L’Indonesia converte 27 stazioni di rifornimento in aree verdi

stazione di servizio giakarta

In tutto il mondo, le auto e le infrastrutture a loro dedicate hanno coperto la maggior parte dello spazio aperto con l’asfalto. Ma con la chiusura del mese scorso del primo dei 27 distributori di benzina, la città di Giakarta, in Indonesia, ha iniziato la bonifica di alcuni terreni per il pubblico impiego.

La Jakarta Parks e la Cemetery Agency chiuderanno più di due dozzine di stazioni di servizio entro la fine del
l’anno, convertendole in 10.505 metri quadrati di spazio verde per fare un po’ respirare la capitale indonesiana. Le aree verdi a Giakarta sono andate riducendosi per decenni, dal 35% dell’intera città nel 1965 ad appena il 9,3% di oggi.

Un obiettivo del 30% è stato fissato dalle leggi di pianificazione, che hanno anche designato la custodia delle 27 stazioni di rifornimento riconvertite in aree verdi. Il piano per convertire le stazioni dismesse è stato respinto dal consiglio comunale lo scorso anno sotto la pressione politica da parte dei proprietari delle compagnie del gas, ma i funzionari neo-eletti hanno approvato l’idea questa volta.

Quanta CO2 sarà emessa durante il congresso di Copenaghen?

inquinamento aereo copenaghen

Ci sono due possibili risposte a questa domanda. In primo luogo bisogna capire quale sarà l’impronta di carbonio per quanto riguarda le grandi quantità di fogli e carta in generale; e poi bisogna considerare quanta emissione di biossido di carbonio è giustificata.

Sulla prima questione, possiamo solo fare congetture in larga misura al momento, perché la cifra ufficiale sull’impronta non dovrebbe essere rilasciata prima dell’11 dicembre. Tuttavia, la Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), che è la convocazione COP15, ha già cercato di stimare le emissioni probabili. Si calcola che 41.000 tonnellate di biossido di carbonio saranno emesse

per l’intera conferenza incluso il viaggio per e da Copenaghen.

Solo il 10% di questa cifra sarà il risultato di emissioni locali, quindi possiamo concludere che gran parte di questo è dovuto ai voli di tutti i delegati che arrivano da tutto il mondo. E fin qui ci può stare. L’UNFCCC aggiunge, però, che l’obiettivo è quello di rendere il congresso ad emissioni zero, sostenendo un progetto “ambizioso sul clima in Bangladesh”, che vedrà le vecchie fabbriche altamente inquinanti a Dacca, sostituite con 20 nuove con forni efficienti, le quali andranno a compensare la CO2 prodotta nella capitale danese.

Gli alberi diventano “obesi” per assorbire l’inquinamento

betulle

Fino a poco tempo fa si pensava, e qualcuno lo pensa ancora oggi, che aumentando le emissioni, il mondo è destinato a collassare in maniera direttamente proporzionale. Se da un lato è vero che un eccesso di inquinamento può distruggere il mondo, dall’altro la Natura ancora una volta ci sorprende, e ribalta la nostra visione limitata del mondo.

Non è vero infatti che questo avviene in maniera proporzionale. Alcuni ricercatori americani dell’Università del Wisconsin-Madison hanno notato che alcune specie di alberi, ed in particolare le betulle, negli ultimi anni hanno cominciato ad aumentare la quantità di CO2 assorbita. E proprio come avviene a noi umani quando aumentiamo il cibo ingurgitato, stanno ingrassando.

Il Nepal come le Maldive: consiglio dei ministri estremo contro il cambiamento climatico

consiglio dei ministri in nepal sull'everest

Come ha fatto il Governo delle Maldive qualche settimana fa, che si è riunito sott’acqua per decidere cosa fare in merito al cambiamento climatico, qualcosa di simile è successo in Nepal ieri mattina, quando 24 ministri si sono riuniti intorno ad un tavolo sulla montagna più alta del mondo per discutere di cambiamento climatico.

Forse sul monte Everest non hanno mai sentito parlare di emissioni di carbonio, di cambiamenti climatici, o non è mai importato molto il dibattito politico internazionale, ma una cosa è certa: il ghiaccio si sta sciogliendo anche così in alto, e qualcosa per fermare questo fenomeno va fatta.

L’incremento di Co2 non è responsabile della perdita della biodiversità

biodiversità vegetale

L’aumento dei livelli di biossido di carbonio può surriscaldare il pianeta e causare altri problemi ambientali, ma si teme che l’aumento dei livelli di CO2 potrebbe ridurre direttamente la biodiversità vegetale, secondo un nuovo studio condotto da Peter Reich, scienziato dell’Università del Minnesota. In realtà, l’aumento di CO2 può realmente aiutare a contrastare la perdita di diversità di un altro problema ambientale: la pioggia globale di azoto da fertilizzanti e fumi di scarico.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, ha coinvolto un osservazione di 10 anni di 48 appezzamenti piantati con 16 diverse specie di piante, i quali sono stati testati utilizzando ambienti con livelli elevati di azoto e anidride carbonica. I ricercatori hanno misurato il numero di specie osservate in ogni terreno, l’impianto di biomassa sia sopra che sotto terra, così come i fattori legati al suolo, acqua e luce, che possano incidere sulla crescita delle piante.

