Rischio estinzione specie acquatiche Africa, l’allarme dell’IUCN

La perdita della biodiversità è uno dei problemi più impellenti che i Governi di tutto il mondo devono affrontare in questo periodo, forse anche più rispetto all’inquinamento. Fare a meno della biodiversità significa infatti perdere risorse basilari per il sostentamento umano, significa perdite economiche, e soprattutto messa in pericolo di intere aree geografiche.

La situazione poi diventa ancor più preoccupante quando si tratta dell’Africa, come sottolinea l’ultima ricerca pubblicata dall’IUCN (Unione mondiale per la conservazione della natura), la quale ha stabilito che oltre una specie su cinque (circa il 21%) che abita le zone umide del Continente nero è a forte rischio di estinzione.

Cattedrale vegetale nel cuore di Bergamo, il progetto di Giuliano Mauri per un dialogo tra l’uomo e la natura

Cosa ci fa una Cattedrale vegetale a 5 navate, alta 21 metri, lunga 28,5 e larga 24, ai piedi del Monte Arera, a Bergamo? E’ il progetto che la città lombarda presenta in occasione dell’Anno Internazionale della Biodiversità. Il progetto, inserito nella cornice spettacolare del Parco dello Orobie Bergamasche, coinvolge i Comuni di Oltre il Colle, Roncoello e Ardesio, e il Centro Etica Ambientale di Bergamo.

Sabato 4 settembre ci sarà l’inaugurazione dell’opera di Land Art, una struttura ecologica al 100%, progettata dall’architetto Giuliano Mauri, scomparso nel 2009 e destinata a divenire una faggeta.

Eco-edilizia: la casa fatta di canapa

La casa non deve essere necessariamente costruita con mattoni, gesso, cemento e vernice. Il materiale da costruzione può crescere su un ettaro di terreno, essere facile da assemblare (basta conoscere il fai-da-te), ed emettere per l’intera costruzione solo 110 kg di carbonio per metro cubo. Come è possibile? Qual è questo materiale magico? La risposta è la canapa. Questa pianta è una delle più “ecologiche” dato che ha trovato un largo utilizzo in molti tipi di prodotti, ma di certo mai nella costruzione di un’abitazione.

Da circa un paio d’anni Klara Marosszeky stava studiando il modo di produrre un materiale da costruzione facilmente lavorabile basato sulla canapa australiana. A quel tempo stava concentrando il suo lavoro sulla tecnica della canapa “Hurd” – in cui il centro concide con il gambo – ma che si è rivelata troppo costosa a causa della separazione della guaina fibrosa dura del gambo, in un processo noto come decorticazione.

Risparmio energetico: lampadine a incandescenza in via di estinzione

Nello scorso mese di settembre 2009 è cessata, così come imposto dall’Unione Europea, la produzione delle lampadine a incandescenza da 100 Watt; ora è la volta di quelle da 75 Watt nell’ambito di un graduale stop alla produzione che tra un anno interesserà anche quelle da 60 Watt. A regime nei negozi che vendono materiale elettrico, ma anche nei supermercati e presso i grandi centri della distribuzione organizzata troveremo solamente lampadine fluorescenti che costano di più. Ma il maggior prezzo giustifica questa rivoluzione?

Ebbene, la risposta è affermativa visto che, come tra l’altro riporta l’Associazione Altroconsumo, sempre attenta ai temi riguardanti i risparmi in bolletta e la tutela ambientale, il maggior prezzo viene ammortizzato ampiamente dal minor consumo e, cosa che non guasta, anche da un aumento delle prestazioni sebbene i cittadini lamentino il fatto che la loro accensione non è istantanea ma graduale.

Un semaforo anti-smog: se inquini non passi, succede in Svizzera

Auto inquinanti addio. O meglio semaforo rosso. O forse dovremmo dire nero. Perché la nuova tecnologia di semafori che si sta studiando in Svizzera non utilizza i tradizionali colori previsti per gestire il traffico, ma speciali contrassegni basati sulle emissioni del veicolo.

Si va dal nero, che come potete ben immaginare etichetta le quattro ruote che producono più smog, scalando al grigio, passando per il bianco e finendo al via libera più ambito da chi è attento all’ambiente, o semplicemente da chi vuole entrare in alcune zone delle città a traffico limitato: il dorato.
Quest’ultimo, come è facile indovinare, si accende solo se passano veicoli a ridotto quantitativo di emissioni, e quindi quelli con dispositivo di propulsione principale elettrico, le auto pulite insomma.

Greenpeace blocca piattaforma petrolifera in Groenlandia

Da alcune settimane le barche di Greenpeace stanno facendo il giro del mondo alla “caccia” delle trivellatrici che, per cercare petrolio in alto mare, mettono in pericolo l’intero ecosistema, esponendolo al rischio di un’altra marea nera (e non solo). E così ieri gli attivisti sono riusciti nel loro intento: bloccare una piattaforma al largo della Groenlandia.

La struttura della Cairn Energy si chiama Stena Don ed è stata presa d’assalto nella notte da alcuni “climber” (scalatori professionisti) che si sono arrampicati su fino in cima con l’intento di bloccare i lavori. Se non c’è il massimo della sicurezza, non si può procedere con le operazioni di trivellazione, e di certo alcune persone a diverse decine di metri di altezza non lasciano in sicurezza un colosso del genere.

Sviluppo sostenibile, nasce nuovo organismo Onu

L’ONU ha istituito un nuovo organismo per lo sviluppo sostenibile per risolvere in modo concreto la povertà e la fame nel Mondo. Si tratta del Panel on global sustainability, un ente predisposto alla crescita delle popolazioni disagiate e alla tutela dell’ambiente.

