Incendi, roghi in calo ma al Sud e nelle isole è ancora emergenza

Gli incendi boschivi, stando ad un dossier realizzato da Legambiente e dalla Protezione civile, sarebbero in calo. Una buona notizia, anche se è troppo presto per cantare vittoria: la battaglia contro il fuoco che cancella centinaia di ettari di patrimonio boschivo si gioca ogni anno con un impegno da rinnovarsi con sempre maggior vigore, senza mai abbassare la guardia.

Venendo ai dati diffusi nel documento, che fa il punto della situazione sugli incendi in Italia, nel 2009 il numero dei roghi ha subito un calo del 20%, passando dai 6.479 del 2008 ai 5.422 dello scorso anno, il dato più basso fatto registrare negli ultimi 18 anni.
Tuttavia, permane l’emergenza al Sud e nelle isole. Pensate che nella sola Sardegna, nell’ultimo anno, sono andati in fumo 37mila ettari di territorio, pari a più della metà di tutta la superficie italiana interessata dagli incendi.

OGM e colture convenzionali, dove i vantaggi?

Qualche giorno prima dell’allarme Ogm in Friuli Venezia Giulia, dove è stata individuata una coltivazione illegale di mais geneticamente modificato, e della lettera inviata dalle associazioni della “Task force per un’Italia libera da Ogm” al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Greenpeace pubblicava il dossier su “Il vero costo degli Ogm“.

Il rapporto degli attivisti di Greenpeace analizza dal punto di vista economico il fallimento degli investimenti nella coltivazione di Ogm, e va a rafforzare la presa di posizione dell’associazione internazionale dopo le decisioni della Commissione europea in fatto di Ogm e non Ogm.

Bp conferma le trivellazioni in Libia, la politica italiana insorge

I timori di qualche giorno fa si sono rivelati fondati, la BP avvierà, entro poche settimane, le prime trivellazioni al largo delle coste libiche. Una situazione che riguarda da vicino noi italiani, visto che il punto in cui si troverà il nuovo pozzo sarà distante solo 500 km dalle coste della Sicilia.

Non appena giunta la notizia in Italia, sono insorti tutti, dalle associazioni ambientaliste alla politica. Persino rappresentanti del Governo, di solito molto “sensibili” ai problemi dei petrolieri, si sono detti preoccupati, come il Presidente della Commissione Ambiente al Senato Antonio D’Alì, peraltro siciliano, il quale ha affermato:

Il problema non è la Bp o la Libia. Il fatto è che il mare non ha confini e se capitano incidenti, che siano in acque nazionali o internazionali, gli effetti si fanno sentire in tutto il Mediterraneo. Considerato che stiamo parlando già di uno dei mari più inquinati dal petrolio di tutto il mondo, le conseguenze di un disastro potrebbero essere irreversibili.

Aereo solare, nuovo record per lo Zephyr: 2 settimane ininterrotte di volo

Non smette mai di stupire lo Zephyr, l’ultraleggero radiocomandato che, con la sola energia del sole, riesce a volare battendo un record dopo l’altro. Ma stavolta a stupire ancora di più è la velocità con cui supera sé stesso.

Appena una settimana fa vi abbiamo riferito che lo Zephyr, soprannominato “Aeromobile Perpetuo”, aveva appena infranto molti record, restando in aria per addirittura 7 giorni di fila senza mai atterrare. Bene, quando la notizia è circolata l’aereo non aveva ancora toccato terra, ma lo ha fatto appena ieri, nella US Army’s Yuma Proving Ground in Arizona (USA), dopo 14 giorni e 24 minuti, stabilendo un nuovo record, che sarà senza dubbio infranto la prossima volta che lo Zephyr deciderà di decollare.

Fotovoltaico: Ensun e Gruppo Turra insieme per la nascita di BS Energia

Si chiama BS Energia, ed è una nuova società, avente la sede a Brescia,  che si occuperà nel nostro Paese dello sviluppo dei campi fotovoltaici ai fini della produzione di energia elettrica pulita da fonte solare. La nuova realtà di settore nasce dall’impegno del Gruppo Gefran, società quotata in Borsa a Piazza Affari, nelle energie rinnovabili attraverso una partecipazione in BS Energia; quest’ultima, infatti, è per il 40% controllata dal Gruppo Turra, e per il 60% da Ensun che, a sua volta,  è un’azienda che è stata fondata dal Gruppo Gefran e da Metra.

L’obiettivo è nello specifico quello di andare a creare nel campo dell’industria del  fotovoltaico e, quindi, nella realizzazione di impianti fotovoltaici, una filiera tutta bresciana avvalendosi dell’esperienza consolidata delle società controllanti. Ensun, infatti, è un’azienda che è leader per quel che riguarda la produzione di profilati in alluminio per l’industria e per l’edilizia, nonché nella realizzazione di impianti fotovoltaici chiavi in mano, mentre il Gruppo Turra vanta una esperienza di rilievo nella realizzazione di grandi parchi fotovoltaici.

Finning, il massacro degli squali con la barbara tecnica dello “spinnamento” (foto)

Oggi parliamo di finning, lo spinnamento degli squali. Immaginate il terribile predatore dei mari catturato, privato delle pinne e rigettato in mare ancora vivo, annegare senza via di scampo o morire dissanguato lentamente. Ecco, in sintesi, questo è il finning, l’ennesima barbarie dell’uomo cacciatore crudele che non ha alcun rispetto per le sue prede.

Dico in sintesi perché in realtà dietro lo spinnamento degli squali c’è molto di più. Ci sono tradizioni dure a morire, in particolare una ricetta molto diffusa in Asia, in special modo in Cina, di una zuppa realizzata con le pinne di squalo.  Questo piatto è considerato una prelibatezza ed è molto diffuso sulle tavole asiatiche.

