La Turchia mette al bando i fuochi d’artificio per salvare le tartarughe marine

di Redazione 2

Soprattutto durante i mesi estivi, il suono dei fuochi d’artificio è parte della colonna sonora della sera in Turchia, dove i fuochi pirotecnici sono spesso utilizzati per celebrare matrimoni, vittorie e cerimonie ufficiali. Ma un comune sulla costa del paese del Mediterraneo ha posto un divieto su tali manifestazioni, dicendo che quest’usanza può fatalmente spaventare le tartarughe marine, già in pericolo per la loro sopravvivenza.

Questa settimana, il comune Kızılot nel distretto di Antalya, ha annunciato che intende vietare i fuochi d’artificio durante la stagione estiva, quando le tartarughe marine Caretta caretta nascono e sono visibili lungo i sette chilometri di spiaggia segnalati dall’Anatolia News Agency. Ma grosse limitazioni saranno imposte anche dalla fine di marzo ai primi di giugno, quando la stagione della nidificazione si sviluppa, fino a raggiungere il suo picco nei mesi di giugno e luglio, a seconda della spiaggia di nidificazione. Altre limitazioni riguarderanno molte zone turistiche in merito alle luci degli hotel e altre illuminazioni artificiali perché possono portarle fuori strada.

Anche se alcuni visitatori possono protestare davanti al divieto, le tartarughe marine sono generalmente un’attrazione turistica quando le loro uova si schiudono. Più a ovest, lungo la costa turca, la popolare Dalyan Beach è stata una spiaggia “fiore all’occhiello” per la conservazione delle tartarughe marine a partire dal 1987, quando esemplari locali degli animali impedirono lo sviluppo di un grande complesso alberghiero che avrebbe distrutto i loro siti di nidificazione. Ma la morte di una femmina adulta Caretta caretta, vittima di una collisione con un’elica di una barca lo scorso autunno, ha scatenato la discussione sul fatto che gli sforzi della Turchia di proteggere gli animali fossero insufficienti.

[Le tartarughe] sono utilizzate per tutto, dal nome di un bar ad un portachiavi, fino al disegno su una T-shirt. Questo non è inferiore ad uno sfruttamento. Tutti vogliono trarre profitto dalla loro popolarità tra i turisti, ma nessuno è disposto a fare ciò che è necessario per proteggerle

tuona la specialista in gestione marina Ismail Nalbantoglu Hürriyetal sul Daily News & Economic Review.

Tra le altre norme in discussione, ci sono le limitazioni all’uso di propano ed altri combustibili inquinanti per le barche, limitazioni alla pesca con le lenze, e l’attenzione all’uso dei sacchetti di plastica che possono uccidere o ferire le tartarughe marine.

Fonte: [Treehugger]

Commenti (2)

  1. siamo al ridicolo con questo divieto…

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