Greenpeace: l’Italia può ridurre le emissioni grazie alle rinnovabili

rinnovabili

Mancano solo 3 giorni all’apertura dei negoziati sul clima di Copenaghen, ed in Italia ancora si discute se aderire o meno al patto di riduzione delle emissioni. L’Europa, si sa, farà da sola, e resta solo di stabilire se continuare a mantenere la riduzione entro il 2020 al 20% o portarla al 30%, mentre per il 2050 ci si divide tra il 70 e l’80%. L’Italia sembra una di quelle nazioni che punta al ribasso, ma secondo una recente relazione presentata da Greenpeace, fa male, perché potrebbe tranquillamente ridurre le sue emissioni con piccolissimi accorgimenti.

Con il supporto tecnico dell’Istituto di Termodinamica del Centro Aerospaziale Tedesco, Greenpeace ha effettuato le rilevazioni sulle emissioni attuali e sul potenziale di produzione futuro, ed ha concluso che l’Italia è in grado di ridurre le sue emissioni in maniera drastica con due semplici provvedimenti: energia pulita e risparmio energetico.

OGM o non OGM. Il mondo si divide tra favorevoli e contrari

pomodori ogm

Il principe Carlo li ha chiamati il “più grande disastro ambientale di tutti i tempi”, mentre gli industriali dell’agricoltura giurano che sono sicuri per il consumo umano e danno un vantaggio per l’ambiente. Gli alimenti geneticamente modificati non sono null’altro se non controversi, e le polemiche non mancano in tutto il mondo. Dagli Stati Uniti all’Unione europea, dall’Africa al Giappone, divieti vari, leggi ed etichette possono fare dell’OGM una difficile gatta da pelare.

Ecco una carrellata di come gli OGM sono regolarizzati nel mondo. Dove sono regolarizzati, visto che in molti Paesi, come l’Italia, regna la più completa confusione. L’Irlanda ha recentemente vietato la produzione di qualsiasi alimento geneticamente modificato, e il paese ha anche messo a disposizione un’etichetta OGM-free che può essere stampata sui prodotti di origine animale come carne, pollame, uova e latticini, pesce e crostacei, che vengono allevati con mangimi senza OGM.

5 eco-crimini che compiamo ogni giorno

spreco di cibo

Tutti stiamo aspettando che da Copenaghen esca una risoluzione che possa evitare che questo nostro Pianeta si riscaldi troppo. Ma a dirla tutta, la risoluzione ce l’abbiamo sempre avuta sotto gli occhi e non ce ne siamo mai accorti. Ognuno di noi nel mondo compie almeno 5 eco-crimini ogni giorno o quasi.

Provate a chiedervi: quanto vivo ecologicamente io? Si potrebbe pensare che si sta facendo qualcosa per l’ambiente, evitando di bere l’acqua in bottiglia, acquistando prodotti locali ed riutilizzando le buste di plastica, ma è probabile che tutti abbiamo alcune abitudini che sono molto più dannose per l’ambiente di quanto non ci ci si renda conto. Quali sono le vedrete dopo il salto.

Quanto è grande una tonnellata di CO2 (fotogallery)

cubo tonnellata di co2

Alfio Bonanno, artista italiano, insieme all’architetto americano Christophe Cornubert, presenterà un’installazione che rappresenta una tonnellata di biossido di carbonio a Copenaghen il prossimo mese, mentre la città ospita la Convenzione quadro dell’ONU sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

Il cubo misura 27 metri per 27 per 27, e rappresenta l’impronta di carbonio mensile della persona media in Europa ed in alcune altre parti del mondo, o la quantità di carbonio prodotta da ciascun cittadino degli Stati Uniti in due settimane. Il 7 dicembre, i leader mondiali si impegneranno (si spera) a combattere il cambiamento climatico. Per farlo si riuniranno a Copenaghen in un congresso organizzato dall’ONU.

Dopo la Coca Cola dietetica, avremo la Coca Cola ecologica?

coca-nuda

Essendo la multinazionale per eccellenza, la Coca Cola viene spesso additata come una delle industrie più inquinanti, oltre che rea di mille altri reati. Ma come tutte le grandi industrie, anche lei ha l’opportunità di redimersi, convertendosi all’ecologia.