Festambiente, Legambiente presenta il Festival della Natura e del Buon Vivere

Anche quest’anno Legambiente invita tutti a partecipare a Festambiente, la festa dedicata alla natura e all’ecosostenibilità, al mangiare bio, al risparmio energetico…insomma, come si legge nel sito istituzionale, a Festambiente

si mangia biologico, si differenziano i rifiuti, non si usa la plastica, si imbrocca l’acqua, i bicchieri, le posate e i piatti sono bio-compostabili o di vetro e ceramica!

Dunque una vita sana ed ecologica è possibile? Certo, basta seguire piccoli accorgimenti e rispettare gli altri e l’ambiente.

Tartarughe “sfrattate” dal cemento in Calabria

Se c’è un paese che in Italia può essere considerato la patria delle tartarughe, questo è Galati, in provincia di Reggio Calabria, dove nidifica il 70% delle tartarughe italiane. Almeno fino ad oggi. Un progetto della Rdv (Rosa dei Venti) ha intenzione di distruggere questo Paradiso con una colata di cemento proprio in tutta l’area dove gli animali depongono le proprie uova, mettendo in serio pericolo la sopravvivenza della specie.

A denunciare tutto è Legambiente, che oltre ad assegnare la bandiera nera all’azienda e al comune di Brancaleone (di cui Galati è una frazione), ha anche reso noto al pubblico lo scempio che quest’azienda ha intenzione di attuare. Secondo quanto spiegato da Antonio Morabito, presidente di Legambiente Calabria,

il progetto prevede anche un centro commerciale, un albergo club house, impianti sportivi, piscine,  campi da golf a 18 buche nel territorio a maggior rischio desertificazione della provincia reggina. Il tutto per un’estensione di 11.420 ettari.

Un mondo senza carne potrebbe diventare più inquinato

Il principio per cui molti “onnivori” diventano vegetariani o vegani è, oltre al non voler mangiare animali, anche che senza gli allevamenti il mondo sarebbe più pulito. E’ vero che, se confrontiamo la produzione di CO2, metano e gli altri agenti inquinanti tra una mucca ed un campo di grano, non c’è paragone, ma siamo proprio sicuri che un mondo senza animali sia più pulito?

Un’interessante ricerca pubblicata da Repubblica svela che non sarebbe proprio così, e le motivazioni sono più ovvie di quanto si pensi. Partiamo dalla produzione di cibo, la quale vedrebbe, in un mondo in cui per magia sparissero tutti gli animali da allevamento, un incremento improvviso. Questo significa maggiori fertilizzanti chimici (perché quelli naturali non esisterebbero più in quanto non ci sarebbero più animali a produrli), maggior utilizzo dei combustibili fossili per alimentare i trattori, maggior quantità d’acqua per irrigare i campi, e poi ancora pesticidi e tutti quegli additivi chimici per evitare che gli insetti (quelli non spariscono mai) distruggano il raccolto.

Cementificazione selvaggia, le coste italiane sempre più in emergenza

Troppi porti turistici, troppe strutture, cemento, e persino pannelli solari. Tutto questo comporta una distruzione del territorio che va oltre ogni immaginazione, e per questo è arrivato il momento di intervenire. E’ questo l’appello dell’associazione Italia Nostra, la quale ha deciso di rivolgersi addirittura all’Unesco per denunciare la violazione delle norme territoriali che riguardano le coste italiane.

Lungo tutto lo Stivale, spiegano dall’associazione, sono almeno 35 i luoghi a rischio, sparsi un po’ ovunque, dalla Sardegna alla Liguria, dalle isole minori fino soprattutto alla Sicilia, probabilmente la Regione più martoriata dall’abusivismo e dalla cementificazione senza regole. Un esempio? A Siracusa ci sono ben due progetti portuali, i quali rischiano di far sparire intere distese di uliveti secolari.

Fotovoltaico e solare termico con il gruppo di acquisto

In Provincia della Spezia, e per la precisione nel Comune di Varese Ligure, l’Amministrazione promuove a favore dei cittadini la formula di accesso al solare termico ed al fotovoltaico con il gruppo di acquisto. Anche per la produzione di calore e di energia elettrica da fonte solare, infatti, l’unione fa la forza potendo andare a risparmiare dal 10% al 25% rispetto ai correnti prezzi di mercato.

E così il Comune di Varese Ligure, attraverso lo Sportello Energia di Legambiente Liguria ha annunciato nelle scorse settimane di promuovere il G.A.S., ovverosia un insieme di famiglie che, a fronte della garanzia di qualità e di sicurezza degli impianti, vogliono fruire della tecnologia e dell’efficienza energetica di impianti con il solare termico o con il fotovoltaico ad un prezzo equo.

Marea nera, BP avvierà nuove perforazioni in Libia, in pieno Mediterraneo

Business must go on. Non importa se l’economia di intere popolazioni costiere è affondata nella marea nera, ancor meno contano i danni all’ecosistema e al patrimonio naturalistico dell’area del Golfo del Messico. Contano gli affari. E per nessuna cosa al mondo la BP desisterà dall’avviare le nuove perforazioni concordate già dal 2007 con la Libia.

Inizieranno tra poche settimane i lavori per cinque trivellazioni al largo delle coste libiche nel Golfo della Sirte, in pieno Mediterraneo. La BP perforerà ad una profondità di circa 5.700 piedi (1.700 metri), leggermente superiore a quella della piattaforma Deepwater Horizon che ha scatenato il disastro della marea nera.
Lo ha annunciato il Financial Times e dalla BP non hanno smentito, tutt’altro. Ne ha dato conferma lo stesso portavoce della compagnia, David Nicholas:

Non le abbiamo ancora calendarizzate. Ogni perforazione necessita di sei mesi o più.