Il concetto di sviluppo sostenibile è stato introdotto per la prima volta nel 1987 dal rapporto Brundtland della Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo (WCED), così chiamato dal nome della presidente di quell’anno. Come si legge nel testo dello Our Common Future,

Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni.

Benzina, 2 mila euro sprecati da uomini che non chiedono indicazioni

Siete al volante della vostra auto in una città nuova, ma non sapete che direzione prendere per raggiungere la vostra meta. Che cosa fate? Se siete donna molto probabilmente chiederete indicazioni al primo passante che incontrate, se siete uomini è più probabile che girerete a vuoto nella speranza di capitare per caso nella destinazione ricercata.

Secondo uno studio britannico effettuato dalla compagnia di assicurazioni Sheilas’ Wheels, gli uomini sprecano circa 2.000 sterline (poco più di 2.400 euro) in combustibile nel corso della loro vita perché non vogliono chiedere indicazioni quando si perdono, percorrendo una media di 276 miglia (444 km) extra all’anno. Questo non è assolutamente un comportamento ecologico.

Energia nucleare: un business che piace solo ai big player

Alla fine dello scorso mese di luglio il Governo italiano ha presentato il PAN, il Piano di Azione Nazionale, per mezzo del quale nel nostro Paese si potrà portare avanti sia lo sviluppo, sia il consolidamento del mercato della produzione di energia da fonti rinnovabili, dal fotovoltaico all’eolico e passando per il solare termico unitamente alla nascita di nuove filiere, tra cui quella del biometano.

A ricordarlo è stata in data odierna la Fiper, Federazione Italiana di Produttori da Fonte Rinnovabile, anche a seguito delle dichiarazioni rilasciate dai numeri uno di alcuni big player dell’energia che, invece, ritengono si debba molto di più puntare sullo sviluppo dell’energia nucleare.

Biocarburanti, allarme fame in Africa per furto coltivazioni alimentari

Del paradosso dell’ecologia, i biocarburanti di prima generazione, abbiamo discusso di frequente sulle pagine di Ecologiae. Oggi torniamo a parlarne in virtù dell’allarme lanciato da un nuovo rapporto diffuso dall’associazione ambientalista Friends of the Earth. Nella relazione, intitolata Africa, up for grabs, si parla di un vero e proprio furto di terreni destinati alle coltivazioni alimentari, sottratti, spesso illecitamente, da produttori europei per piantare colture destinate alla produzione di biocarburanti.

La conseguenza principale di questa appropriazione indebita, attuata senza consultare adeguatamente le comunità locali, aggrava la già drammatica crisi negli approvvigionamenti di risorse alimentari nei Paesi in via di sviluppo e sottosviluppati. Il risultato è la fame. Ma le aziende europee sotto accusa, imputate di affamare il Terzo Mondo, sottraendo terreno fertile alle colture alimentari, non ci stanno e si difendono affermando che i terreni destinati alla coltivazione di risorse primarie per i biocarburanti in realtà sono quelli non adatti alle colture alimentari.

Energia elettrica dalle patate, la nuova frontiera delle rinnovabili

Le patate stanno entrando a far parte della catena di quei prodotti della Green Economy maggiormente in uso: dopo le riciclelle, le patate ottenute dagli scarti alimentari, oggi i tuberi più diffusi al Mondo sono impiegati per produrre energia elettrica.

L’idea è venuta ad un gruppo di ricercatori dell’Università Yissum Research Development Company di Gerusalemme che hanno messo a punto una batteria da 1,5 Volt realizzata con una fetta di patata bollita.

Dimissioni capo Ipcc: errata la previsione sullo scioglimento dei ghiacciai in Himalaya

Rajendra Pachauri, a capo del panel scientifico dell’ONU sui cambiamenti climatici, ha deciso di farsi da parte dopo una verifica indipendente del suo lavoro effettuata da un gruppo di esperti guidato dal premio Nobel per la Pace Al Gore i quali hanno accusato l’Ipcc di gravi errori di valutazione.

Pachauri è stato il bersaglio preferito delle accuse riguardanti le basi scientifiche dei cambiamenti climatici, tra cui le accuse di conflitto di interessi ed imprecisione nelle valutazioni del gruppo di esperti intergovernativi sui cambiamenti climatici (IPCC), che lo scienziato indiano presiede dal 2002. L’errore più grave che gli viene contestato è stata la valutazione dello scioglimento dei ghiacciai himalayani i quali, secondo i suoi calcoli, potrebbero sparire entro il 2035.

Porti ecosostenibili, in Sardegna attracchi senza sprechi energetici

L’idea del Green Port (Porto Verde), già testata con successo in alcune parti del mondo come Stati Uniti, Finlandia e Germania, e a livello sperimentale in Italia a Civitavecchia, si è rivelata un successo, e a breve sbarcherà in Sardegna.

Alla base del processo del Green Port c’è il risparmio energetico, e la conseguente riduzione delle emissioni. Com’è possibile farlo è presto detto: con le banchine elettrificate. Quando le navi raggiungono il porto, sono costrette a mantenere il motore acceso per fornire elettricità a tutto l’impianto. Ma siccome le navi utilizzano combustibili fossili, in pratica si produce una forte quantità di emissioni inutili. Con le banchine elettrificate invece le navi verranno collegate con una spina elettrica alla rete elettrica portuale, in modo da poter spegnere i motori.