La proposta verde la confeziona il Ryan Harc Design Studio, e si tratta della Coca-Nuda (in inglese Naked Coke).  Quali sono i risparmi ambientali di tale progetto? Come si vede dalla foto, si tratta di eliminare definitivamente la vernice dalla lattina di coca. Può sembrare poco, ma se risparmiare cinque milioni di dollari (3,3 milioni di euro) per cinque millimetri di plastica colorata vi sembra poco! Sulla base delle statistiche di Alcoa, ogni anno si riciclano circa 112 miliardi di lattine vendute soltanto negli Stati Uniti. Pensate solamente a quanto costa riverniciare 112 miliardi di lattine di alluminio.

Il riscaldamento globale è già realtà in Kuwait

kuwait bay

Dal 1985, la temperatura dell’acqua di mare nella Kuwait Bay, nel nord del Golfo Persico, è aumentata in media di 0,6 ° C per decennio. Questo è circa tre volte più veloce del tasso globale medio riferito dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC). Le differenze sono dovute agli effetti regionali e locali. L’aumento delle temperature sta avendo effetti profondi sui principali habitat e sulla produzione di energia elettrica nel Golfo Persico.

Il ricercatore Dr Thamer Al-Rashidi del National Oceanography Centre di Southampton ha spiegato:

Poiché le acque della baia del Kuwait sono ben mescolate dalle maree, le misurazioni della temperatura della superficie del mare può essere utilizzata per valutare l’andamento della temperatura nel corso del tempo, nella baia nel suo complesso.

Lui e i suoi colleghi hanno utilizzato i dati sulla temperatura della superficie del mare (1985-2007) telerilevati da una serie di satelliti in orbita polare per valutare il riscaldamento in Kuwait Bay e nella regione del Golfo. I dati sono stati registrati con misurazioni dirette della temperatura della superficie del mare, e sono in accordo con le tendenze della temperatura dell’aria registrata presso l’aeroporto del Kuwait, per verificare le tendenze trovate nei dati satellitari.

All’aeroporto di Copenaghen i grandi della Terra si scusano per non aver agito contro i cambiamenti climatici (fotogallery)

obama invecchiato greenpeace

Come per tutte le sue azioni, ancora una volta Greenpeace riesce a far scalpore. Da oggi tutti i viaggiatori che si recheranno in Danimarca, ed atterreranno all’aeroporto di Copenaghen, troveranno 9 manifesti di altrettanti leader politici mondiali, invecchiati al computer, dove si scusano per non aver fatto abbastanza per combattere i cambiamenti climatici.

La provocazione serve per mettere pressione ai leader che tra pochi giorni si incontreranno nella capitale danese in quanto, se non dovessero trovare un accordo vincolante sulla riduzione delle emissioni, potrebbero tra 10 anni effettivamente ritrovarsi ad essere costretti alle scuse pubbliche perché, a causa dei cambiamenti climatici, il mondo sarà diventato invivibile, e tutto per colpa dell’avidità e della poca mobilità che c’è oggi, quando siamo ancora in tempo per agire.

Il riscaldamento globale si potrebbe risolvere con meno di 3 euro a testa

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L’Environment Institute di Stoccolma, in collaborazione con Friends of the Earth, ha appena rilasciato una nuova relazione da cui risulta che l’Unione europea potrebbe raddoppiare il suo impegno attuale di riduzione delle emissioni del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 ad un costo giornaliero di meno di 3 euro a persona.

I trasporti e le scelte alimentari figurano come fattori principali nello studio che mira al taglio del 40% di emissioni: entro il 2020 il trasporto aereo potrebbe diminuire del 10%, e quello tramite le automobili private del 4%, mentre il viaggio in treno vedrebbe un aumento del 9%. Il consumo di carne scenderebbe del 60%. Estendendo questo percorso fino al 2050, scopriamo che i viaggi in auto private scenderebbero dal 75% circa del totale degli spostamenti di oggi a solo il 43% e i viaggi in treno prenderebbero il posto dell’80% dei voli attualmente in corso nell’arco di 1.000 km di distanza. Oltre a questi cambiamenti, ne accadrebbero anche altri nell’ambito della produzione energetica.

Autostrada Tirrenica: ambientalisti diffidano il ministero per procedura forzata

trasporti-aurelia-3-nuovo-cavalcavia-capalbio-tris1Nell’immagine, la SS1 Aurelia nei pressi di Capalbio

Il Ministero delle infrastrutture è stato diffidato da Fai, Italia nostra, Legambiente e Wwf assieme ad altri enti pubblici coinvolti nella conferenza dei servizi sul progetto definitivo del tratto autostradale definito come “I lotto dell’A12 Rosignano-Civitavecchia”, meglio nota come “Tirrenica”. La ragione della diffida da parte delle associazioni ambientaliste sarebbe una forzatura procedurale. Nel documento di diffida si legge che “non si può procedere alla realizzazione di un primo lotto di un’autostrada, di complessivi 203 km, di cui 110 in variante, della quale non esiste non tanto un progetto esecutivo, ma nemmeno definitivo di un’opera, con un tracciato che deve essere rivisto profondamente da Grosseto sud a Civitavecchia per l’elevato impatto che ha sul paesaggio.”