolte un milione di firme per referendum

Un milione di firme per dire no alla privatizzazione dell’acqua. Per la precisione oltre un milione e quattrocentomila cittadini italiani hanno firmato per ottenere un referendum nella primavera del 2011.
Il 19 luglio scorso la manifestazione del comitato promotore ha visto l’installazione di una diga di scatole in piazza Navona, a Roma. Gli organizzatori ed i partecipanti lottano per

contenere le conseguenze dell’applicazione del decreto Ronchi sulla privatizzazione delle risorse idriche

e chiedono al Governo

la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum

e alle amministrazioni locali di

non dare corso alle scadenze previste dallo stesso decreto.

Smart grid, la rete intelligente italiana che fa gola agli Usa

Il modello di smart grid, rete intelligente, sviluppato dall’Italia in collaborazione con la Corea del Sud, suscita l’interesse degli Stati Uniti, intenzionati ad acquisire il know how italiano, stando a quanto riportato dall’Ansa. Se infatti il nostro Paese ha molto da imparare dagli USA in quanto a produzione di energia, per quanto riguarda invece la distribuzione i ruoli di invertono e le nostre tecnologie la fanno da maestro.

Se n’è parlato a Washington, nell’ambito del forum sull’Energia Pulita promosso dall’Amministrazione Obama e che vede la partecipazione del nostro ministro dell’Ambiente, l’onorevole Stefania Prestigiacomo, e del sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia. Alla presenza dei ministri dell’Ambiente e dell’Energia di altri 23 Paesi, la delegazione italiana ha avuto l’occasione di mettere a confronto, e speriamo sia proficuo, la sua esperienza nel campo delle energie rinnovabili, e di conoscere più a fondo i modelli energetici del resto del mondo.