Anche Bush si schiera contro il gas serra

di Marco Mancini 4

Finalmente una presa di posizione degli Stati Uniti contro il gas serra. Il presidente Bush, uno dei pochi a non aderire da subito al protocollo di Kyoto, evidentemente vuol lasciare un buon ricordo di sè come presidente degli Stati Uniti e, a 9 mesi dalla scadenza del suo mandato, decide di iniziare l’ultima battaglia, quella contro l’inquinamento.

Bush ha dichiarato che le emissioni di gas serra devono essere fermate entro il 2025, e ha invitato i due più grandi produttori di inquinamento del mondo, Cina e India, a fare lo stesso, eliminando le barriere commerciali in materia di energia e di introdurre tecnologie per raggiungere questo scopo.


“È giunto il momento per gli Stati Uniti di guardare al di là del 2012 e di compiere il passo successivo”, ha detto Bush, in riferimento al suo obiettivo nazionale annunciato nel 2002 di una riduzione del 18% della crescita delle emissioni di calore. Bush ha detto che la nazione è sulla buona strada per soddisfare tale obiettivo.
Ma i critici – compresi gli ambientalisti, scienziati e legislatori – hanno detto che lo sforzo è stato troppo poco, e soprattutto troppo tardi. Essi infatti hanno accusato Bush di cercare di far “deragliare” la legislazione che dovrebbe ridurre ulteriormente le emissioni, e di non offrire alcuna specificità per come raggiungere il suo obiettivo. Perciò gli esperti hanno respinto il discorso, definendolo “irrilevante”.

Il discorso, secondo loro, è destinato ad influenzare la conferenza internazionale sul cambiamento climatico, che si terrà oggi a Parigi. La conferenza è la conseguenza di un processo che lo stesso Bush aveva già avviato l’anno scorso, quando ha chiamato le principali nazioni inquinanti e le ha esortate a riunirsi entro la fine del 2009 per raggiungere un obiettivo comune riguardante la conservazione a lungo termine della riduzione delle emissioni.
Per i malpensanti il discorso di Bush è stato una forzatura al controllo democratico del Senato, che sta per prendere in considerazione la legislazione che impone limiti alle emissioni e di consentire alle imprese di commercio dei “crediti” di inquinamento – la cosiddetta “cap-and-trade“, cioè un tetto massimo entro il quale si possono emettere gas inquinanti. La Casa Bianca si oppone con forza a tale soluzione, dichiaratamente, in quanto, secondo il Presidente, “la cattiva legislazione impone tremendi costi all’economia americana e alle famiglie, senza nemmeno raggiungere gli obiettivi prefissati”. I senatori si difendono, sostenendo che con la loro legislazione, le emissioni di gas serra potrebbero diminuire fino al 32% entro il 2025, quindi molto di più di quello che prospettava Bush.

Dopodichè ha illustrato il piano per introdurre le energie pulite anche in America, sottolineando i progressi tecnologici per ricorrere all’energia eolica o a carburanti come l’etanolo, come mezzo per conseguire la riduzione delle emissioni. Il percorso per la riduzione delle emissioni può essere tracciato dal libero mercato e dagli incentivi per le imprese a investire, al contrario di nuove tasse come vuol fare il Senato.
Il cambiamento climatico sta emergendo come una questione principale nella corsa presidenziale tra tutti i candidati, tra cui il senatore John McCain, il possibile candidato repubblicano, che proprio Bush sostiene.
La maggior parte degli esperti mondiali, tra cui anche gli scienziati delle Nazioni Unite, dicono che il programma di Bush difficilmente ridurrebbe le emissioni inquinanti, soprattutto senza il tetto alle emissioni che il Senato vorrebbe introdurre. Ma comunque è un buon inizio, visto che anche l’ultimo ostacolo (la testardaggine di Bush) contro il surriscaldamento globale è stato rimosso.

Commenti (4)

  1. Anche Bush si schiera contro il gas serra…
    Certo, magari scatenando una nuova guerra.

  2. dopo la figuraccia che fece a Kyoto farebbe meglio a starsi zitto Bush

  3. Chissà che magari non manda una bomba atomica contro il buco dell’ozono
    😉

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