
L’acqua pura è un requisito fondamentale per una buona salute e per tantissimi processi, ma ha diverse problematiche quando si tratta di metodi di messa in sicurezza in molti Paesi, specie nei più poveri. Il problema principale sta nel fatto che si tratta di un processo energivoro, cioè i purificatori di acqua consumano grandi quantità di energia per la lavorazione. Ma il problema riguarda anche alcune sostanze usate per la purificazione, che se utilizzate in maniera non corretta possono diventare tossiche. Ma da oggi forse anche questo problema verrà risolto.
In un documento che è stato appena pubblicato sulla rivista dell’American Chemical Society, Langmuir, i ricercatori dell’Università di Uppsala, in collaborazione con l’Università del Botswana, descrivono come gli estratti dei semi della pianta Moringa oleifera possono essere utilizzati per la purificazione dell’acqua.
Potrebbe essere una svolta per i biocarburanti, la scoperta di alcuni scienziati che hanno trasformato gli scarti della frutta, le bucce d’arancia, e altri rifiuti facilmente reperibili in grossi quantitativi, come la carta di giornale, in carburante pulito per alimentare i veicoli.
Gli imballaggi per alimenti e altri articoli monouso in plastica potrebbero presto essere compostati a casa insieme agli altri rifiuti organici, grazie ad un nuovo polimero composto da zuccheri.