
Dopo 24 ore le speranze del mondo sul summit di Copenaghen ricominciano a vacillare. All’apertura dei lavori c’erano state molte parole ottimistiche e diverse iniziative da parte dei Paesi poveri. Nel secondo giorno pare che qualcuno lo faccia apposta a smorzare i facili ottimismi. A prendere la parola è il presidente della Commissione Europea Josè Barroso, il quale ha immediatamente abbassato i toni. Parlando di un trattato vincolante, si è così espresso:
Non è possibile, non è stato preparato, ci sono alcuni dei nostri partner che non sono preparati. Invece dobbiamo raggiungere un accordo sulla riduzione delle emissioni dei gas nocivi. Lo dobbiamo ai nostri giovani.
I partner che non sono preparati, a cui Barroso fa riferimento, sono in special modo Cina e Stati Uniti, i primi perché sono in una situazione particolare, in cui il boom economico verrebbe soffocato; i secondi perché, limitati dalle lobby inquinanti, hanno difficoltà a fare leggi che taglino le emissioni. Ma intanto la giornata continua tra buone e cattive notizie.